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30.06.2002
NON AVEVAMO SCELTA: INTERVISTA A FITTO
Il presidente della Regione Raffaele Fitto: "La colpa è del governo precedente"
Puglia la più costosa "Non avevamo scelta"
Per Raffaele Fitto, presidente della Regione Puglia, è il momento di prendere decisioni drastiche e impopolari. Deve risollevare una sanità che non è in buona salute.
Cosa sta facendo per tenere sotto controllo la spesa farmaceutica?

"Abbiamo approvato un piano di delisting di una serie di farmaci dalla fascia B alla C, ottenendo risultati molto positivi, riducendo la spesa del 5,6 per cento rispetto al 2001. Ma soprattutto questo dato può essere letto partendo dal momento in cui la delibera è stata approvata: a febbraio del 2002 eravamo di ben dodici punti sopra il tetto massimo del 13 per cento sul totale della spesa sanitaria. Per giugno contiamo di diminuire ancora grazie all'accordo con Federfarma per la distribuzione diretta dei farmaci, perché non abbiamo una rete ospedaliera in grado di farlo".

Come reagiscono i cittadini?

"Il cittadino non può apprezzare queste scelte se parte dalla considerazione che il precedente governo aveva abolito i ticket sui farmaci. Ma quella è stata una decisione irresponsabile che ha portato all'esplosione della spesa farmaceutica. A questo punto c'era da fare una scelta tra ticket e delisting, e noi abbiamo scelto la seconda. A luglio faremo il punto sulla situazione e potremmo apportare delle correzioni sui farmaci passati a totale carico dei pazienti, cioè la fascia C. Ma in Italia c'è bisogno di cambiare la cultura sanitaria, i farmaci non si vanno a comprare come i generi alimentari quando si va al mercato".

Qual è lo stato di salute della sanità pugliese?

"Nelle regioni del mezzogiorno ci sono difficoltà maggiori rispetto al resto del Paese. Noi abbiamo approvato il piano sanitario, mantenendo tutti gli impegni: la centralizzazione degli acquisti, l'osservatorio dei prezzi, abbiamo rispettato il piano di stabilità interno. Entro luglio riorganizzeremo la rete ospedaliera riducendo i posti letto per i malati acuti. Sono scelte drastiche e impopolari, ma serie. Dal 2001 sono state bloccate le assunzioni, teniamo sotto controllo l'erogazione di beni e servizi delle Asl e le convenzioni con i privati. Così abbiamo ridotto la spesa, che salvo quella farmaceutica, è ora sotto controllo".

Quali effetti avrà il federalismo sulla sanità?

"Il problema di fondo è che occorre sviluppare un ragionamento sereno. Ad esempio i criteri di riparto del fondo sanitario nazionale. Non è possibile che alla Puglia vengano trasferiti mille miliardi di vecchie lire in meno l'anno rispetto ad una regione che ha gli stessi residenti. Ma con l'accordo dell'8 agosto tra le regioni è stata sancita un'intesa e bisogna proseguire su questa strada".

Cosa pensa delle assicurazioni private in sanità?

"Sono proposte su cui occorre confrontarsi. Nelle regioni con un reddito inferiore alle altre questo strumento può essere utilizzato con minore facilità".

Come va il mercato dei generici?

"Stiamo garantendo l'introduzione dei generici per quanto ci compete, e con la distribuzione diretta dei farmaci attraverso Federfarma spero che possa funzionare meglio. Non nego che alcune realtà hanno una migliore capacità distributiva, noi abbiamo bisogno di tempi più lunghi".

Mario Reggio
La Repubblica del 30.06.02