Crocus longiflorus

Caratteristiche

  • Immagine: Immagine
  • Nomenclatura e sistematica:

    Crocus longiflorus Rafin. Zafferano autunnale. Classe: monocotyledonae, Famiglia: iridaceae.

  • Origine del nome:

    Crocus: dal greco krokos, nome dello Zafferano; longiflorus: dal latino che significa dal fiore lungo; zafferano: perché appartiene allo stesso genere dello Zafferano (Crocus sativus L., Zafferano vero, caratterizzato dagli stimmi rossi, molto lunghi, 2-3 cm, e che oltrepassano i tepali).

  • Comportamento ed habitat:

    Vegeta nei boschi, nei pascoli, dal mare fino ai 1.500 m.

  • Diffusione:

    In base a quanto riporta il Pignatti, in Italia si trova nella parte meridionale della penisola e in Sicilia. Sul Gargano è pianta comune. Gli esemplari mostrati sono stati fotografati nel Bosco Difesa S. Matteo e Chiancate (S. Marco in Lamis), località Mila (S. Giovanni Rotondo).

  • Portamento e radici:

    Pianta perenne che sverna sotto forma di bulbo avvolto da una guaina scura e sfilacciata, costituita da fibre filiformi; alta, bulbo compreso, 10-20 cm. Il tubo corollino è lungo 3-4 volte le lacinie. Le radici sono portate nella parte inferiore del bulbo che si trova a 3-5 cm di profondità. Dalla parte superiore del bulbo parte lo stelo che può presentare un ingrossamento basale.

  • Foglie:

    Lineari e glabre, in numero di 2-3, più o meno lunghe quanto il fiore, larghe 2-4 mm, verde-lucenti con una linea bianca al centro; presenti assieme al fiore, ma raggiungenti la massima dimensione successivamente. L'insieme di foglie e fiore/i è ricoperto da una spata biancastra che li avvolge sino a 1/2 o 2/3 dell'intera pianta arrivando talora sino alla base dei tepali.

  • Fiori:

    Odore tenue e gradevole. Gli esemplari da me osservati nei diversi anni presentano fiore unico oppure 2-3 fiori, ma anche 4. Tepali 6, più o meno uguali tra loro, lunghi 3-5 cm a partire dalla fauce, cioè dal punto in cui sono liberi, e larghi 1-1,8 cm, ad apice arrotondato, di colore violetto, con base e talora apice a colorazione più intensa; molto di rado completamente bianchi. I tepali sono venati; questo carattere, presente in esemplari del Cilento mostrati nella foto acclusa, non è stato mai riscontrato in modo marcato negli esemplari da me osservati sul Gargano. Fauce gialla, con diametro di 5-6 mm, che si restringe gradatamente nel tubo, biancastro, che arriva sino all'ovario. Essa è glabra o può presentare dei ciuffetti di peli biancastri.
    Stami 3, lunghi attorno ai 2,5-3 cm, liberi a partire dalla fauce; per metà o poco più sono costituiti dall'antera gialla e per il resto dal filamento biancastro. Stilo unico, bianco, terminante con 3 stigmi sfrangiati di colore rosso; gli stigmi raggiungono più o meno la lunghezza degli stami, sono abbastanza lunghi e divergenti tra loro. Ovario infero, triloculare, posto a 3-4 cm dal bulbo, a livello della superficie del terreno.

  • Epoca di fioritura: Sul Gargano ottobre-dicembre.
  • Impollinazione: Entomofila
  • Frutti: Capsula triloculare con numerosi semi.
  • Confusione e riconoscimento:

    I Crochi italiani a fioritura autunnale sono quattro. Di essi tre mancano sul Gargano per cui non ci sono problemi di confusione in quanto Crocus longiflorus, qui, è l'unico Croco autunnale presente. Per curiosità si riportano di seguito le quattro specie autunnali presenti in Italia:

    • Crocus longiflorus Rafin (Zafferano autunnale): l'unico croco autunnale presente sul Gargano.
    • Crocus medius Balbis (Zafferano ligure): in Liguria e Piemonte. Caratteristiche principali: fauce violacea, stimmi multifido-fimbriati ùnghi degli stami e scarlatti; tepali interni più piccoli degli esterni.
    • Crocus sativus L. (Zafferano vero). Origine: Balcani, Creta, Asia Minore, Persia. Pianta coltivata in Abruzzo a Navelli per la produzione degli stimmi dai quali si ricava lo zafferano. Allo stato spontaneo esiste solo raramente e sfuggito alla coltivazione. La caratteristica principale è data daglistimmi molto lunghi che sporgono oltre i tepali.
    • Crocus thomasii Ten. (Zafferano di Thomas, botanico svizzero): in Puglia da Bari sino a Otranto, Basilicata, Calabria. Caratteristiche principali: foglie con bordo densamente cigliato, stimmi interi, fauce pelosa e gialla.

    Le specie del Genere Crocus presenti sul Gargano sono:
    1. Piante a fioritura autunnale a fauce gialla, stigmi alti quanto le antere, rossi e divergenti tra di loro. Crocus longiflorus Rafin = Crocus odorus Biv. Zafferano autunnale.
    1. Piante a fioritura primaverile.
    2. Fauce bianco-violacea; fauce pelosa. Crocus vernus Hill. = Crocus albiflorus Kit. Questa specie, secondo lo schema del Fiori, presenta più subspecie tra le quali Crocus vernus var. grandiflorus Gay = Crocus neapolitanus Mord. et Loisel. Crocus vernus var. grandiflorus Gay è specie a se stante secondo lo schema di Pignatti e subspecie del Crocus vernus Hill secondo Fiori. Zafferano maggiore (Non segnalato da Pignatti per la Puglia).
    2. Fauce gialla.
    3. Bulbo avvolto da tuniche a fibre sottili, spata a 1 pezzo, fiori 1-2 (raramente 3), profumati; lacinie violacee. Crocus suaveolens Bertol. Questa è specie a se stante secondo lo schema di Pignatti e subspecie del Crocus imperati Ten. secondo Fiori. Zafferano profumato (Non segnalato da Pignatti per la Puglia).
    3. Bulbo avvolto da tuniche cartacee che si staccano alla base lungo una linea circolare, spata a 2 pezzi, fiori 2 (1-5), profumati; lacinie bianche o giallognole all'esterno con 3-5 grosse venature viola. Crocus biflorus Miller. Zafferano selvatico.

  • Utilizzo:

    Piante ornamentali
    Il Crocus longiflorus sarà probabilmente stato utilizzato per la produzione di ibridi, ma non mi risulta che come specie sia coltivato per la vendita. La sua bellezza però è innegabile e va sicuramente bene nella creazione di giardini rocciosi, per abbellire angoli di giardino, bordure, ecc.

  • Curiosità:

    Colore dei fiori
    Il Crocus longiflorus ha le lacinie di colore viola con varie tonalità. Alle Chiancate (S. Marco in Lamis) ho trovato dei fiori di colore completamente bianco, anche se tale particolarità non è riportata né dal Fiori né dal Pignatti.

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