I Portali Memorie di pietra nella vita quotidiana di San Marco in Lamis a cura di Antonio Del Vecchio è nel suo complesso un buon libro.
Lo è innanzitutto per l'originalità del tema, perché mette a fuoco un aspetto e un mondo quasi del tutto sconosciuto e bistrattato dalla cultura in voga, come è quello dello scalpellino e delle sue invenzioni lapidee tese ad abbellire questo o quel palazzo o chiesa, questa o quella casa fino alla più umile dimora della nostra città.
Grazie al libro di Del Vecchio, questo mondo di pietra, dopo diversi secoli e decenni di assoluto silenzio, finalmente si anima e parla. Parla, attraverso i portali, l'armoniosità dei suoi archi a vario sesto, le decorazioni degli elementi compositivi, la lettura ed interpretazione delle iscrizioni e dei simboli a bassorilievo.
Questi ultimi racchiusi di solito nella chiave d'arco, nello stemma e talvolta anche sui piedritti. E' un mondo che si fa storia, attraverso la riscoperta e conoscenza del nome dei suoi principali artisti e in alcuni casi dei committenti dell'opera e del loro censo.
L'indovinata e ragionata esposizione attraverso gli itinerari e l'esauriente corredo fotografico stimolano, inoltre, nel lettore la curiosità di provare dal vivo i percorsi proposti .
Il tutto è raccontato e descritto con precisione e si rende leggibile grazie allo stile e al linguaggio semplice e piano usato dall'autore, che ho avuto modo di apprezzare in più di un'occasione, specie sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Avverto, infine, qualche lacuna per quanto riguarda l'inquadramento storico, che potrebbe essere rimediata con una rivisitazione dei testi consultati e l'ampliamento della ricerca bibliografica e scientifica.
Auguro che in futuro si faccia di più e meglio sulla va lorizzazione di tanti altri beni culturali che adornano la nostra città.