Il Faggio

Fagus sylvatica Fagus sylvatica Da www.inran.it

Il Faggio è la specie arborea a foglie caduche più importante d'Europa.
La sua caratteristica principale è di essere amante dell'umidità per cui vegeta in stazioni al riparo dai venti secchi che danneggerebbero le gemme. In Italia lo troviamo nelle Alpi (soprattutto nella parte orientale dove ci sono precipitazioni e umidità più elevate), sugli Appennini e sino all'Etna, in Sicilia.
Può vegetare bene in terreni di diversa natura, ma si tiene lontano da quelli umidi e acquitrinosi. La grande importanza della faggeta è nella sua capacità di formare un terreno fertilissimo anche dove le condizioni iniziali del substrato siano molto difficili.
La zona fìtoclimatica del Faggio è il Fagetum dove vegeta in popolamenti puri o foreste miste con Abete bianco e latifoglie del suo orizzonte: Acero montano, Olmo montano, Frassino maggiore, ecc.
Nelle zone ad alta umidità il Faggio può scendere anche nel Castanetum dove si consocia col Cerro, il Carpino bianco, ecc.
Nella Difensa il Faggio è presente solo nel Canale della Fagarama, una delle zone più umide del bosco e sembra che il termine Fagarama derivi proprio dal Faggio. Qui lo troviamo associato al Carpino (bianco e nero), al Cerro, al Nocciòlo.
Le faggete pure si possono avere solo ad altitudini superiori dove il clima è inadatto all'Abete perché troppo freddo ed è inadatto a specie del piano superiore, il Picetum, per fattori locali. Molte faggete pure si trovano nell'Appennino, ma esse sono pure non tanto per motivi ecologici, quanto per l'azione dell'uomo che ha operato in maniera massiccia sulle foreste che in origine erano miste e date da abete bianco e Faggio.
L'associazione Abete bianco-Faggio, in molti casi, ora è stata compromessa e ci troviamo con due situazioni estreme, entrambe squilibrate. In certe zone delle Alpi il Faggio è stato in gran parte eliminato poiché l'Abete era più remunerativo e attualmente ci sono delle abetine pure che soffrono di numerose malattie proprio per la mancanza del Faggio. Al contrario, nelle faggete appenniniche, sotto la spinta del bisogno di legname da costruzione, è l'Abete bianco a scomparire.
In Italia ci sono 900.000 ettari di Faggio di cui i 2/3 sono sugli Appennini.
Il Faggio può essere governato a fustaia perché dà tronchi dritti, senza nodi e senza biforcazioni. Nella fustaia il trattamento adottato è quello a tagli successivi con turni di circa 100 anni. È applicato anche il taglio saltuario. Ma il Faggio può essere governato anche a ceduo poiché è dotato di una elevata capacità pollonifera. Anzi, la gran parte delle faggete è proprio governata a ceduo.
Il legno è impiegato per la costruzione di mobili, per lavori al tornio, per liste di pavimenti, per la preparazione di compensati, ecc.

Caratteristiche

  • Foto: Foto
  • Didascalia foto:

    A sinistra: foglie; al centro: rametto con gemme; a destra, in basso, frutti (faggiòle); in alto: semi

  • Nome scientifico:

    Fagus silvatica L. (Fagaceae). In dialetto è detto 'Fagge'

  • Albero:

    - longevo (3-4secoli);
    - alto 30-40 mt.

  • Corteccia:

    - liscia;
    - grigia con sottili screpolature orizzontali;
    - con macchie biancastre dovute ai licheni

  • Foglie:

    - caduche;
    - alterne;
    - ovali;
    - a margine intero o poco dentato;
    - con apice acuto;
    - a base arrotondata;
    - con stipole caduche;
    - con picciuòlo di 1-2 cm.

  • Gemme:

    - allungate (2-3cm.);
    - molto acute;
    - rossicce;
    - non legnose

  • Fiori:

    Pianta monoica con:
    - fiori maschili in infiorescenze pendule e con peduncolo di circa 5 cm.;
    - fiori femminili in infiorescenze erette all'apice dei rametti

  • Frutti:

    Detti faggiòle. Sono capsule spinose che si aprono in 4 valve e contenenti 1-3 semi

  • Aneddoto:

    Il giovane Faggio
    Un giovane Faggio, osservando la nebbia che lentamente calava sin nella valle dove abitava assieme ai suoi parenti, disse:
    "Ecco perché noi Faggi siamo importanti: veniamo di frequente a contatto con il ciclo ".
    "Non confondere la nebbia con il cielo! ", lo ammonì un adulto davvero imponente. "La nebbia sparisce non appena arriva il sole e il cielo è testimone che, se noi Faggi abbiamo una importanza, questa risiede nella nostra capacità di rendere ottimo anche il più scarso terreno che ci ospita".

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