'Senza indugio, senza chiasso
Ogni spalla il proprio sasso
Porti alla gran Fabbrica'
Giusti

Grafico che illustra il fenomeno del carsismo.
Grafico che illustra il fenomeno del carsismo.
Non ultimo dovere di operosi cittadini che amano la Patria, si è quello di concorrere coll'ingegno e coll'opera a promovere tutti quei miglioramenti che possano tornare utili al Paese; cercando in ispecial modo di trar profitto da quei prodotti naturali, che si trovassero negletti, mal curati, o non bene conosciuti.
L'Italia più d'ogni altra nazione è feconda di siffatti prodotti, che per effetto del mal governo di quanti la dominarono in passato, rimasero troppo spesso sepolti e abbandonati, o tutto al più servirono d'obbiettivo a sordidi monopolii altrettanto esosi che infecondi.
L'Italia, questo paese che la natura fece sì ricco, ha dovere in faccia al mondo, in faccia a se medesimo di cessare una volta dalla diuturna e indecorosa importunità colla quale da tanto tempo va mendicando il soccorso straniero; ha stretto obbligo di mostrare come non sia venuto meno ne' suoi figli il sentimento di quella forza morale, di quella attitudine maravigliosa alle grandi intraprese che nei tempi andati la fecero non solo bastare a se stessa, ma la resero eziandio maestra ed esempio alle nazioni. Alle conquiste dell'armi il progresso civile ha sostituito quello del lavoro. Lavorino gl'Italiani ad utilizzare con attività e con senno le ricchezze del loro suolo, ed essi, anziché subire l'umiliazione e il danno della odierna schiavitù, quella che impone agli ignavi e neghittosi la supremazia degli operosi ed industri, gareggieranno liberi, rispettati e potenti cui popoli più ricchi e civili, dei quali allora soltanto potranno dirsi veramente gli uguali.
E chi non sa come la speculaziime straniera ci tolga tuttodì ad un prezzo vilissimo le materie prime, i prodotti greggi per esportarli in Inghilterra, in Francia, in Germania, e, costringerci poscia a riacquistarli a gran costo, confezionati, e lavorati? Chi non conosce che noi tutto dì ritiriamo dall'estero a prezzi enormi prodotti di ogni sorta che potremmo tanto facilmente ed a miglior mercato ricavare dal nostro territorio, se maggior cura ponessimo a studiario, e se lo spirito di associazione ci stringesse maggiormente al lavoro ed alla fatica?
Piantina illustrante i fenomeni carsici del Gargano - Centro Visite sul Carsismo - Borgo Celano - S. Marco in Lamis.
Piantina illustrante i fenomeni carsici del Gargano - Centro Visite sul Carsismo - Borgo Celano - S. Marco in Lamis.
Nei tempi passati, quando il solerte ed operoso cittadino non poteva tutto ciò che avrebbe voluto, avevamo il compianto di noi stessi, e la nostra miseria, soggetto di dolorosa rassegnazione, poteva trovare una scusa; ma ora che la libertà del paese ci ha resi padroni di noi stessi, ora che l‘attività, la scienza e la buona volontà hanno libero il campo, la nostra inerzia diventerebbe ignominiosa di fronte alla sempre crescente industria ed attività degli stranieri. L'inerzia, rammentiamocelo, è sempre debole, e il debole è sempre servo.
Queste idee ci correvano alla mente a proposito di una collezione di Marmi, Alabastri o Stallattiti provenienti dal Gargano spediti dalla R. Società Economica e Camera di Commercio alla Esposizione universale di Parigi; questi saggi che hanno sempre figurato nelle mostre industriali di quella Provincia, ed in Napoli, fornirono materia a profondi ed accurati studj geologici, tutt'ora inediti del chiarisslmo Professore Leopoldo PILLA. Il geologo Pilla fu certamente uno dei più distinti Professori, che nell'attuale secolo onorassero l'Università di Pisa, e gli scritti da lui lasciati e il ricordo della sua morte sono il più bel monumento che la storia conservi in onore del medesimo.
Spinta da queste considerazioni e dai numerosi e pressanti inviti ed eccitamenti di quelle popolazioni e confortata dagli apprezzamenti scientifici di cosi chiaro ingegno, si formò una Società Promotrice con incarico e scopo di studiare la possibilità di una intrapresa industriale per la lavorazione di quelle cave, ed i modi coi quali si potesse efficacemente questo scopo raggiungere.
