Leonardo Giuliani (nella illustrazione) fu il cronista più completo dei fatti del Brigantaggio
Leonardo Giuliani (nella illustrazione) fu il cronista più completo dei fatti del Brigantaggio
La resistenza però continua, e il governo militare continuerà a commettere gli stessi errori, lasciando spesso e facilmente sguarnita la piazza sammarchese. Errori che, come abbiamo visto, esasperavano il sindaco De Theo, il quale, non a torto, nei suoi numerosi appelli, ricorreva a frasi coraggiosamente aggressive e franche anche nei confronti del governatore. E tutto questo, qualche mese dopo l’invasione, spingerà l'ardimentoso sindaco a dimettersi.
Nelle pagine che seguono, come nelle precedenti, sempre del Giuliani, il più organico cronista, il corsivo è nostro; si vuole così, come già precedentemente, confermare ancora una volta la bontà della nostra tesi contro quella sostenuta dal giudice di Trani, il quale non vede altro che la sola natura criminosa dei protagonisti.
Così il Giuliani incalza:

'Per tutto questo i briganti, fatti più baldanzosi, spediscono delle persone per fare scarcerare le loro donne, arrestate nel giorno 16, con la minaccia di rientrare in paese, in caso contrario. Osano infatti, in questo stesso giorno 16, scendere per il Monte Melisci, ed avvicinarsi fin sopra le case della Strettola. Un nuovo bisbiglio ed un serra serra succede nel paese, ma tosto si calmò, quando i pochi armati ed i soldati li posero in fuga. Si credé per questo fatto che nel seguente giorno 17 il paese fu posto in assedio, proibendosi l’uscita per le campagne, ma tale stato durò poco, perché fu tolto il cordone alle ore 14.
Quei pochi poliziotti venuti col Delegato seppero veramente mostrare solerzia e vigilanza nel fare gli arresti, e specialmente ne diedero prova nel seguente fatto. Il figlio di Domenico Rago, detto ‘Libioso’, giovane ammogliato, senza essere inquisito dalla giustizia, senza essere un soldato sbandato, ma sibbene per indole maligna, si diede ad affiancare la masnada che entrò in paese, e veramente ne mostrò una delle principali parti; avendo fatto in quella circostanza molti spogli di danaro, armi e robe di ogni genere. Costui adunque, non avendo seguito gli altri briganti nella campagna, se ne stava latitante per queste vicinanze, e la sua oltracotanza arrivò a tanto che la notte pernottava con la moglie. Fu ciò a notizia dei poliziotti, i quali, essendosi portati, alla fine della sera del giorno diciotto, alle ore due e mezza, lo arrestarono in casa in cui entrava inosservato. Il babbione pensava che l'arresto lo portava ad una semplice pena correzionale, perché tutta la notte che fu in quartiere la passò con indifferenza con quelle guardie, ma non dové così durarla, poiché alle ore otto e mezza del vegnente mattino 19 fu fucilato ai piedi della

San Marco in Lamis: la 'croce del piano', dove venivano fucilati od esposti i briganti. E' stata distrutta.
San Marco in Lamis: la 'croce del piano', dove venivano fucilati od esposti i briganti. E' stata distrutta.
Croce del Piano. Fu questo il primo che con il suo sangue contaminò quel luogo, per cui oggi è lasciato il proverbio di maledizione: ‘Alla Croce! alla Croce!’.
I rimanenti giorni di questo mese di giugno, infausto nella cronaca sammarchese quanto quello dell’ottobre 1860, passarono col farsi arresti, richiamarsi e mandarsi soldati, serbando per quanto si è potuto non solo l’ordine e la tranquillità, ma anche la sicurezza del paese che, malgrado la presenza della forza e la solerzia dei preposti alla cosa pubblica, dal di fuori veniva minacciata dai briganti e dal di dentro era malsicura pel malcontento del popolaccio facinoroso, il quale fin da quando Francesco II dava ai suoi popoli una costituzione liberale, da esso fu creduta favorevole solamente ai così detti nazionali, (che era quella parte minima la quale accoglieva certamente di buon grado le libere istituzioni); molto più di poi quando videro caduto il Governo Borbonico: in allora sì che il galantomismo gli venne tanto in uggia, che di continuo ne meditava non solo lo spoglio, ma anche l'esterminio. Fu perciò che il paese venne invaso da pochi briganti, e fu per questo ancora che la banda cresceva alla giornata, mentre, se in altri tempi vi occorreva il delitto per far sorgere bande facinorose, in questi tempi bastava un ‘Viva Francesco Secondo’, per aver pretesto di fuggire in campagna e mettersi a cavallo, giusta la espressione popolare in uso.
Organizzatesi adunque in tal modo il brigantaggio, ed a misura che i bottini contro dei voluti nazionali si succedevano, la banda cavalleresca si aumentava; e l’istessi sbandati che, per grazia, erano stati incorporati negli Eserciti Italiani, per terminare il loro impegno, disertavano alla giornata dalla bandiera tricolore, e venivano ad arruolarsi alla bianca, capitanata da Del Sambro, il quale, dopo la morte di Agostino Potecaro, ne assunse il comando, col nome di Generale di Campagna. Anche dei sbandati dei circonvicini paesi garganici venivano di mano in mano ad accrescerne le fila e fu perciò che tutto l'agro sammarchese divenne il covo dei tristi e il rifugio di tutti i malviventi. E fu per questo ancora che, incominciate le sortite per li tenimenti limitrofi, e soffrendosi spogli, ricatti ed assassinii, Sannicandro, Cagnano, San Giovanni, Rignano, Viesti, Ischitella e quasi tutti i Comuni del Gargano, perché la masnada si trovava ingrandita dai sbandati di ognuno dei detti municipi e dai quali se ne tiravano le fila dei criminosi avvenimenti nelle patrie rispettive, il nome sammarchese divenne ludibrioso ed esiziale, per le villanie ed ingiurie che dovevano riceversi al primo annunciarsi che essi facevano, ogni volta che, per li loro affari, portar si dovevano in qualunque parte della Provincia.
Nel contempo che il Gargano era così infesto, altre bande ancora si sentivano in diversi punti della Provincia, per cui il quadro nominativo degli individui datisi al brigantaggio in tutta la Provincia, pubblicato dalla Prefettura di Foggia nel settembre 1862, si faceva ascendere al numero di 509, tra i quali 50 sammarchesi; non venendo però computati in questo numero altri tanti circa uccisi e fucilati prima di questo tempo'.