Schema di una ceppaia
Schema di una ceppaia
Il popolo è governato. Con questa espressione intendiamo dire che il popolo è diretto, è comandato da un governo che, in Italia, è costituito dal Presidente del Consiglio e dai Ministri. Anche un cavallo e una vacca sono governati. Significa che anche gli animali hanno un presidente del consiglio? No! Quando governiamo un cavallo vuoi dire soltanto che lo puliamo, gli diamo da mangiare, ecc., cioè ci occupiamo di lui. E il governo di un bosco che cosa indica? Indica semplicemente come le piante vengono fatte riprodurre. Si conoscono tre tipi di governo del bosco: a fustaia o ad alto fusto, a ceduo semplice, a ceduo composto.
Governo a fustaia o ad alto fusto
Si ha quando tutte le piante di un bosco nascono da seme. In questo caso si ha:
- la fustaia naturale se i semi derivano dagli alberi esistenti in un posto e germinano dove sono caduti;
- la fustaia artificiale se i semi vengono portati da altre parti; se al posto dei semi si portano piantine derivate da semi è la stessa cosa.
A seconda dell'età delle piante si ha:
- la fustaia coetanea costituita da piante di uguale età;
- la fustaia disetanea costituita da piante di età diverse.
Le piante della fustaia devono avere tronchi diritti e colonnari, non rastremati, cioè privi di ramificazioni e biforcazioni, perché devono fornire legname da opera, privo di nodi, e non legna da ardere.
Mentre la fustaia naturale e quella artificiale sono trattate, cioè tagliate, allo stesso modo, c'è differenza nel modo di trattare una fustaia coetanea da una disetanea.
Il bosco 'Difesa san Matteo'.
Il bosco 'Difesa san Matteo'.
Trattamento di una fustaia coetanea.

La fustaia coetanea viene trattata in due modi: a raso e a tagli successivi.
a) - Trattamento a raso
Quando le piante sono ritenute mature, vengono tutte tagliate mediante un taglio a raso. La conseguenza è che si passa da una superficie boscata ad una nuda e questo è brutto e anche pericoloso perché il bosco diminuisce la sua capacità di resistenza alle avversità atmosferiche (acqua e vento con pericolo di dilavamento e frane) e ai parassiti (insetti, funghi, ecc.). L'idea di tosare un intero bosco come una pecora farebbe inorridire anche il più incallito menefreghista dei cittadini, per non parlare degli ambientalisti. Purtroppo, talora, la natura non si cura minimamente del senso estetico dell'uomo in quanto ci sono alcune specie eliòfile che ammettono solo questo tipo di taglio perché le giovani piantine, se ombreggiate non nascono e, se nascono, non crescono. Specie spiccatamente eliòfile sono, per esempio, i Pini domestici lungo le coste.
Allora che si fa? Si accetta e basta? Niente affatto! Anche se la natura è quella, in qualche modo si corre ai ripari. Non è detto che tutta la superficie del bosco debba essere tagliata contemporaneamente. Al contrario, la si divide in tante parti (a strisce, a scacchiera, a buche) e un anno si effettua il taglio su una parte, l'anno successivo su un'altra parte e così via. In tal modo, si hanno tagli a raso a strisce, tagli a raso a buche, ecc. che hanno un impatto estetico ed ambientale assai ridotto.
E i semi per le nuove piantine da dove provengono? Possono venire:
- dagli alberi delle particelle vicine non sottoposte a tagli;
- dagli stessi alberi prima del taglio;
- in certi casi (quando i semi sono pesanti e non possono essere trasportati dal vento) da alcuni alberi lasciati con lo scopo preciso di produrre i semi e che sono detti riserva o piante portaseme.
b) - Trattamento a tagli successivi
Non tutte le specie sono spiccatamente eliòfile e richiedono il taglio a raso. La maggioranza delle specie, al contrario, ha un'altra natura. Infatti, ci sono: - specie eliòfile che amano la luce, ma possono vegetare, cioè vivere, bene anche in altre condizioni; - specie sciàfile che amano l'ombra; - specie che si trovano in una via di mezzo tra le eliòfile e le sciàfile. Per tutte queste specie va bene il trattamento a tagli successivi che consiste in una serie di tagli effettuati, come dice la parola stessa, in tempi successivi.
Si effettuano i seguenti tagli:
- Tagli di preparazione. Circa 20 anni prima del taglio finale si eliminano le piante più deboli e malformate e quelle del piano dominato.
- Taglio di sementazione. Il bosco è maturo quando le piante, in base alla specie, raggiungono una data età. Alla maturità sono tagliate tutte le piante tranne quelle portaseme. Dai semi nasceranno poi le piantine che riformeranno il bosco.
È il taglio più importante perché viene asportata la gran parte della legna che il bosco è in grado di produrre, ma anche perché è in questo momento che si determinano le condizioni per lo sviluppo del nuovo bosco. L'intervallo di tempo tra due tagli di sementazione è detto turno che può variare dai 70 ai 120 anni, a seconda delle specie.
- Tagli secondari (da 1 a 5). Servono ad eliminare: a) parte delle piante portaseme per favorire la crescita delle piantine ormai nate e dette semenzali o novellame e che costituiscono il novelleto; b) parte del novellame.
- Taglio di sgombero. Quando ormai il novellame non ha più bisogno di protezione, si eliminano tutte le piante portaseme cosicché sul terreno restano solo piantine giovani.
- Nel novelleto si effettuano tagli di pulitura detti ripuliture.
- Quando le chiome delle nuove piante cominciano a toccarsi si passa dalla fase di novelleto a quella di forteto; in questa fase vengono praticate delle operazioni di pulitura dette sfolli.
- Quando dal forteto si arriva al raggiungimento della massima crescita in altezza si ha la fase di palina. Significa che da qui in poi l'altezza non si accresce più? Niente affatto: significa solo che i grandi accrescimenti sono terminati e che gli alberi si accrescono meno rapidamente. Dalla fase di palina si passa alla fase di:
- perticaia: si ha il culmine dell'incremento del diametro. Qui vale lo stesso discorso fatto per l'altezza;
- fustaia: gli alberi hanno raggiunto la cosiddetta maturità forestale e nel sottobosco ci sono le piante nemorali che sono piante erbacee ed arbustive di piccole dimensioni, tipiche di ogni specie arborea. Se c'è una modifica nella loro composizione, significa che qualcosa non va;
- fustaia matura: le piante sono pronte per essere tagliate. In tutte queste fasi, che vanno dalla palina alla fustaia matura, si effettuano dei tagli di pulitura e di sfoltimento detti diradamenti o tagli intercalari.
Anche i tagli successivi possono essere fatti su tutta la superficie di un bosco o solo su parte di essa. In tal modo si hanno:
a) tagli successivi uniformi,
b) tagli successivi graduali o su piccole superfici.
I boschi e i briganti
Dopo l'unità d'Italia (1870), in tutta la nostra penisola c'erano ancora dei grandi boschi. Grandi boschi c'erano anche lungo le rive del Fortore e sul Gargano. Non a tutti, per tanti motivi, piaceva l'unità della Nazione e i briganti erano fra questi. Ebbene, i briganti trovavano il loro miglior rifugio proprio fra i boschi. Per questo motivo lo Stato decise di abbatterne parecchi e, tra gli altri, anche quelli del Gargano. La Foresta Umbra è ancora in piedi solo perché, per la paura dei briganti, nessuno accettò di tagliarla.

