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30.06.2002
Il governatore Vasco Errani: "Abbiamo impiegato anni, i nostri conti ora sono a posto"
Emilia, la più economica "Noi risparmiamo così"
Vasco Errani è il presidente della Regione Emilia-Romagna. Dove il modello-sanità offre servizi apprezzabili e i conti sono sotto controllo.

Presidente Errani, quali scelte vi hanno permesso di raggiungere questi risultati?

"Da noi la spesa farmaceutica è significativamente sotto la media nazionale. È il frutto di un lavoro costruito negli anni. Primo fra tutti il rapporto e la collaborazione con i medici di base per una prescrizione dei farmaci appropriata a partire dal settore degli antibiotici. Sappiamo tutti, infatti, quanto questi medicinali vengano spesso usati in dosi massicce e a volte con effetti negativi. Questo rapporto ci ha consentito di governare la spesa farmaceutica. Ma non basta. Abbiamo costruito la rete di distribuzione diretta dei farmaci attraverso l'assistenza domiciliare ai malati cronici, alle persone colpite da tumore. Ai degenti che vengono dimessi dagli ospedali diamo il kit di farmaci che gli servirà per proseguire la terapia. In questa maniera si riesce a risparmiare fino al 50 per cento del prezzo dei prodotti. Questi provvedimenti ci hanno permesso un delisting tra la fascia A e la C molto leggero, per un gruppo di farmaci classificati non essenziali dalla Cuf, garantendo così la prescrizione gratuita di molti medicinali".

Il federalismo rischia far nascere 21 sistemi sanitari diversi?

"Non dobbiamo permettere che succeda. È vero ci sono realtà differenti, ma il federalismo deve servire come chiave di volta per superare le differenze non per esaltarle".

Ma come?

"Innanzitutto è necessario che si aumenti il Fondo nazionale per la sanità perché l'Italia continua ad essere sotto la media europea rispetto al prodotto interno lordo. La media Ue è attorno al 7 per cento mentre da noi la percentuale è attorno al 5.8-6. Questo è un differenziale che va recuperato. Occorre investire in quelle realtà regionali dove è necessario riorganizzare il sistema sanitario per garantire a tutti i cittadini i livelli essenziali di assistenza. Il federalismo non vuol dire che ognuno fa quel che vuole, altrimenti sarebbe il caos".

E rispetto ai farmaci?

"È indispensabile la revisione complessiva del sistema attraverso la creazione di un'agenzia nazionale del farmaco, rivedendo così il prontuario, garantendo l'equità a livello nazionale, perché questa è la vera strada per governare in termini seri la spesa farmaceutica. Non servono il balzelli, ma una forte cooperazione tra il governo e le regioni, per garantire la riforma del sistema della spesa".

Ma il governo ha già detto che altri soldi non ci sono.

"L'accordo dell'8 agosto scorso tra governo e regioni prevede un tavolo permanente per verificare la corrispondenza del fondo sanitario nazionale dopo la definizione dei livelli essenziali di assistenza. Tra poco emergerà con chiarezza che c'è la necessità di adeguarlo. Ci sono anche sprechi, meccanismi sui quali intervenire, ma il cittadino non può pagare i ritardi prodotti dal sistema".

Il governo ha deciso di introdurre le polizze assicurative.

"Non condivido il doppio sistema: uno per i più deboli e quello assicurativo per chi ha i soldi. Dove si è sperimentato ha prodotto solo ingiustizia e la spesa è cresciuta. Il nostro metodo si basa sull'equità e la solidarietà, e così deve restare".

Mario Reggio
Da La Repubblica del 30.06.02