Via Tenente Contessa

S. Marco in Lamis. Via Tenente Contessa (1897-1917).
S. Marco in Lamis. Via Tenente Contessa (1897-1917).
Settima traversa di Porta S. Severo. La denominazione compare per la prima volta, nei registri dei Nati dello Stato Civile, nel 1922.
Nato a S. Marco il 24 ottobre 1887 da Nicola e Angela Maria Schiena, il sottotenente Luigi Contessa del 14. Reg. Fanteria 10. Compagnia, al quale la via è intitolata, morì nella prima guerra mondiale sul Monte Sei Busi colpito alla fronte da una pallottola di fucile, e lì rimase sepolto. Gli è stata assegnata alla memoria una medaglia di bronzo con la seguente motivazione: ‘Durante l'assalto incitava con la parola e con l'esempio i soldati, spingennosi fino ai reticolati nemici, presso i quali veniva colpito a morte. Monte Sei Busi 20 luglio 1915’.
Poiché il Contessa era stato costretto a interrompere gli studi proprio in prossimità della laurea, il 14 luglio 1917 il Rettore Magnifico dell'Università degli Studi di Napoli lo proclamava ‘a titolo d'onore Dottore in Medicina e Chirurgia’.
Via Antonio Cursio
S. Marco in Lamis. Via Antonio Cursio (1920-1940).
S. Marco in Lamis. Via Antonio Cursio (1920-1940).
Sesta traversa sinistra di Via M. La Piscopia. Denominazione de
liberata dal Consiglio comunale nella seduta del 15 settembre 1970.
Antonio Cursio, fabbro ferraio, nacque a S. Marco da Agostino e Raffaela Iannacone il 12 maggio 1920. Morì il 21 dicembre 1940 per ferite riportate in guerra.
Via Tenente D'Agruma
Sesta traversa di Porta S. Severo. La denominazione compare per la prima volta, nei registri dei Nati dello Stato Civile, nel 1921.
E' intitolata a Antonio D'Agruma, nato a S. Marco il 12 maggio 1889 da Giuseppe e Maria Carmela Ciavarella. Egli partecipò alla prima guerra mondiale come sottotenente di complemento del 39° Reggimento Fanteria e il 25 giugno 1916 cadde sul campo di battaglia colpito da uno scoppio di granata. Gli venne assegnata una medaglia di bronzo con la seguente motivazione:

‘Durante il combattimento conduceva con slancio e coraggio il suo plotone fin sotto i reticolati nemici. Il giorno successivo rimaneva impavido in piedi, sotto il tiro dell'artiglieria avversaria per indicare ai suoi dipendenti gli spostamenti da eseguire, e cadeva fulminato da un colpo di granata. Castelnuovo, 24-25 giugno 1916.

Via Luigi Daniele

S. Marco in Lamis. Via Luigi Daniele (1897-1918).
S. Marco in Lamis. Via Luigi Daniele (1897-1918).
Prima traversa destra di Via Ten. Mario Giordano. Denominazione deliberata dal Consiglio comunale nella seduta del 15 settembre 1970.
Luigi Daniele nacque a S. Marco il 19 settembre 1897 da Matteo e Grazia Stanco. Partecipò alla prima guerra mondiale militando nel 268. Rgt. Fanteria. Il 15 giugno 1918 cadde sul Piave e fu decorato con medaglia d'argento al valor militare con la seguente motivazione; ‘Costante, mirabile esempio di risolutezza e di ardimento, infliggeva perdite sanguinose ad un nucleo avversario che tentava di rompere nelle nostre linee. Colpito da una bomba a mano, lasciò la vita sul campo. Medio Piave 15 giugno 1918.
Via Tenente Del Mastro
Ottava traversa di Porta S. Severo. La denominazione compare per la prima volta, nei registri dei Nati dello Stato Civile, nel 1924.
Intitolata a Angelo Del Mastro, nato a S. Marco il 18 marzo 1893 da Francesco Paolo e Maria Arcangela Saracino. Sottotenente di complemento del 201 Rgt. Fanteria nella prima guerra mondiale, rimase disperso il 1° novembre 1916 sul Carso, in combattimento.