Essa si pose in relazione con persone cospicue ed influenti della provincia, dalle quali, oltre alle più minute e preziose informazioni sull'argomento, poté attingere la sicurezza che l'intrapresa desiderata, sospirata anzi da quelle popolazioni come la sorgente della futura loro prosperità, otterrebbe efficacissimo e numeroso concorso anche dai capitalisti locali.
Una cava ad Apricena
Una cava ad Apricena
Frattanto gli studj e le indagini della Società Promotrice facevano conoscere come sino dal 1810 molti uomini autorevoli di quella Provincia patrocinassero l'opera e facessero ogni tentativo per vedere di utilizzare quelle cave e costituire una Società per intraprenderne l'escavazione ed il commercio, e tra quelli benemeriti, uno dei più attivi ed al quale molto deve la Provincia di Capitanata fosse il Signor Francesco Della Martora, persona rispettabilissima, versato nella scienza geologica, segretario perpetuo della R. Società Economica e Camera di Commercio di Foggia; ma ogni sforzo generoso rimase privo di successo, e l'aspirazione più viva di quella popolazione che anelava a sì fatto gradito lavoro, fu compressa dalla prepotenza del Governo assoluto che vedeva di mal'occhio qualunque impresa avesse per base il principio di associazione. Però l'iniziativa data dal Signor Della Martora portò qualche risultato, il quale quantunque non coltivato, tuttavia servì di prima pietra su cui costruire l'edificio in tempi migliori.
Malgrado però le poco paterne disposizioni del Governo Borbonico esso non seppe dissimulare l'importanza degli studj del Pilla, e l'interesse che le sue indagini potevano avere per le popolazioni del Gargano; ed il Ministro Niccolò Santangelo cosi scriveva all'Intendente di Capitanata:
"Dai rapporti presentati dal Signor Leopoldo Pilla, si rileva che non solo nel territorio di S. Marco in Lamis, ma ben anche in quelle d'altri Comuni delle Regioni Garganiche si sono rinvenuti marmi ed alabastri di pregiata qualità e di tale spessezza che offrono delle considerevoli risorse all'economia della Provincia e del Regno."
Strana ma non unica anomalia di un governo che riconosceva e confessava l'importanza di si fatte scoperte, mentre poi respingeva sospettoso ogni tentativo di Associazione nazionale diretta a cavarne profitto!
La Società Promotrice avuti gli studj inediti del Pilla dagli archivi della R. Società Economica di Capitanata, ed informata dalla medesima, che il Pilla avrebbe voluto decorarli di piante topografiche e nozioni statistiche, onde la sua peregrinazione Garganica, non solo avesse il merito geologico ma prendesse ancora la veste topografica, spediva persona dell'arte la quale in appoggio di altri suoi colleghi di Foggia improntasse un rapporto dettagliato delle Cave illustrate geologicamente dal Pilla. Nel frattempo che si stava compilando il rapporto di cui sopra, la Società Promotrice stessa gettava le basi di un progetto di statuto sociale, il quale venne discusso ed accettato da quelli fra i Promotori che assunsero eziandio il carico di Fondatori della Società, progetto che ora viene offerto al pubblico, per essere poscia sottoposto all'adunanza generale degli azionisti, la quale, rivedutolo, procederà a norma di quello, alla costituzione della sua legale rappresentanza.
Il Comitato Fondatore nel premettere al progetto di statuto sociale, la pubblicazione degli studi finora inediti del Pilla che hanno servito di base al Rapporto topografico statistico, è convinto di rendere un importantissimo servigio al Paese intiero ed alla Provincia di Capitanata in special modo, rendendo di pubblica ragione gli argomenti che militano a favore della iniziata intrapresa; la quale non può fallire se, come tutto lascia a supporre, nella sua impazienza di veder finalmente rotti gl'indugi ed effettuare il voto di sì lunghi anni, la popolazione della Provincia di Capitanata troverà uno stimolo potente a secondare l'impresa che noi promoviamo, ed a concorrervi con tutte le sue forze, e se, come è da sperare, gl'ltaliani vorranno persuadersi di cercare in se stessi e nell'associazione delle loro forze e dei doni naturali del suolo, la sorgente del loro ben'essere e della ricchezza nazionale.
Firenze. Luglio 1867.
IL COMITATO FONDATORE.