Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
Nella sezione Storia>>Panfilo Gentile è da scaricare il libro completo, diviso in 9 capitoli, Polemica contro il mio tempo
N.B. Non tutti i nuovi file caricati vengono segnalati per il "Download"!!! Download
Toggle Bar

Gaetano Salvemini

 
  • Qualche sasso in capponaia

    Qualche sasso in capponaia

    Venerdì, 19 Ottobre 2018 - 62.94 Kb - pdf - b34ec605b94050654157d917bfb5cb78 - Un articolo di Gaetano Salvemini tratto da 'Il Mondo' del 24 dicembre 1949[...] 'Da quando ero piccina', mi diceva pochi giorni or sono una donna del popolo, 'io sono stata sempre socialista'. 'Che cosa intendi per socialista?'. 'Intendo che ci dovrebbe essere un po' di bene per tutti. Mi avvicino alla vecchiaia; allora non potrò più lavorare; non è giusto che io vada a Montedomini o a domandare l'elemosina'. Quella donna non aveva mai domandato in vita sua la socializzazione degli strumenti di produzione e di scambio.Su mille seguaci dell'apparato comunista, forse non uno ha un'idea precisa di quel che gli darebbe 'Baffone', ma tutti vogliono 'un po' di bene per tutti'. Gli uomini raccolti a Firenze vogliono che ci sia un po' di bene per tutti, anche se hanno sepolta questa loro umanità, che è la sorgente perenne del socialismo, sotto una piramide di parole insulse. Non solo vogliono un po' di bene per tutti, ma sentono che quel po' di bene per tutti si può raggiungere soltanto attraverso una azione politica nuova, nella quale non si sperperino attività preziose, come sono state sperperate negli anni trascorsi. [...]

  • Salvemini illustrato da E.Rota

    Salvemini illustrato da E.Rota

    Domenica, 20 Gennaio 2019 - 368.26 Kb - pdf - febbea85beafdf101345c45e2a8382a8 - Ettore Rota, Una pagina di storia contemporanea: Gaetano Salvemini, in “Nuova Rivista Storica” Anno III, Fasc. IV, Società Editrice Dante Alighieri, 1919, pp. 311-395: L'uomo, il combattente, i metodi di lotta. [...] Ettore Rota Nacque a Milano il 3 marzo 1883. […] Nel 1917 insieme con Corrado Barbagallo, Antonio Anzilotti e Guido Porzio fondò la Nuova Rivista storica nel cui programma si asseriva che si voleva dare largo spazio alla storia sociale, economica, politica e delle idee. Nei primi due anni della rivista Rota intervenne con articoli che proseguivano i suoi studi sulle relazioni culturali tra Francia e Italia (Nazionalismo e storicismo. Rapporti di pensiero tra Italia e Francia avanti e dopo la Rivoluzione francese, in Nuova Rivista storica, I (1917), 1, pp. 21-55; 2, pp. 294-338; II (1918), 2, pp. 190-208; 5-6, pp. 523-555). […] Rota morì d’infarto il 23 agosto 1958 a Cannobbio, allora in provincia di Novara (oggi del Verbano Cusio Ossola).

  • La ragioni dell'intransigenza

    La ragioni dell'intransigenza

    Martedì, 14 Luglio 2020 - 80.85 Kb - pdf - 30329735f1f43dcece8152d74f811ce0 - Nino Valeri, Gaetano Salvemini, in L'Astrolabio, pagg. 36-37, n. 8, 1963 [...] Avendo dedicato la mia attività politica al problema del Mezzogiorno, mi sono trovato senza base nel Mezzogiorno, che è troppo ignorante, inerte, troppo pezzente intellettuale e morale per vedere i suoi diritti e per sostenere chi sostiene i suoi diritti. In provincia dì Bari non più di una mezza dozzina di persone ha capito, dopo venti anni di propaganda, le mie idee. I contadini hanno intuito confusamente che ero con loro, ma non erano in grado di creare un movimento organico, povera gente! Avevano bisogno di una classe dirigente che li inquadrasse; ma non l'hanno trovata. Nel decennio 1904-1914 io non riescii i a raccogliere intorno a me nessun gruppo abbastanza numeroso di piccoli borghesi: questi sentivano che ero loro avversario. Vennero con me appena cinque o sei giovani generosi ma non pratici, gli altri - pochi del resto - non valevano niente, e non capivano niente. Il più forte nucleo di miei seguaci piccolo-borghesi, quelli di Molfetta, non aveva che una preoccupazione: farsi aiutare da me, sventolarmi come bandiera per uccellar voti nella conquista del Comune. Dopo la guerra, sembrò che i combattenti venissero con me; ma questa era una tale razza di mascalzoni, che sudo freddo a pensare di essermi unito con loro! Ed ora sono andati a finire al fascismo: anche qui la massa dei contadini è buona, i condottieri sono piccolo-borghesi meridionali, quali li ho descritti io per la prima volta meritandomi i loro odii. [...]
Powered by Simple