Un volume che onora gli artigiani dello scalpello pugliese
I PORTALI DI SAN MARCO IN LAMIS MEMORIE DI PIETRA ED ESPRESSIONE DI EVOLUZIONE STORICA
Crsec Fg/27, I Portali, Memorie di pietra nella vita quotidiana di San Marco in Lamis.

Dopo le precedenti esperienze editoriali di ricerca sul territorio, il Crsec Fg/27 di San Marco in Lamis, in collaborazione con l'Amministrazione comunale e la Scuola Media Statale 'Pascoli', ha pubblicato un volume dal titolo I Portali, memorie di pietra nella vita quotidiana di San Marco in Lamis. L'introduzione, i testi e le didascalie sono stati curati da Antonio Del Vecchio, operatore del Centro promotore, mentre l'apparato fotografico è stato realizzato da Giuseppe Orlando e Antonio Accadia.
Il libro tenta, attraverso tappe toponomastiche, di ripercorrere il filo della memoria cittadina e dello sviluppo urbanistico degli ultimi due secoli. Si tratta di documenti litografici, in cui le pietre diventano espressione di un'evoluzione storica passata a recente.
Gli itinerari ripetono i vari piani di edificazione e costruzione di nuovi anelli abitativi a spina di pesce, soprattutto intorno al centro abitato, occupando man mano le pendici dei monti che circondano la valle sammarchese.
I portali presenti nel volume ricalcano la mano esperta e laboriosa di avveduti artigiani dello scalpello, frutto di una alacre tradizione in loco di ottima fattura.
Si nota una certa tendenza a far prevalere nella costruzione dei portali gli archi a tutto sesto più che a sesto acuto; ciò è dovuto forse all'uso pratico che essi dovevano svolgere. Oltre all'aspetto preminentemente decorativo va aggiunto quello di vettore di luce, soprattutto nei numerosi sottani, costruiti per lo più senza finestre; oppure nei vestiboli, quasi tutti ciechi, dei grandi palazzi signorili.
Il taglio del volume risente molto di una impostazione tipicamente giornalistica per la prevalenza di elementi più propriamente cronachistici e informativi, piuttosto che di un'analisi storica vera e propria. Infatti la fonte principale dell'intero excursus lapideo è affidata alla viva voce di scalpellini e muratori del posto (De Sol e Tantaro) che divengono, nel contempo, il documento diretto di una informazione nel complesso dettagliata. Anche il profilo decorativo dei portali è analizzato con un linguaggio asciutto e lineare, tipico di certi servizi di reportage.
Il volume comunque costituisce di per sé un punto fenno, come stimolo ad intraprendere nuove ricerche nell'ambito del sommerso in modo da garantire la continuità temporale di un passato che non può morire.
(dal quotidiano Puglia, venerdì 16 gennaio 1998, p. 15 Cultura)