Via Sottotenente Vincenzo De Luca
S. Marco in Lamis. Via Sottotenente Vincenzo De Luca (1921-1943).
S. Marco in Lamis. Via Sottotenente Vincenzo De Luca (1921-1943).
Dodicesima traversa destra di Via M. La Piscopia. Denominazio
ne deliberata dal Consiglio comunale nella seduta del 15 settembre 1970.
Vincenzo De Luca nacque a S. Marco il 14 novembre 1921 da Nazario e Angela Rotondo. Dopo le elementari, fu mandato a studiare nell'Istituto dei Salesiani di Bari, dove rimase tre anni guadagnandosi tre medaglie per profitto e comportamento e dove scrisse, ancora tredicenne, la prima poesia. Si trasferì poi con la famiglia a Barletta facendovi gli studi ginnasiali e scrivendo molte altre poesie. Qui compose pure, a 15 anni, ‘La guerra africana’, poema epico in 17 canti sulla guerra italiana in Africa. Conseguita la maturità a Firenze con ottimo profitto, contro la volontà del padre che lo avrebbe voluto medico, s'iscrisse in Lettere presso l'Università di Napoli. Nel 1939 compose una tragedia intitolata ‘Il Conte Ugolino’, rimasta inedita come tutti gli altri suoi lavori. Oltre che la poesia, Vincenzo De Luca amava molto la musica per la quale aveva sempre mostrato una spiccata tendenza: a 14 anni suonava molto bene il pianoforte e il mandolino. Nel 1941 partì per gli obblighi di leva, frequentando il corso di allievo ufficiale di complemento a Ravenna, e poi per la guerra dalla quale non avrebbe più fatto ritorno. Venne dato per disper­so in occasione del combattimento di ripiegamento dal Don (Russia) avvenuto nella terza decade del mese di gennaio del 1943 nella zona di Scheljakino ‘Warwarowha Nicolajewka’.
Via Sottotenente Leonardo Di Carlo
S. Marco in Lamis. Via Carlo di Renzo (1893-1915).
S. Marco in Lamis. Via Carlo di Renzo (1893-1915).
Tredicesima traversa destra di Via M. La Piscopia. Denomina
zione deliberata dal Consiglio comunale nella seduta del 15 settembre 1970.
Leonardo Di Carlo nacque a S. Marco il 14 novembre 1917 da Nazario e Michelina Esposito. Partito per la guerra, si disperse sul fronte greco a Cefalonia il 9 settembre 1943 e tu dichiarato irreperibile dal Com. Distr. Militare di Foggia il 6 febbraio 1946.
Via Carlo Di Renzo
Si apre in Piazza IV Novembre e termina in prossimità di Via Fiume. Denominazione risalente al 1915.
Carlo Alberto Di Renzo nacque a S. Marco il 29 gennaio 1893 da Ferdinando e Augusta Perasso. Prese parte alla prima guerra mondiale come sergente de1 12° Rgt. Bersaglieri e cadde da valoroso sul campo di battaglia, conseguendo una medaglia di bronzo con la seguente motivazione: ‘Insieme con pochi bersaglieri tenne saldamente una posizione di grandissima importanza, sotto il fuoco intenso dell'avversario, finché fu ferito. Monte Merzili, 1. giugno 1915’.
Via Matteo La Piscopia
Ha inizio dal punto di confluenza fra Piazza Oberdan e Via Celano, e dà il nome a un lungo tratto della strada nazionale S. Marco in Lamis - S. Giovanni Rotondo. Denominazione deliberata dal Consiglio comunale nella seduta del 28 febbraio 1951.
Nato a S. Nicandro Garganico il 21 giugno 1895 da Nazario e Incoronata Berardi, Matteo La Piscopia si sposò con Emanuela Modola a S. Marco, dove morì 1'8 dicembre 1932. Bersagliere del 6° Reggimento, partecipò alla prima guerra mondiale distinguendosi come soldato impavido e valoroso e conseguendo ben due medaglie d'argento. La prima, gli venne assegnata in seguito ai combattimenti svoltisi il 23 e 28 maggio 1917 sul Monte Vodice e sul Monte Santo, con la seguente motivazione:
'Villetta' di S. Marco in Lamis. Monumento ai caduti - Foto del 2002.
'Villetta' di S. Marco in Lamis. Monumento ai caduti - Foto del 2002.
