L'intelligenza ... sparge in ogni parte i libri, i musei, le scuole, le studiose associazioni. Il dover nostro è di conferire le poche fòrze nostre a questa impresa comune dell'umanità.
Carlo Cattaneo

Ogni pietra percossa dalla mano dell'uomo racconta il nostro passato.
Questo modo di leggere la storia trova riscontro e sintesi nel titolo dell'agile volume I Portali. Memorie di pietra nella vita quotidiana di San Marco in Lamis, curato da Antonio Del Vecchio e pubblicato dal CRSEC/FG27.
E' un libro che merita attenzione perché innesca curiosità e promuove stimoli.
A differenza di altre pubblicazioni che hanno trattato analogo argomento - cito, ad esempio, quelle sui portali di Bovino, di Sant'Agata di Puglia e di Vico del Gargano - questa offre una articolata e suggestiva mini-storia del progresso demografico ed urbanistico di un antico centro demico del Gargano che, da umile borgo feudale, guadagna, sul finire del secolo XVII, il titolo di città.
Nelle premesse, infatti, il volume rammenta le direttrici dell'espansione urbana e la formazione dei quartieri; descrive le tipologie abitative e le tecniche costruttive; considera la forma, la materia e il valore dei portali; scioglie, infine, un canto alla memoria di una lunga schiera di scalpellini sammarchesi rivelandone i nomi, i volti e le esperienze artistiche politiche e sociali maturate anche in paesi d'oltremare.
Anche il repertorio fotografico disposto nel volume ha un pregio. Le immagini scorrono lungo 'sei itinerari' urbani che segnano, a loro volta, anche i confini degli antichi quartieri intra ed extra moenia del 'centro storico'.
Cosa sono gli ornati lapidei che avvolgono gli usci delle case di un antico insediamento urbano?
Nobili conci che, a volte, dichiarano il tratto sociale del committente, altre volte additano l'appartenenza del bene; non di rado, esaltano la valentia dell'artigiano; sovente, indicano l'anno di costruzione della fabbrica; sempre conferiscono ornamento e dignità anche alle più modeste case.
Sono echi di una storia collettiva, testimonianze che rimandano a fasi di sviluppo economico del paese, a momenti intensi di produzione edilizia, al senso estetico degli abitanti, all'abilità degli scalpellini locali di produrre arte.
Se questi portali sono testimonianze di una storia collettiva, emerge che essi hanno anche una natura morale e, come tale, vanno salvaguardati per non dissipare l'identità culturale di un paese.
Di qui l'urgenza del loro recupero, anzi del recupero edilizio di tutto il 'centro storico' di San Marco in Lamis, ardentemente auspicato dal curatore del volume.
Dalla lettura di questo libro emergono altre riflessioni di carattere generale.
Il 'centro storico' non è solo un semplice aggregato abitativo. E' anche un 'luogo' in cui, nel corso di secoli, si sono svolti processi di sviluppo economico, espresse azioni politico-amministrative, appianati contrasti di interessi pratici, coltivate forme di solidarietà e pratiche di pietà, manifestati rapporti tra abitanti ed ambiente circostante.
Ne consegue che ogni intento progettuale colto alla salvaguardia ed al riuso del patrimonio edilizio del 'cuore antico della città' non può sottrarsi al compito del recupero della 'cultura del luogo'.
(Servizio di cronaca per La Gazzetta del Mezzogiorno, 4 gennaio 1998)