Cistus monspeliensis

Caratteristiche

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  • Nomenclatura e sistematica:

    Cistus monspeliensis L. Cisto marino, Cisto di Montpellier, Imbrentano, Rembrottine, Muschio. Classe: Dicotyledonae, Famiglia: Cistaceae.

  • Origine del nome:

    Cistus: dal greco kustis = vescichetta dalle sembianze della capsula; monspeliensis: da Mons Peliensis, cioè Montpellier località dove la pianta venne descritta per la prima volta; marino: perché localizzato lungo le coste; Imbrentano: etimologia incerta; Muschio: per la grande quantità di sostanze aromatiche contenute nelle foglie.

  • Comportamento ed habitat:

    Secondo quanto riporta il Fenaroli il Cisto marino vive nei terreni silicei e umosi. Il Fenaroli dice che vegeta nelle garighe e nelle macchia degradate.

  • Diffusione:

    Isole e coste del Tirreno dalle quali risale lungo lo Ionio per finire sull'Adriatico sino al Molise. Nelle stazioni più favorevoli penetra nell'interno sino ai 700 metri. 

  • Portamento e radici:

    Piccolo arbusto, alto da 50 sino a 100 cm e più. Molto vischioso e con foglie aromatiche, quasi puzzolenti. Peduncoli e calici irsuti, cioè con peli molto lunghi.

  • Foglie:

    Foglie sempreverdi, molto rugose, con margine revoluto; verde-scure nella parte superiore e biancastre in quella inferiore per la presenza di peli; semplici e opposte; prive di picciuolo, lanceolate, quasi lineari; 4-6 x 30-50 mm; con 3 nervi paralleli.

  • Fiori:

    Ermafroditi, in gruppi di 3-8 (cime quasi unilaterali); bianchi; corolla di 2-2,5 cm, gialla al centro; 5 petali obovati con apice allargato e più o meno cordato o tronco, smarginato; 5 sepali più corti dei petali, disuguali tra loro; peduncoli dei singoli fiori di 1 cm; stami numerosi e corti; ovario al centro degli stami e biancastro; stilo corto.

  • Epoca di fioritura: Aprile-Maggio
  • Impollinazione: Entomofila
  • Frutti: Capsula loculicida solo verso l'apice (loculicida o setticida: apertura della capsula in senso longitudinale). I frutti sono persistono secchi sulla pianta anche dopo la loro apertura e la diffusione dei semi.
  • Confusione e riconoscimento:

    Sul Gargano ci sono cinque specie di Cisto: il Cistus albidus, il Cistus clusii, il Cistus incanus, il Cistus monspeliensis, il Cistus salviaefolius

    • Cistus albidus L.: fiori rosei; foglie sessili e con 3 nervature parallele; petali e sepali 5;
    • Cistus clusii Dunal: fiori bianchii; foglie aghiformi; petali e sepali in numero di 3;
    • Cistus incanus L.: fiori rossi; foglie inferiori e medie peduncolate e con nervature pennate; petali e sepali 5;
    • Cistus monspeliensis L.: fiori bianchi; foglie lineari e appiccicose; petali e sepali 5;
    • Cistus salviaefolius L.: fiori bianchi; foglie ellittiche o ovali, simile a quelle della Salvia; petali e sepali 5.
  • Utilizzo:

    I Cisti vanno bene come piante ornamentali di bassa taglia. In primavera abbelliscono l'ambiente con il colore dei fiori; in inverno col verde delle foglie. Si presta bene nel rinverdimento delle scarpate pietrose e per realizzare bordure e chiusure di spazi aperti.

  • Curiosità:

    A proposito di certi vivaisti
    In una discussione con un vivaista delle nostre parti che aveva pochissimi arbusti ornamentali autoctoni sostenendo che da noi non ci sono arbusti ornamentali, il Cisto rosso e quello femmina furono le prime piante che mi vennero in mente.
    Propagazione della specie dopo gli incendi
    Dopo il passaggio del fuoco, il Cistus monspeliensis, ma anche il Cistus incanus e il Cistus salviaefolius, per riprodursi, si affidano solo ai semi. Cioè, le piante non resistono al fuoco che le distrugge completamente. Però, la germinazione dei semi che hanno subito il passaggio del fuoco è 10 volte superiore a quelli che non lo hanno subito. Ciò sembra dovuto al fatto che il fuoco intacchi il duro tegumento legnoso ma anche alla distruzione di alcune sostanze fenoliche che limitano l'afflusso di ossigeno all'embrione (ANPA, Propagazione per seme di alberi e arbusti della flora mediterranea, 2001).

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