Il Castagno

Un maestoso albero di castagno in località Cardinale a San Marco in Lamis Un maestoso albero di castagno in località Cardinale a San Marco in Lamis

È la specie tipica del Castanetum. In condizioni favorevoli però la troviamo sia nel Fagetum che nel Lauretum dove è arrivata soprattutto perché diffusa dall'uomo, sia come pianta agraria che come pianta forestale.
Nella gran parte della Difensa il Castagno si trova molto sporadicamente: qualche esemplare lo si rinviene nell'Orto della Menta e verso la Lammia Vecchia. La sua presenza in massa è lungo il pendio del confine Nord-Est della Difensa quando dal pianoro, posto a circa 900 m., si scende verso il Canalone, un centinaio di metri più in basso. Qui il Castagno, ma solo verso la base del versante, che è la parte più umida e fresca della zona, forma dei popolamenti puri, di proprietà dei privati.
Infatti, dall'alto, nuclei di querce tendono a scendere lungo il versante e a penetrare nel castagneto per un certo tratto formando una zona di transizione a querce e Castagno.
Il Castagno è una delle specie arboree più longeve potendo superare anche i 3.000 anni e si presta ad essere governato, ugualmente bene, in diversi modi.
Governo a fustaia. Dà fusti dritti e di buon pregio commerciale. Ci sono castagneti molto fitti specializzati per la produzione di legname tanto che questo rappresenta uno dei più importanti prodotti forestali d'Italia. In particolare, il legno del Castagno nostrano è molto apprezzato perché resistentissimo alle intemperie. Se ne ricavano assi e infissi che durano secoli, ma è difficile da trovare sul mercato. Ci sono però anche fustaie specializzate per la produzione di frutti. In questo caso il castagneto è detto 'Selva' ed è una via di mezzo tra la coltura forestale e quella agraria. Questo tipo di coltura un tempo era alla base dell'economia di molte zone montane perché capace di fornire castagne (il prodotto principale), un discreto pascolo sotto gli alberi e legna derivante dalla potatura. Ora il Castagno da frutto, in forma specializzata, rimane solo in certe stazioni particolarmente favorevoli.
Governo e ceduo per la produzione di pali e in questo caso il castagneto è detto "Palina". I pali di Castagno sono molto resistenti alla marcescenza perché ricchi di tannino.
Il Castagno non è molto apprezzato come legna da ardere perché dà molta cenere e poca fiamma (Vedi anche).
Il ceduo di Castagno è il più produttivo fra tutti i cedui. Nelle situazioni migliori può raggiungere anche incrementi annui di 20 metri cubi per ettaro contro i 2-4 della Roverella. Questo aspetto fa sì che molti consigliano di trasformare il castagneto da frutto in ceduo. Il taglio è a raso e il turno va dai 10 ai 30 anni per gli assortimenti più grossi.

Caratteristiche

  • Foto: Foto
  • Didascalia foto:

    Ramo con foglie e frutti

  • Nome scientifico:

    Castanea sativa Mill. o C. vesca Gaertn. (Fagaceae). In dialetto è detto 'Castagna'

  • Albero:

    - molto longevo (3.000anni);
    - di grande sviluppo.

  • Corteccia:

    - fusti giovani: rossastro-bruna con lenticelle trasversali;
    - fusti adulti: brunastra con grosse fenditure verticali a formare cordoni uniti tra loro

  • Foglie:

    - caduche;
    - lanceolate;
    - lunghe 10-20 cm.;
    - inserite a spirale sui rami;
    - con margine dentato;
    - con apice acuminato;
    - a base a cuneo;
    - con nervature molto rilevate;
    - con picciuòlo di 2-3 cm.

  • Fiori:

    Pianta monoica con:
    - fiori maschili portati in amenti lunghi circa 20 cm.;
    - fiori femminili, di solito 3, posti alla base dell'ultimo amento maschile o di quelli superiori. Sono protetti da un involucro che diventerà il riccio.

  • Frutti:

    Sono acheni detti castagne e che maturano nella cupola detta riccio. Nei frutti si distinguono:
    - una base con una cicatrice;
    - un apice che ha la torcia, insieme di filamenti duri.

  • Aneddoto:

    Il Castagno e la ragazza
    Una giovanotta andò a sedersi sotto un Castagno centenario.
    "Come sono sfortunata!" si lamentava. "Vorrei avere i capelli biondi e invece ce l'ho neri; vorrei essere alta e sono bassa. Ma il mio dolore vero sono queste gambe non abbastanza diritte ".
    L'albero, che non ne poteva più di tutte quelle lagnanze, aprì uno dei suoi ricci che si trovavano più in alto e, plink!, mollò una grossa castagna sulla testa della giovane procurandole un bernoccolo grande così.
    "Che male, che male!", urlò la ragazza.
    Il Castagno, ridendosela, esclamò: "Questo sì che è un dolore vero!".

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