Joseph Tusiani è un poeta e scrittore di San Marco in Lamis (FG), dove è nato nel 1924.
Joseph Tusiani è un poeta e scrittore di San Marco in Lamis (FG), dove è nato nel 1924.
Per qual ragione l'autore di questo libro si sia voluto rivolgere a me, invece che a un Pasquale Soccio o a un Tommaso Nardella, storici insigni delle nostre res patriae, ancor non riesco a capire del tutto. Una mia presentazione può soltanto equivalere a un simbolo o, meglio, a una sintesi di impressioni più poetiche che storiche dinanzi a un quadro di nota toponomastica che mi par di scoprire per la prima volta. Che non abbia voluto, il valente amico bibliotecario, affidare a un sammarchese lontano, qual io sono, l'incarico, improbo e gioioso, di dirgli con quali sensazioni di sorpresa o nostalgia potrà essere accolta questa sua meticolosa ricerca fra gli emigrati d'America o d'Australia? In tal caso, semplice è la mia risposta: il suo libro vale più per noi espatriati che per gli amici ‘ch'un muro ed una fossa serra’. Quasi sognando, cioè, noi dell'altra sponda possiamo avvalerci di questo suo filo salvifico nel labirinto d'un paese che, altrimenti, stenteremmo a riconoscere.
Scorrere le pagine del Ciavarella vuol dire risalire alle origini della storia della nostra valle. Secoli remoti si trasformano, come d'incanto, in ore vicine, e quel che fin a ieri sembrava oscuro si illumina di bagliori inattesi e finalmente rivela il particolare insperato o il nesso mancante. Si tratta, insomma, di una rieducazione civica che implica, da una parte, l'accettazione dei nuovi valori storici e sociali che hanno ampliato la
civitas sammarchese, e consiglia, dall'altra, l'abbandono di viete formule non più sostenibili in luce moderna. Era giusto, cioè, che una leggendaria toponomastica esaltatrice d'ignoti coloni o pingui artigiani cedesse il posto alla verità storica di nomi quali Francesca De Carolis e il gesuita Padre Piccirelli, un sammarchese, questi, la cui fama è ancor viva nello Stato di New York.
Il demanio di San Marco in Lamis (FG) nel 1859.
Il demanio di San Marco in Lamis (FG) nel 1859.
Confessando le mie lacune, rese ancor più gravi da un trentacinquennio di assenza, affermo di conoscere per la prima volta l'intera pianta della città dove son nato. Servendomi di questo prezioso
vademecum, percorro ogni strada, osservo ogni vicolo, controllo ogni nome, e dal Ciavarelta apprendo quanto mi ero chiesto da bimbo: per esempio, il perché di una Via Domizio, ‘centimolaro’ settecentesco, e la spiegazione di Via Ferrarello, dal fabbro Ferraredde del secolo scorso, ‘certo Vincenzo Bonfitto, piuttosto basso di statura, che possedeva un piccolo appezzamento di terreno in contrada Casarinello, proprio a ridosso del canale le cui tracce sono tuttora visibili. Poiché la pioggia, soprattutto d'inverno, allagava spesso il canale impedendogli il passaggio da una parte all'altra di esso, un giorno prese l'ardita decisione di costruirsi da sé un ponticello di legno, che fu subito detto lu ponte de Ferraredde. E dal momento che allora la contrada Casarinello era quasi un passo obbligato per tutti coloro che dovevano recarsi al convento di San Matteo, a San Giovanni Rotondo e a Foggia, fu così che tutti trovarono molto comodo passare per il ponte de Ferraredde, che acquistò subito tutta quella notorietà che ancor oggi si conserva’.
Nella sua Introduzione, davvero luminosa, Matteo Ciavarella traccia un profilo storico di San Marco in Lamis, illustrandone poi il progresso civile attraverso la sua toponomastica: geografia, storia e musica d'Italia, lapidariamente presentate ai suoi cittadini come imprescindibili lezioni di vita nazionale.
Mi chiedo ora, io lontano e famelico di notizie natìe, qual valore potrà mai avere questo libro, che mi rende fiero delle mie radici garganiche, per i sammarchesi che dal Gargano non si sono distaccati un sol giorno. Non so; ma sta anche a loro, soprattutto a loro, usarlo come guida non dico turistica ma spirituale.
La letteratura, scrisse il Borgese, è merce; e, per quanto concerne la fama del nostro paese - vale a dire la rivalutazione di ogni sua via e la sacralità d'ogni suo
mugnale - io non vedo merce più esportabile (di casa in casa, di mano in mano) di questo mirabile studio del Ciavarella.

Joseph Tusiani

Herbert H. Lehman College
City University of New York, febbraio 1982