‘Sempre tra i primi nei vari attacchi sferrati contro le posizioni nemiche, partecipava volontariamente a pericolose azioni da pattuglia. Nei violenti contrattacchi nonostante l'intenso tiro di sbarramento, inseguiva l'avversario in fuga con lancio di bombe a mano, dando esempio di coraggio e di alte virtù’. La seconda, seppe guadagnarsela in una memorabile impresa avvenuta il 4 dicembre 1917 sul Monte Badenecche, riuscendo a volgere in suo favore, con estrema freddezza e temerarietà, una situazione che per lui si era messa a mal partito. Ed ecco la motivazione di questa seconda decorazione: ‘Quale porta ordini di una compagnia, attraversava ripetutamente tratti di terreno battuto dall'artiglieria e fucileria avversaria, disimpegnando con sprezzo del pericolo e coraggio il proprio mandato. Caduto prigioniero, uccideva i due soldati che lo scortavano, e raggiunto il proprio comandante di compagnia si univa ai superstiti del reparto e con essi nuovamente e valorosamente combatteva’.
Via Tenente Limosani
Traversa che interseca, nella parte superiore, Via Piave, Via Vittorio Veneto e Via A. Diaz. La denominazione compare per la prima volta, nei registri dei Nati dello Stato Civile, nel 1923.
Intitolata a Domenico Limosani, nato a S. Marco il 1. gennaio 1895 da Antonio e Maria Arcangela Nardella. Partito per la grande guerra come Aspirante Ufficiale dell'11 Battaglione Bersaglieri Ciclisti, morì il 16 settembre 1916 nell'Ospedaletto da Campo 45 in S. Valentino, in seguito a ferita cranica con frattura della base. Fu sepolto nel Cimitero del Comune di Fiumicello.
Via Giuseppe Pignatelli
Terza traversa sinistra di Via G. Tiani. Denominazione risalente ai primi anni cinquanta.
Giuseppe Pignatelli, nato a S. Marco il 20 giugno 1920 da Pietro e Mariarcangela Aucello, partecipò alla seconda guerra mondiale facendo parte del 79. Rgt. Fnt. e morì l'11 dicembre 1942 a Getrude Sswh (Russia) dopo essere stato ferito da una pallottola di fucile alla regione toracica, Fu sepolto nel Cimitero n. 5 del 79. Rgt. Fnt., tomba 53, situato a un centinaio di metri da un ex-Monastero Ortodosso.
Via Paolo Sabatino
S. Marco in Lamis. Via Paolo Sabatino (1916-1941).
S. Marco in Lamis. Via Paolo Sabatino (1916-1941).
Seconda traversa destra di Via D. Chiesa
; sbocca in Piazza Immacolata. Denominazione deliberata dal Consiglio comunale nella seduta del'28 febbraio 1951.
Paolo Sabatino nacque a S. Marco il 13 marzo 1916 da Luigi e Angela Mossuto. Prese parte alla seconda guerra mondiale come bersagliere del 2. Reggimento 4. Compagnia 2. Brigata, e morì il 2 marzo 1941 nel Caposaldo n. 777 di Val Mezgoran (Albania), in seguito a ferite multiple per scoppio di granata. Non fu possibile recuperarne la salma.
Via Giuseppe Tiani
S. Marco in Lamis. Via Giuseppe Tiani (1916-1943).
S. Marco in Lamis. Via Giuseppe Tiani (1916-1943).
Parallela sinistra di Via M. La Piscopia
; congiunge Piazza Oberdan con Via Padre G.M. Piccirelli. Denominazione deliberata dal Consiglio comunale nella seduta del 28 febbraio 1951.
Giuseppe Tiani nacque a S. Marco in Lamis il 1 maggio 1916 da Giovanni e Rachele La Porta. Caporal Maggiore del 10 Reggimento Fanteria ‘Regina’ nel secondo conflitto mondiale, morì il 3 ottobre 1943 in seguito a combattimento a Cos, isola greca dell'Egeo. Una apposita Commissione Interministeriale poté redigere il suo atto di morte soltanto il 24 gennaio 1952. I resti delle sue spoglie mortali vennero traslati nel Cimitero di S. Marco il 10 ottobre 1954.