La funzione produttiva

La funzione del bosco
La funzione del bosco
La funzione produttiva del bosco deriva dalla sua capacità di utilizzare l'energia solare. Le piante, tramite le radici, assorbono dal terreno acqua e sali minerali che, attraverso dei condotti (vasi), vengono trasportati lungo il tronco sino alle foglie. Qui arriva anche l'anidride carbonica dalla atmosfera attraverso piccole aperture, dette stomi, che si trovano sulla loro parte inferiore. Le foglie trasformano i sali minerali, l'acqua e l'anidride carbonica in zuccheri, proteine, grassi, vitamine, ecc. grazie alla loro capacità di cambiare l'energia solare in energia chimica mediante la 'fotosintesi clorofilliana' che è un processo chimico molto complesso. Le foglie, in tal modo, producono le sostanze fondamentali necessarie per la vita non solo delle piante stesse, ma anche di altri organismi che non sono capaci di sintetizzarle. Per questo motivo le piante sono dette produttori primari.
Nell'ecosistema bosco, detto anche ecosistema foresta, la produzione netta di energia è uguale a tutta l'energia solare catturata dalle piante verdi, tramite la fotosintesi clorofilliana, meno l'energia consumata dalle piante stesse e dagli animali fitofagi, cioè consumatori di piante (animali erbivori, insetti). Questa differenza può essere positiva, negativa o nulla. Quando è nulla si è all'equilibrio e non si ha più accumulo di sostanza organica il che è ciò che si verifica nelle foreste vergini disetanee (cioè con piante di età diversa) in equilibrio con l'ambiente.
I nostri boschi, invece, non sono in equilibrio, ma in uno stato di continua tendenza verso l'equilibrio che, però, non facciamo raggiungere mai proprio per impedire che vengano meno gli accumuli.
Il bosco 'Difesa di san Matteo'.
Il bosco 'Difesa di san Matteo'.
Nell'utilizzo delle foreste, per mantenere un certo equilibrio, l'uomo può asportare con i tagli una parte dell'energia catturata dal bosco e incorporata nella massa legnosa. Ciò è possibile in quanto l'uomo si sostituisce ai fitofagi. La capacità di catturare l'energia solare o, in altre parole, la capacità produttiva di un bosco, è sempre la stessa, mentre cambiano i consumatori. In una foresta vergine il numero dei fitòfagi è elevato, mentre nei nostri boschi è molto ridotto.
Perché un bosco non risenta eccessivamente di tale asporto e ristabilisca l'equilibrio in tempi brevi, è necessario che la quantità asportata non superi il 20% della sua sostanza organica totale. Sono pertanto da evitare i tagli che asportano una quantità di sostanza organica superiore a questo limite.
La funzione ricreativa
Nel bosco le persone vanno a passare il tempo libero. Allora gli alberi devono essere di specie diverse, di età diversa e di forma diversa, cioè non uniformi. Mentre gli alberi per la produzione di legname devono avere tronco diritto e non ramificato, quando il bosco ha funzione ricreativa deve presentare alberi ramosi, frondosi e con tronco con diverse biforcazioni.
La funzione protettiva e idrogeologica
Il bosco serve a proteggere le zone sottostanti a pendii da frane e valanghe e, in generale, il territorio dall'erosione. Fa ciò mantenendo il terreno nella sua posizione grazie alle radici ed esplicando un'azione sulla regimazione delle acque.
La funzione igienico-sanitaria
Il bosco produce ossigeno e cattura anidride carbonica. In tal modo contrasta l'effetto serra che è determinato dall'eccessiva produzione, soprattutto da parte dell'uomo, di anidride carbonica e di consumo di ossigeno.

A questo effetto generale vanno aggiunte altre specifiche azioni svolte dal verde urbano:
- depurazione chimica dell'atmosfera;
- fissazione dei gas tossici;
- depurazione batteriologica dell'aria (mediante la produzione di ossigeno);
- fissazione di polveri e inquinanti dell'atmosfera;
- emissione di vapore acqueo con funzione termoregolatrice (sensazione di freschezza sotto gli alberi);
- effetto antirumore.