Il Sambuco

Sambucus nigra Sambucus nigra Da www.wikipedia.org

Specie ubiquitaria, è presente in tutta l'Italia dal Lauretum sino al Fagetum e si adatta ai terreni più diversi.
Di solito si trova isolato lungo le strade, presso macerie e, da noi, non di rado, sulle pendici delle doline. Non ha significato produttivo perché la parte superiore dei polloni, dei rami e del fusto è ricca di midollo per cui non va bene come legno da lavorazione e neanche nella ceduazione. Possibile che non serva proprio a nulla? Neanche per sogno. Se proprio vogliamo utilizzare il legno, è da tener presente che la parte inferiore del fusto è dura e compatta, con un midollo assai ridotto e perciò può essere impiegata per piccoli lavori al tornio.
Ma il Sambuco ha altri utilizzi: è usato a scopo ornamentale e nelle siepi. Trova anche impiego in erboristeria, I frutti freschi sono buoni anche da mangiare e per preparare marmellate.

Caratteristiche

  • Foto: Foto
  • Didascalia foto:

    Foglie e frutti (nella foto immaturi e di colore verde)

  • Nome scientifico:

    Sambucus nigra L. (Caprifoliaceae)

  • Albero:

    - poco longevo;
    - alto 7-8 mt.

  • Corteccia:

    - da giovane verde e con lenticelle;
    - da adulto grigio-bruno, verrucosa

  • Foglie:

    - caduche;
    - opposte;
    - imparipennate con 2-3 paia di foglioline ovali, di 5-6 cm., seghettate, con apice acuminato, base cuneata e breve picciuòlo

  • Gemme:

    - ovali;
    - tozze

  • Fiori:

    Pianta monoica con fiori ermafroditi in infiorescenze a ombrella portate all'estremità dei germogli tra due foglie e dotata di un lungo picciuòlo

  • Frutti:

    - piccole drupe nere portate in ampie infruttescenze

  • Aneddoto:

    Il Nocciòlo e il Sambuco
    Dalle parti di Cardinale c'era un contadino che aveva piantato nel suo orto un Nocciòlo e un Sambuco. Mai avrebbe potuto immaginare che i due alberi passassero il tempo a bisticciare tra di loro.
    "L'uomo mi tiene in gran conto perché gli dò le nocciole", diceva il primo. E il Sambuco rispondeva:
    "Anch'io gli dò i miei frutti che sono piccoli e neri, ma numerosi e pieni di succo".
    "Però io ho un portamento cespuglioso e ho diversi fusti", continuava il Nocciòlo.
    "E io dò molta ombra", ribatteva il Sambuco.
    Mentre i due rivali così parlavano, arrivò il figlio del padrone. Il padre gli aveva ordinato di tagliare un po' di legna per il camino e di dare una sistematina agli ortaggi. Il ragazzo, senza pensarci due volte, zac!, tagliò un fusto di Nocciòlo per la legna e, zac!, un paio di rami di Sambuco che ombreggiavano troppo le verdure, forse proprio dove i due alberi avevano la lingua.

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