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"La conferenza di Rio, nel giugno 1992, ha improvvisamente portato l'ambiente al centro delle questioni diplomatiche mondiali. Inoltre, questa Conferenza delle Nazioni Unite per Ambiente e Sviluppo ha affermato l'esistenza di legami stretti tra ambiente e l'intera gamma di attività umane, avendo quindi a che fare, virtualmente, con tutto ciò che gli esseri umani fanno sulla terra. Non potrebbe esserci più alcun dubbio che l'ecologia è essenzialmente politica".
(Alain Lipietz, 1995, "Le speranze verdi: il futuro dell'ecologia politica")
Nel 2004, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio affidava a SCO l'incarico per la realizzazione di un progetto pilota, mirato alla verifica delle condizioni economico-sociali presenti nelle aree marine protette, propedeutico alla creazione di nuova occupazione mediante costituzione di imprese cooperative, con il compito di operare in stretta collaborazione con gli enti di gestione. La parte centrale del progetto era dedicata alla visita di tutte le 21 aree marine protette con lo scopo di raccogliere dati ed informazioni necessari alla valutazione della fattibilità delle future iniziative. Lo svolgimento dell'indagine territoriale avrebbe portato, da un lato, nuove informazioni all'amministrazione centrale in merito alla opportunità di avvio di tali iniziative; dall'altro, essa sarebbe stata un momento di dialogo con gli enti gestori, mirato alla valutazione della loro fattibilità economica.
La prima questione che abbiamo dovuto affrontare è stata 'banalmente'  organizzativa. Realizzare un calendario accettabile per i nostri interlocutori (presidenti, direttori o responsabili delle AMP), che ci hanno ricevuto anche nel periodo di punta della stagione turistica, e non perdere di vista i limiti temporali imposti dal progetto, non è stato sempre facile. Inoltre, la nostra decisione di mantenere fisse due persone nell'equipe impegnata nell'indagine territoriale ha introdotto ulteriori elementi di rigidità. A lavoro compiuto, siamo ancora più convinti che tale decisione è stata molto positiva, in quanto ci ha permesso una lettura comparata di realtà molto diverse e, in ultima istanza, ci ha consentito di immaginare una pubblicazione come questa.
I nostri viaggiatori instancabili si chiamano Alessandro ed Enrico. Il loro viaggio nelle aree marine protette è stato, oltre che un lavoro, una scoperta di un mondo singolare. La natura, i miti, i mestieri e, non per ultimo, la sua gente, li hanno fatto emozionare, incantare, entusiasmare. Presentando le loro sensazioni, del tutto personali, crediamo di poter parlare di questo mondo in una maniera un pò diversa, attraverso le storie e il lavoro dei suoi abitanti.
Le attività descritte non sono le uniche e tanto meno le più importanti svolte in queste aree. Se l'aspetto riportato nelle schede è talvolta quello più significativo, si tratta di coincidenze puramente casuali. L'intenzione degli autori è stata quella di rappresentare tanti aspetti che, nel loro insieme, possano dare un'idea generale del sistema. Alcune attività, come la pesca o lo snorkeling, sono piuttosto diffuse, le carceri dismesse sono presenti in più di un'area, le attività di protezione degli ecosistemi marini sono svolte dappertutto, ma la chiave di lettura di queste realtà naturalistiche ed economiche non è stata quella di elencare tutte le attività svolte a livello locale. Ci rendiamo conto che la scelta degli argomenti discussi è stata del tutto soggettiva, ma speriamo di aver dato un'immagine complessiva della ricchezza che si può scoprire visitando le nostre coste e isole. Un messaggio che vogliamo rendere esplicito attraverso le schede e le fotografie presentate è quello della grande importanza delle aree marine protette per la crescita e lo sviluppo delle economie locali. Tutto ciò ci spiega come la protezione dell'ambiente possa diventare un fattore di sviluppo attraverso la trasmissione alle generazioni future di una ricchezza straordinaria. Non è infatti casuale che l'educazione ambientale costituisca il nocciolo delle attività istituzionali degli enti gestori delle aree marine protette.