Trattamento di una fustaia disetanea

Il bosco difesa di san matteo
Il bosco difesa di san matteo
Viene trattata con un tipo di taglio che viene definito: 'a scelta', 'di curazione', 'saltuario'. Il primo nome deriva dal modo in cui i primi uomini utilizzavano il bosco. Poiché gli uomini erano pochi e le foreste molte, essi sceglievano le piante che servivano alle loro esigenze. L'origine del secondo nome è questa: nella fustaia coetanea abbiamo visto che si praticano diversi tipi di tagli (sfolli, ripuliture, diradamenti, ecc.); in quella disetanea c'è un solo tipo di taglio, detto "taglio di curazione" con il quale, appunto, si cura il bosco e riguarda tutte le operazioni, sia che si tratti di pulizia che di taglio di grosse piante. Il taglio è detto anche 'saltuario' perché le piante sono tagliate saltuariamente e non tutte insieme o a gruppi.
Nel caso della foresta disetanea le piante sono mature non quando hanno raggiunto una certa età, ma quando il loro tronco raggiunge il diametro che interessa. Si parla allora di diametro di recidibilità.
Il taglio saltuario è il taglio che ha il minore impatto sull'ambiente. Infatti, scegliendo solo le piante più grosse, si fa in modo che nel bosco ci siano piante di tutte le età che presentano la più forte resistenza ad ogni genere di avversità. Inoltre, c'è sempre una grande copertura del suolo per cui l'erosione del terreno è molto ridotta. La rinnovazione è più facile. Gli incrementi di volume sono superiori al bosco coetaneo. Ci sono solo vantaggi? No!, c'è anche qualche svantaggio: i costi di gestione sono maggiori; ci sono danni al novellarne durante l'esbosco, cioè durante le operazioni di abbattimento e di trasporto della legna fuori dal bosco; ci possono essere danni alle specie eliòfile che devono essere aiutate se no tendono a scomparire; il pascolo è difficile da regolare.
Un esempio del governo a fustaia è dato dai Faggi della Foresta Umbra.
In conclusione, caro pollastro, canta quanto vuoi, ma sempre arrosto devi finire. Eh, sì!, proprio così: gira, gira, in un modo o nell'altro, gli alberi devono essere tagliati. Infatti, non dobbiamo dimenticare che l'obiettivo finale è far produrre il bosco e, per ottenerlo, l'unico modo è abbattere le piante. Di questo non ci dobbiamo rammaricare troppo perché dalle loro ceneri rinasceranno altri alberi e così via. L'unica differenza è che, forse, con i tagli saltuari, come dice una pubblicità, gli alberi muoiono contenti.
Perciò, allegri, e continuiamo il discorso.