Il Leccio

Panorama della Difesa di San Matteo a San Marco in Lamis Panorama della Difesa di San Matteo a San Marco in Lamis

Un bell'esemplare di Leccio, molto vecchio, si trova proprio di fronte al convento di S. Matteo. Tutti Lecci sono gli alberi verde-scuri della Villa Comunale.
La zona dove il Leccio vegeta meglio è il Lauretum. Talora si spinge sino al Castanetum dove però tende a diradare la sua presenza e a ridurre le dimensioni, fatte salve le zone esposte a Sud come avviene per la lecceta di S. Giovanni Rotondo che si affaccia sull'ex lago S. Egidio (Pantano) e che vegeta benissimo. È una specie abbastanza rustica resistendo molto facilmente sia in luoghi dove piove molto che dove piove poco. Vegeta bene in tutti i tipi di terreno tranne che in quelli molto argillosi e in quelli umidi.
Sopporta benissimo l'ombra e le densità elevate tanto che i boschi di Leccio sono così fitti che non permettono la formazione di un sottobosco per scarsità di luce.
Il Leccio può trovarsi allo stato puro o può vegetare in boschi misti con specie del Lauretum (Lentisco, Pino d'Aleppo, Mirto, ecc.), come avviene nelle pinete lungo la costa del Gargano, o del Castanetum (Roverella, Cerro, Carpini, Aceri, Orniello), come avviene nella Difensa.
La lecceta viene spesso indicata come un utile termine di paragone. Quando, infatti, si vuole parlare della vegetazione mediterranea in equilibrio, si parla di lecceta che ne è l'espressione più alta. Quindi, quando nella zona del Lauretum troviamo una bella lecceta, possiamo dire che lì la vegetazione è in equilibrio. Il problema è che la lecceta non si trova in tutte le zone dove dovrebbe esserci. Per quanto sia resistente e cerchi di difendere le posizioni grazie al vigore della sua ceppaia e alla capacità di produrre foglie spinose in diversi casi (sui rami basali, allo stato di cespuglio, dopo aver subito il morso degli animali al pascolo), spesso, come abbiamo già visto, ha dovuto cedere il posto alla Roverella, molto più resistente. Nella Difensa il Leccio è localizzato in alcune zone esposte a Sud e situate di fronte al convento di S. Matteo e verso la Pinciara, al confine con Santa Loia. Un altro gruppo si trova lungo la strada che porta al convento, ma, in questo caso, assume forma per lo più arbustiva e va a far parte sempre del piano dominato.
Le piante di Leccio sono visibili benissimo in autunno quando tutte le specie caducifoglie appaiono di colore marrone. Solo esse si presentano di colore verde scuro assieme all'edera che ricopre parecchi alberi.
Il non è molto diffuso perché i grossi fusti di Leccio non hanno un grande pregio commerciale essendo spesso contorti e nodosi. Il legname, inoltre, è molto duro, pesante e di difficile lavorazione. È utilizzato in ebanisteria per manici di attrezzi minuti, per lavori al tornio, eccetera.
governo a fustaia. Per questi motivi le leccete vengono governate a ceduo matricinato al fine di ricavare legna da ardere e per la produzione di un ottimo carbone, dalle nostre parti ritenuto il migliore in assoluto perché scalda molto e dura a lungo.
Dove c'è il governo a ceduo composto (Umbria), è possibile anche la produzione di ghiande, molto gradite dai maiali le cui carni, con questo tipo di alimentazione, sono apprezzatissime dagli intenditori.
Nel rimboschimento, per il Leccio, vanno ripetute le stesse considerazioni fatte per la Roverella e che sono valide per tutte le querce: a) le piante si insediano con difficoltà nelle zone degradate perché hanno bisogno di un periodo di pre-condizionamento; b) nei primi stadi hanno accrescimenti molto lenti e la difesa del suolo va garantita da altre specie di alberi. In suo favore va però detto che, come il Faggio non trova rivali per il miglioramento di qualsiasi terreno nel suo orizzonte, così è per il Leccio nel Lauretum.

Caratteristiche

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  • Didascalia foto:

    Leccio: foglie e frutti

  • Nome scientifico:

    Quercus ilex L. (Fagaceae). In dialetto è detto 'Ivece'.

  • Albero:

    - con diametro tronco di 60-100 cm. (anche 200);
    - molto longevo: supera i 1.000 anni.

  • Ramuli:

    - pelosi nel 1° anno.

  • Corteccia:

    - bruna;
    - con scaglie non troppo grandi.

  • Foglie:

    - persistenti;
    - glabre;
    - coriacee;
    - lanceolate nelle piante adulte;
    - dentate spinose nelle piante giovani, nei polloni e nelle branche basali;
    - lunghe 3-8 cm., larghe 1-3;
    - con base attenuata.

  • Fiori:

    Pianta monoica con:
    - fiori maschili in amenti di 3-4 cm.;
    - fiori femminili in spighe.

  • Frutti:

    - maturano nel 1° anno;
    - assi fruttiferi con peduncolo di 1-4 cm., portanti 1-5 frutti;
    - ghianda:
    - appuntita;
    - 1-5 cm. x 1-1,5 cm.;
    - forma varia;
    - cicatrice piccola, convessa, rugosa:
    - cupola:
    - copre circa 1/3 o 1/2 del frut­to;
    - 1,5-2 cm. di diametro;
    - scaglie piccole, appressate, triangolari.

  • Aneddoto:

    Il lamento delle querce
    Dice il Leccio: "Io lavoro tutto l'anno. Non sono come voi che l'inverno vi mettete a riposo ".
    "Lo sappiamo. Lo sappiamo che le tue foglie sono persistenti e catturano i raggi solari anche quando noi dormiamo", risponde il Cerro. "Ma bella forza la tua! Te ne stai sempre al sole e dalle parti basse dove fa più caldo. Prova a venire da me a 900 metri e poi vedi la fine che fai: nano diventi! Sempre ammesso che tu riesca a campare".
    "Il fatto è che", interviene la Roverella, "voi siete abituati troppo bene. Tu, Leccio, te ne stai nelle posizioni migliori: al caldo, spesso in riva al mare. E tu, Cerro, lassù in montagna vai a sceglierti le posizioni più fresche e fertili. Io sono nata povera e sono di bocca buona: mi adatto e tiro a campare. Certo, se trovo delle buone posizioni non me le lascio mica scappare!".
    "Hai ragione!", risponde il Leccio. "Tu, Roverella, cerchi di resistere a tutte le peg­giori calamità: siccità, incendi, pascolo, tagli continui. Anch'io cerco di difendermi alla meglio: come te, quando mi mettono alle strette, mi trasformo in cespuglio. Anzi, io emetto delle foglie spinose per cercare di difendermi meglio. Ma la verità è questa: purtroppo, il nostro destino non dipende più dalle nostre capacità, ma è legato alle scelte dell'uomo".

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