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Rivista popolare di politica, lettere e scienze, Anno XVII, N. 17, Roma 15 settembre 1911, p. 450
I gesuiti rossi vergognosamente si contraddicono.
A proposito della lotta elettorale nel Collegio di Montefiascone dove contro il candidato socialista Susi si porta il marchese Guglielmi, l'Avanti scrive:

Illustrazione da "L'Asino" n. 10, 1912 di Galantara e Podrecca.
Illustrazione da "L'Asino" n. 10, 1912 di Galantara e Podrecca.
Il Governo di Giolitti non si smentisce mai; non c'é elezione in Italia, nella quale si trovino di fronte candidati diversi, in cui Giolitti non sostenga il più avariato purché nel suo programma prometta di essere servo umilissimo del padrone. In questi giorni nel Collegio di Montefiascone tutte le autorità si sono messe al servizio del marchese Guglielmi, uomo che semina oro per raccogliere voti, inaugurando in quei paesi i sistemi della corruzione più sfacciata per procurarsi ad ogni costo un seggio in parlamento. E la contrattazione del voto avviene in una pubblica piazza senza sotterfugi e sotto gli occhi vigili dei delegati di pubblica sicurezza e dei militi della benemerita”.

Illustrazione da "L'Asino" n. 10, 1912 di Galantara e Podrecca.
Illustrazione da "L'Asino" n. 10, 1912 di Galantara e Podrecca.
Tutto questo dimostrarono nei loro discorsi alla Camera gli on. Colajanni, De Felice, Morgari e tutti i gesuiti rossi; tutto questo collo stesso senso se non con identiche parole ha sostenuto la Rivista popolare nelle sue polemiche recenti contro..... l'Avanti; tutto questo con lusso di documentazione ha dimostrato G. Salvemini nel suo noto libro sul Ministro della mala vita; tutto questo con meravigliosa lucidezza lo stesso Salvemini in un articolo della Conquista di Bari (10 settembre) in cui, come quattro e quattro fanno otto, riprova che la vittoria del Gran Mazziere giolittiano (De Bellis) nelle elezioni generali del 1909 fu una truffa, anzi un brigantaggio protetto da Giolitti, fu tanto un atto di brigantaggio, che Morgari - il quale tace sempre pur non essendo partito pel Giappone... annunziò di togliere il saluto a coloro, che serbavano buoni rapporti col gran mazziere, senza pensare, lo imprudente, che avrebbe dovuto toglierlo a gran parte dei suoi amici politici...
Ma se tutto questo viene ammesso e confessato dall'Avanti, con quale coraggio, con quale sfacciataggine esso stesso ha sostenuto la polemica aspra, a base di sofismi e di menzogne, contro Colajanni, che si ribellò contro la vergognosa diffamazione di Bissolati perpetrata nella Camera a danno del mezzogiorno e per la glorificazione di Giolitti?
Il motto per ridere. Nel Corriere di Catania, diretto dall'on. De Felice si rimpiange il banchetto dato da lui e dai suoi amici all'on. Giolitti nel ridente seno dell'Ognina. Oh! se il tempo è galantuomo.