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02.08.2002

Sindacati spaccati, infermieri contrari
Cgil critica, Cisl e Uil dicono sì. Tutti si lamentano: tempi troppo stretti La giornata di consultazioni del presidente della giunta con le parti sociali tra proposte, dubbi e perplessità
La Cgil si dichiara "fortemente contraria". Il Tribunale per i diritti del malato chiede un rinvio. La Federazione dei medici generici si riserva di dare un giudizio. Sono queste le sole posizioni critiche che sono emerse ieri dalle consultazioni con le forze sociali, preventive all'approvazione del piano di riordino ospedaliero. Tutti gli altri rappresentanti, dalle organizzazioni sindacali agli ordini professionali, si sono espressi favorevolmente almeno rispetto alla filosofia generale del piano. Qualche piccolo ritocco è stato però proposto.

"Si tratta di integrazioni di secondaria importanza", ha commentato l'assessore alla Sanità, Salvatore Mazzaracchio. "Non sono emerse richieste specifiche - ha detto il presidente della giunta regionale, Raffaele Fitto - Le posizioni espresse sono generalmente favorevoli al piano. Sappiamo di giocare una partita difficile e intensa, in tempi ristretti, ma ho trovato un sistema attento e disponibile".

Le consultazioni sono cominciate ieri mattina alle 9. I primi a incontrare Fitto, Mazzaracchio e il direttore dell'Ares, Mario Morlacco, sono stati i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.
L'audizione dei sindacati è più di due ore, che però non sono servite alla Cgil per cambiare idea.

"La nostra posizione resta critica - ha detto dopo l'incontro, Domenico Pantaleo, segretario regionale del sindacato - Del piano di riordino c'era necessità, ma crediamo sia stato portato in giunta con troppa celerità, limitando così il confronto con le parti sociali. Un punto di debolezza del piano è poi la non contestualità rispetto al potenziamento dei distretti. inaccettabile che la Regione vada avanti nell'approvazione senza aver chiarito cosa intende fare poi per il personale. Dopo le leggi sul blocco delle assunzioni è necessario rifocalizzare le professionalità e ridefinire le piante organiche".

Del tutto contrari a quello di Pantaleo sono stati i pareri espressi da Mary Rina, segretario regionale della Cisl, e da Giuseppe Vatinno, segretario generale della Uil Fpl.

"Il piano risponde alle esigenze indicate di riequilibrio fra le Asl - ha detto Rina - e dà il giusto ruolo agli ospedali. Bisognerà attrezzare i distretti e Fitto ci ha garantito che per fare questo saranno utilizzati i 750 milioni di euro dei finanziamnti provenienti dalle leggi sulla edilizia sanitaria. Inoltre, saranno sbloccate le due leggi, la 28 del 2000 e la 32 del 2001, che impedivano alle strutture sanitarie di assumere nuovo personale".

"Abbiamo inoltre chiesto a Fitto - ha spiegato Vatinno della Uil - di rivedere anche la politica fiscale adottata per ridurre la spesa sanitaria. Una volta valutato quanto il piano di riordino sarà in grado di far risparmiare, la Regione potrà eliminare lo 0,5 per cento in più imposto sull'Irpef e far rientrare i farmaci ora a pagamento nella fascia gratuita".

A seguire è poi stata ascoltata l'Anci, l'associazione dei Comuni italiani.

"Abbiamo presentato una serie di proposte - ha detto Michele Lamacchia, vicepresidente regionale - che Fitto si è impegnato a inserire nelle linee generali del piano".

Soddisfatti anche i cinque presidenti provinciali dell'Ordine dei medici.

"Siamo entrati con il viso contratto per tutta una serie di perplessità che avevamo rispetto all'attuazione del piano - ha detto Francesco Losurdo, presidente per la provincia di Bari - ma Fitto ci ha assicurato che nessun taglio avverrà prima che i distretti e quindi il territorio sarà fornito dei necessari servizi. Dobbiamo dare atto al presidente peraltro di aver realizzato davvero un'opera coraggiosa".

Saverio Andreula, presidente dell'ordine professionale degli infermieri Ipasvi, ha spiegato che

"Il piano sarà positivo se migliorerà il servizio infermieristico sul territorio. Fitto per questo si è impegnato".

Eccezioni sono state invece sollevate dai membri dell'associazione "Cittadinanza attiva, Tribunale per i diritti del malato".

"Abbiamo chiesto un rinvio dell'approvazione - spiega Silvana Stanzione, coordinatrice regionale - perché abbiamo avuto solo 24 ore per leggere il piano. Ma ci è stato rifiutato. Nel merito del piano dunque non siamo entrati, mentre rispetto al metodo ci diciamo fortemente contrari".

I medici del Fimmg e del Cumi non esprimono parere.

"Le nostre posizioni non cambiano - ha detto Filippo Anelli, della Fimmg - Il nostro giudizio resta sospeso, anche se siamo d'accordo con la filosofia generale del piano".

Sono stati infine i medici dell'AnaoAssomed e della Cimo a chiedere l'attivazione di un osservatorio sull'attuazione del piano e l'estensione al più presto del 118 a tutta la Puglia.
Ilaria Ficarella
Da 'La Repubblica' di Bari del 02.08.02