Finalmente una strada per S. Severo.
In questo periodo di tempo le nuove strade rotabili che, dipartendosi da S. Severo, si andavano aprendo lungo il Gargano verso S. Nicandro e S. Marco, importarono anche un non lieve sacrificio di sangue; scotto pagato soprattutto dai costruttori, dagli ingegneri e dagli addetti al genio civile, sovraintendenti militarmente ai lavori.

Ponte sulla strada S. Marco in Lamis-Stignano-S. Severo, costruito dal Genio Piemontese.
Ponte sulla strada S. Marco in Lamis-Stignano-S. Severo, costruito dal Genio Piemontese.
'Era stata già risoluta nel Consiglio Provinciale, tenuto nei primi giorni di febbraio, ed anche superiormente ritenuto, la costruzione della rete garganica, ossia tante braccia di strada rotabile, fra le quali figurar doveva per primo la strada che unir doveva S. Marco a S. Severo. L’attuazione era del Governo, per cui nel giorno 4 marzo, per prima, vengono qui due compagnie di zappatori del genio, e nei seguenti giorni altre tre, delle quali due si fissano sulla Posta dei signori Gravina a Foresta, per fare il tratto da Brancia a Stignano, ed una nel Convento per lo tratto da quivi alla Cappella, facendosi il resto dalle compagnie di qui. Se era di sommo compiacimento la costruzione di una strada per la valle di Stignano, la quale era stato il desiderio di tutti i tempi, lo dica chi potesse ricordarsi o chi voglia fare attenzione ai burroni che quella valle tuttora offre, o agli avanzi dell’antica via, che possono ancora distinguersi nelle parti più scoscese e dirupate della stessa. Chi aveva cara la vita la scendeva a piedi, per timore di precipitare ad ogni passo insieme con la sua vettura. E di queste povere bestie chi può dire quante ne [furono] precipitate passandovi cariche, specialmente nei giorni di pioggia? Siccome poi lo studio di questa precipitosissima strada tenne occupato qualche tempo gli ufficiali del genio per fissare e tracciare i punti della nuova via, così, prima di dire della sua inaugurazione al cominciamento, diremo qualche cosa dei vari episodi accaduti nel frattempo di questa desideratissima costruzione d’inaspettata provvidenza. Era partito nel 17 scorso febbraio il distaccamento del 26°, ed era stato rimpiazzato, nel medesimo giorno, da quello del 55°. Usciti in perlustrazione nel giorno 6 marzo con una compagnia di guardia nazionale, nella sera medesima ritornarono con una buona caccia di quattro briganti che uccisero nella contrada Canalone, e tutti e quattro erano di Apricena. Nel giorno 15 poi parte per Apricena questo distaccamento, ed il comando lascia al capitano del genio, il quale, per ordini ricevuti nel 16, pubblica un altro assedio di 15 giorni. Per cui tutti quelli che erano in campagna dovevano ritirarsi: ai soliti luoghi fuori del paese, furono situati dei posti di soldati per notte e per giorno, e le pattuglie di soldati e guardie cominciarono le perlustrazioni per la campagna'.