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03.08.2002

Matteo Cannarozzi, ex sindaco di Vico del Gargano (Democrazia Europea), si é incatenato nell'aula del consiglio regionale.Matteo Cannarozzi, ex sindaco di Vico del Gargano (De), si é incatenato nell'aula del consiglio regionale della Puglia per protestare contro l'esclusione dell'ospedale di zona, a Vico del Gargano, dal piano di riordino ospedaliero, ma soprattutto - ha dichiarato - perché non é stata mantenuta la promessa di istituire un presidio ospedaliero nel centro garganico.
L'ex sindaco, attualmente consigliere comunale di minoranza, ricorda che c'era una delibera di consiglio regionale che prevedeva di destinare trenta miliardi di lire per l'apertura di un ospedale a Vico del Gargano di 100 posti letto.
Cannarozzi, che é anche medico, ha ricordato di

"aver fatto partorire gente in strada, di aver visto morire persone che non é stato possibile salvare solo perché il primo ospedale é troppo distante, inoltre, la decisione dell'esecutivo regionale di escludere l'ospedale a Vico é grave, perché, ad esempio, non tiene conto che la prima ora é determinante per salvare un infartuato".

Anche il consigliere regionale, Angelo Cera, si é unito a Cannarozzi al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che il piano di riordino ospedaliero non tiene conto di una realtá territoriale difficile e complessa, qual é il Gargano. Ieri, gli otto sindaci del comprensorio del Gargano Nord hanno incontrato il presidente della giunta regionale, Raffaele Fitto, e l'assessore regionale alla sanitá, Salvatore Mazzaracchio, quest'ultimo ha

"manifestato - si legge in un comunicato dell'amministrazione comunale - particolare attenzione e sensibilitá per il problema, rimandando al responsabile del piano di riordino, Mario Morlacco, il compito di armonizzare nel piano i bisogni del Gargano nord".

Ma è solo una ipotesi di lavoro. Il presidente Fitto - si legge ancora nel documento - è sembrato attento alla contestazione che il piano di riordino non pone fine alla palese realtá di molti ospedali vicini tra di loro, a pochi chilometri di distanza con strade ottimali, e lascia la gravissima ingiustizia del Gargano nord senza servizio sanitario e con mezzi pubblici pressocché inesistenti.

"Appare evidente l'opportunitá di un confronto serio e severo, prima di arrivare ad una determinazione - concludono gli amministratori vichesi - altrimenti resta soltanto il Tar, cui affidare il compito di fare giustizia amministrativa nel Gargano nord, perché 50mila cittadini non possono vedersi riconosciuti i diritti e dopo un anno e mezzo essere abbandonati nella delusione e nella rabbia, che puó esplodere con gravi conseguenze per tutti".

Clamorosa la decisione dei presidenti e direttivi dei circoli di Alleanza nazionale di Carpino (Matteo Maccarone), Ischitella (Francesco La Malva), Peschici (Stefano Pupillo), Rodi Garganico (Franco Cavalli), Vico (Gino Ciavarella), Michele Pupillo (coordinatore di collegio) i quali hanno informato i dirigenti regionale e provinciale del partito (Salvatore Tatarella, Antonio Chieffo, l'assessore regionale, Roberto Ruocco e il consigliere provinciale, Vincenzo Caruso) che, avendo preso atto dell'esclusione dal piano di riordino sanitario regionale dell'ospedale di zona a Vico, hanno concordato, all'unanimitá, di sospendere qualsiasi attivitá politica presente e futura.
Francesco Mastropaolo
La Gazzetta del Mezzogiorno del 03.08.02