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30.07.2002
All'unanimitá il consiglio comunale si schiera sul fronte della lotta ad oltranza per difendere l'ospedale "Umberto I", a San Marco in Lamis.
Il Comune pare deciso ad andare fino in fondo per salvare il locale nosocomio.
Una struttura, quest'ultima, che da molti anni serve, come risaputo, un'utenza diffusa, che va oltre i confini comunali, interessando diverse realtá del Gargano.
A decidere lo stato di agitazione é stato il consiglio comunale nell'ultima seduta, a seguito di un ampio e vivace dibattito, aperto anche agli operatori sanitari.
Lo ha fatto approvando con voto unanime un ordine del giorno di protesta, in cui si rigetta "in toto" il piano di riordino sanitario ospedaliero regionale, varato qualche giorno fa dalla giunta regionale. Questa bocciatura arriva per varie ragioni. In primo luogo perché cosí, come formulato, e prevedendo un forte ridimensionamento degli ospedali ivi esistenti, penalizzerebbe gravemente la cittá e tutto il territorio garganico.
Si ritiene, inoltre, che la giunta regionale, con una scelta politica errata, avrebbe scavalcato di fatto le prerogative del consiglio regionale saltando il necessario e insopprimibile dibattito in aula.
Si rileva ancora che il piano, cosí come previsto, potrebbe non raggiungere gli obiettivi prefissati di efficienza e di riduzione dei costi nel breve periodo.
In particolare, il consiglo comunale sammarchese "esprime disagio" per le determinazioni prese riguardo all'ospedale "Umberto I" circa la soppressione di posti letto per i moduli di Chirurgia, Ostetricia e Pediatria.
Quindi, si rimarca nel documento, il ruolo e la funzione che l'ospedale locale avrebbe sempre avuto per il territorio garganico in oltre cento anni di attivitá.
La protesta espressa nella nota prosegue e viene respinta l'ipotesi di ridimensionamento poichè non non si terrebbero in nessun conto "le specificitá del territorio collocato in zona montana e periferica, nonchè all'interno del Parco Nazionale del Gargano". Secondo lo scritto, occorre salvaguardare i reparti esistenti, pur rideterminando il numero dei posti letto, aggiungendo se mai ulteriori reparti specialistici (moduli di neurologia, di gastroenterologia, ecc.).
Soltanto cosí si riqualificherebbe l'ospedale, in in modo che possa continuare il suo ruolo di presidio pubblico "insostituibile all'interno della comunitá pugliese", creando cosí le premesse per la realizzazione di sinergie tra la vicina Casa Sollievo della Sofferenza e i presidi ospedalieri pubblici locali.
Tanto, si legge "al fine di strutturare un unico ed efficiente polo ospedaliero garganico".
Dopo aver ribadito la necessitá del "coinvolgimento nel dibattito sull'argomento dell'intero Consiglio Regionale", affinchè vengano e prese in considerazione le proposte comunali odierne e quant'altro riporterá l'apposita delegazione, capeggiata dal sindaco Matteo Tenace, nei prossimi giorni al governatore Raffaele Fitto e ai responsabili dell'Ares.
Si chiede, in conclusione, nel documento che la Regione Puglia, dopo aver valutato attentamente le proposte rivenienti dalla periferia, decida alla fine di sospendere l'esecutivitá del piano, "rimettendolo ad una discussione piú democratica con il coinvolgimento di tutti i soggetti regionali interessati", invitando nel contempo tutte le forze politiche, le associazioni culturali e sociali, i sindacati, gli enti ospedalieri, tutti i cittadini e sindaci del Gargano alla mobilitazione generale e ad uno stato di agitazione e protesta permanente, finalizzati, come accennato all'inizio, alla salvaguardia dei moduli esistenti e alla creazione di un polo di Medicina che comprenda geratria, lungo degenza, riabilitazione e la riconferma del potenziamento del reparto di psichiatria.
In caso contrario, si sottolinea, tutti i rappresentanti del consiglio comunale si dichiarano decisi "a rassegnare le immediate dimissioni".
Intanto, con un pubblico manifesto si invita la cittadinanza e i sindaci del territorio a manifestare il proprio dissenso con una pacifica fiaccolata, il cui luogo, percorso e data sará fissato nei prossimi giorni.
Antonio Del Vecchio
Da 'La Gazzetta del Mezzogiorno' del 30.07.02