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27.07.2002
Ma alla lobby degli assessori non sono tagliati i posti letto
Sarà anche vero, come dice l'assessore regionale alla Sanità, Salvatore Mazzaracchio, che il piano di riordino ospedaliero soddisfa tutti. È innegabile, però, che questa vicenda di posti letto tagliati e di ospedali cancellati con un colpo di spugna ricorda un po' la Fattoria degli animali di George Orwell: nel pianeta della sanità pugliese tutte le strutture sono uguali, ma, inevitabilmente, ce ne sono alcune più uguali delle altre. Una questione di efficienza, certo, ma anche di santi in Paradiso.
È sicuramente frutto della mano divina, per esempio, il salvataggio dei tre ospedali gestiti da enti ecclesiastici: il Miulli di Acquaviva, la Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo e il Panico di Tricase. Tutti e tre hanno perso alcuni posti letto, ma in compenso hanno mantenuto le specializzazioni più importanti. E non si venga a dire che il presidente Raffaele Fitto e i tecnici dell'Ares non hanno voluto mettersi contro la Chiesa. La verità è che le tre strutture funzionano davvero. Anzi, per alcune specialità, costituiscono un punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno.
In altri casi, però, il livello e la qualità delle prestazioni non sono state sufficienti ad evitare i tagli. Così, fior di ospedali dovranno adesso soccombere. Non per un disegno divino, ma per più terreni interessi politici e di campanile. Se il "governatore" si è reso inattaccabile, facendo cadere la sua scure anche sulla natia Maglie, altri esponenti della Casa delle libertà non hanno resistito alla tentazione di salvare l'ospedale sotto casa perché, si sa, le elezioni prima o poi arrivano e anche gli elettori nel loro piccolo s'incazzano.
Lo sa bene Giovanni Copertino, inossidabile vicepresidente della giunta regionale, che fra un battesimo, un banchetto nuziale e una messa funebre, ha trovato il tempo per piazzare il colpo che gli varrà l'eterna riconoscenza dei suoi concittadini: l'ospedale di Monopoli si arricchisce di reparti e specialità ai danni di quello di Conversano. Che, però, paga anni di disinteresse degli amministratori locali e di lotte di potere fra i medici.
L'altro colpo da un miliardo di euro l'ha messo a segno la premiata coppia Francesco Amoruso Sergio Silvestris da Bisceglie, segretario provinciale e deputato di An il primo, presidente della commissione Sanità della Regione il secondo: insieme hanno praticamente svuotato l'ospedale di Molfetta.
Porta la firma di Nino Marmo, colonnello di An, il potenziamento dell'ospedale di Andria, così come si deve a Salvatore Tatarella e Roberto Ruocco la promozione sul campo di Cerignola. A Castellaneta, invece, brindano il consigliere regionale di An Pietro Lospinuso e il segretario provinciale di Forza Italia, Simone Brizio. Favoritismi? Neanche a parlarne.
È solo che alcuni ospedali sono più uguali degli altri.
Raffaele Lorusso
Da 'La Repubblica' di Bari del 27 luglio 2002