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28.07.2002
Si muovono Marmo e Amoruso. E si allunga l'elenco dei reparti che erano stati esclusi dall'elenco
Il "pressing" di An sul govematore. Spuntano posti a Molfetta e Andria
Il piano di riordino ospedaliero, per ora, regge all'onda d'urto delle proteste. Le scosse di assestamento operate venerdì scorso dalla giunta regionale sulla bozza di piano predisposta dall'Ares, ha movimentato poco meno di 200 posti letto. Ne ha incrementati, ad esempio, l'ospedale 'Bonomo' di Andria,che ha avuto come 'sponsor' l'assessore regionale all'Agricoltura, Nino Marmo. Qui l'ospedale era già stato generosamente potenziato nell'ambito della Asl 'Bari due': l'esecutivo ha deciso di aumentare i posti letto di chirurgia, medicina e ostetricia. È stato l'ospedale di Corato, nell'ambito della stessa Asl, già beneficiato dal previsto trasferimento del reparto di ostetricia di Terlizzi, a cedere due dei 50 posti letto al "polo d'eccellenza" andriese.
In altri casi, la previsione di nuovi posti letto ha consentito a molti ospedali di riavere reparti già persi. Il caso più vistoso è quello di Molfetta che nel "derby" con Bisceglie, ha visto crescere di 16 posti letto il suo reparto di medicina, ha ottenuto il reparto di neurologia, quattro day surgery (piccoli interventi chirurgici a ciclo diurno) di pediatria e, caso unico e raro in tutta la Puglia, anche 4 posti letto di unità di terapia intensiva coronarica. Infatti, la giunta ha dovuto ammettere di aver operato "in deroga ai criteri del piano, in considerazione della popolazione servita dallo stabilimento di Molfetta". Non è un caso che, venerdì scorso, mentre la giunta decideva le sue modifiche "al gattopardo" e cambiare tutto per non cambiare nulla, l'onorevole di An, Francesco Amoruso, che ha il suo quartier generale a Bisceglie, e il suo amico, ma sindaco "polista" di Molfetta, Tommaso Minervini, presidiavano il corridoio della Presidenza per vigilare sul "riequilibrio" territoriale dell'assistenza ospedaliera in riva all'Adriatico. Quello stesso giorno, la carovana "bipartisan" arrivata da Triggiano che ha costretto il reparto mobile della Polizia a spedire una ventina di agenti per "blindare" l'ingresso della Presidenza sul lungomare, non ha evitato per il suo "Fallacara" l'accorpamento al "Di Venere-Giovanni XXIII" ma ha "incartato" quattro posti letto di pediatria, 5 day surgery di chirurgia e altri 4 di oftalmologia. Diffìcile, a Gioia del Colle, che i 4 posti letto di day surgery di pediatria possano, da soli, convincere l'onorevole di An, Giuseppe Gallo, a desistere dal suo estemporaneo sciopero della fame.
Il "contentino" per Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, è tutto in quei cinque posti letto di day surgery in chirurgia, gli stessi che sono stati attivati a San Pietro Vernotico che però può contare sul reparto di psichiatria.
Diversa la situazione a Francavilla Fontana: all'ospedale che pure è centro di riferimento del presidio di cui fa parte anche Mesagne, avevano tolto la nefrologia. Venerdì la giunta l'ha riesumata assegnando 20 posti letto e prevedendone altri otto di pediatria.
Il "contentino" chiamato psichiatria è stato riservato anche a Campi Salentina, che è stato accorpato al "Pazzi" di Lecce e a Massafra, che è diventato un "satellite" di Castellaneta. Nelle tre aziende sanitarie locali della provincia di Foggia, l'unico ripescaggio è per Monte Sant'Angelo: nel presidio ospedaliero che condivide con Manfredonia, ha guadagnato 20 posti letto di pediatria.
Dopo questa rimodulazione, altre, in teoria, potrebbero essere possibili nel giro di consultazioni istituzionali che il "governatore" pugliese, Raffaele Fitto, farà in commissione, coi sindaci e i sindacati. Ma difficilmente la filosofia del piano verrà stravolta.
Piero Ricci
La Repubblica di Bari del 28.07.02