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02.08.2002
Oltre 200 persone nell'aula del Consiglio: in questo modo peggiorerà il servizio.
E i sindaci preparano la rivolta "occupiamo contro l'imbroglio"
Via Capruzzi, storica sede del Consiglio regionale della Puglia, respira aria da "girotondo". E l'aula dove si "producono" leggi è "okkupata" ma pacificamente da un esercito di non meno di 200 persone. Ci sono sindaci di Trani, Grumo, Santeramo, Minervino, di Torremaggiore, il vice sindaco di Bitonto, medici, infermieri. Non fanno mancare la loro presenza il senatore della Margherita, Antonio Gaglione, l'onorevole del Prc Nichi Vendola, l'eurodeputato dei Ds, Enzo Lavarra. Ci sono il segretario regionale dei Ds, Beppe Vacca, quello di Rifondazione comunista, Pasquale Martino, quello regionale della Margherita, Guglielmo Minervini e quello provinciale dei "rutelliani", Gero Grassi. Ci sono tutti i consiglieri regionali di centrosinistra. Sono i "padroni di casa". In aula si discute e si smonta ciò che il Consiglio non potrà discutere e smontare: il piano di riordino della rete ospedaliera. In ogni angolo, un cartello.
Per ogni cartello, uno slogan. Per ogni slogan, un'invettiva contro il "governatore" pugliese, Raffaele Fitto, che dall'altra parte della città, nella Presidenza sta ricevendo le parti sociali per quelle che qui sono considerate

"consultazioni farsa sull' ennesimo imbroglio che si vuole scaricare sulla pelle dei pugliesi". Perché - sostengono - il piano non solo non produrrà alcuna razionalizzazione del sistema sanitario ma determinerà viceversa un ulteriore, generalizzato peggioramento del servizio offerto all'utenza senza alcun recupero apprezzabile di risorse".

Non c'è una previsione quantificata dei risparmi che produrranno gli accorpamenti degli ospedali, né la "promozione" di alcuni ospedali è motivata da indici di appropriatezza dei ricoveri che, invece, ne avrebbero consigliato la chiusura. "Come Andria", sentenzia il socialista autonomista, Alberto Tedesco che s'improvvisa presidente dell'informale "consiglio delle autonomie locali".
Si lamenta la mancata contestualità tra la dismissione di ospedali e l'attivazione dei presidi medici territoriali: si toglie assistenza senza dare alternative immediate. E poi gli "sprechi": non c'è altro modo per definire le centinaia di miliardi spesi recentemente per adeguare reparti che sono stati chiusi o trasferiti. Vendola propone di nominare un "comitato legale" per smontare il piano davanti al Tar e alla Corte Costituzionale, mente rispedisce al mittente, quindi a Fitto, l'accusa sulle lobby che stanno animando le proteste di questi giorni. Si associa il capogruppo dei Ds, Sandro Frisullo:

"Fitto ha perso la bussola e, in un perfetto stile berlusconiano, invece di dar conto delle sue scelte, pensa di cavarsela lasciandosi andare ad un attacco becero contro l'opposizione. Li faccia i nomi e i cognomi - attacca Frisullo - perché quanto agli affari, allo stato conosciamo solo quelli denunciati da noi, accertati dalla magistratura e maturati nell'intreccio con una politica che ha omesso i controlli e che è stata assai compiacente. Se reagisce in questo modo, vuol dire che l'opposizione ha colpito nel segno".

E colpirà ancora oggi: il centrosinistra non parteciperà al Consiglio di oggi, come non s'è visto, ieri, in commissione sanità dove il piano "si poteva solo vedere, ma non toccare".
(p. r.)
Da 'La Repubblica' di Bari del 02.08.02