Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
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Agli inizi della Selva.
Agli inizi della Selva.
Ora il più gran tratto tenuto a bosco è la Selva Umbra di proprietà demaniale.
Vista dall'alto, questa immensa foresta copre valli e monti nel suo spesso manto nero e si spinge fino al mare. Da Vieste, dove sono le segherie, si parte un tronco di ferrovia a scartamento ridotto che si spinge nell'interno della foresta per 17 chilometri.
La Selva Umbra - Una piccola gora.
La Selva Umbra - Una piccola gora.
Ad un certo punto poco distante dalla caserma delle guardie forestali, abbandoniamo il veicolo per seguire un sentiero che s'interna nella selva. La vegetazione si fa sempre più spessa, più intricata; è un rigoglio vegetale senza confronto per me. Il sotto-bosco è così folto da formare come un'alta muraglia ai due lati del sentiero, una muraglia a traverso la quale non si vedrebbe un uomo a tre passi di distanza. Sui nostri capi le rame si intrecciano foltissime; in certi punti la piena luce del giorno non giunge se non come un pallido crepuscolo. L'impressione che ne provo è indefinibile: questi fruscii che si odono a quando a quando non si sa se per il trascorrere di un serpe o di un ramarro, questo brivido lungo di tutte le rame, di tutti i cespugli, al quale segue l'alto silenzio dei luoghi dove l'uomo passa e non si sofferma; l'isolamento completo; le tortuosità del sentiero dal quale altri sentieri si dipartono ogni tanto sì da formare un inestricabile labirinto, tutto concorre ad aumentare la paurosa grandiosità della selva. Ci si sente piccini e sperduti, un niente nel dominio di una vita secolare che è lontana da noi e che non intendiamo.
Il sentiero non è mai pianeggiante; s'inerpica, discende, si avvolge; scompare nel buio per apparire più lontano tutto punteggiato di dischetti d'oro per il sole che vince; s'inselva e a volte si perde fra i rovi che ne cancellano la traccia. Da mezz'ora, forse, si procede verso l'alto; non chiedo alla mia guida ove mi conduca.

Selva Calinella - Un sentiero.
Selva Calinella - Un sentiero.
La Selva Calinella.
La Selva Calinella.
La Selva Calinella.
La Selva Calinella.
La Selva Calinella - Sul mare.
La Selva Calinella - Sul mare.

Attraversiamo qualche radura ove, stesi al suolo, sono alberi giganti: paiono abbattuti dalla furia di un fulmine. Più innanzi un mormorìo sommesso di voci ci avverte che ci avviciniamo ad un luogo abitato, qualche passo ancora e si sbuca in una grande radura, la maggiore fra quante ne abbia visto fino ad ora.
Attorno a vari piccoli crateri, dai quali escono tenuissime trame di fumo, stanno i carbonai, gli alberi giganti si accalcano intorno; solo, a levante, è un varco verso il quale la mia guida mi conduce. Il panorama che mi si svela ad un tratto è fra i più incantevoli.

Ai limiti della Selva - Bimbi.
Ai limiti della Selva - Bimbi.
A destra e a sinistra, innanzi a me, fino al mare lontano, per un seguito di alture e di valli che di quassù si abbraccia nella sua aspra configurazione, la foresta dilaga in una massa compatta ed uguale. E' un brivido di rami che si stende per tutta la terra fino al limite del mare, il quale pare si inoltri fra gli alberi, si addentri per lunghi bracci nella selva. non una casa, non una capanna né una radura, tutto è ugnale, tutto è nero ed è così da millennii in una antichità portentosa. Si ode salire il vento che acquista suoni speciali; lo si vede avanzare anche, nel mareggiare delle rame che formano una superficie compatta.
Selva di Calinella - Torre di Monte Pucci.
Selva di Calinella - Torre di Monte Pucci.
Dal breve varco aperto su l'infinito, la foresta mi disvela il suo cuore.
Come mi rivolgo, vedo i carbonai intenti ad aprire le buche del carbone. Lavorano di lena senza parlare; uno solo si leva e mi chiede se sono un inviato dal Governo: alla mia risposta negativa resta sorpreso, e con ragione perché quassù non capitano se non inviati governativi; che potevo andarci a fare io per mio conto?
Riprendiamo la strada. Pulputulo mi narra storie di pastori e di lupi, di briganti e di soldati. I lupi sono molto frequenti nella Selva Umbra ed assaltano con facilità le greggi.
- In un giorno solo, un pastore amico mio, ne uccise tre - mi dice Pulputulo.
Poi soggiunge come commento: - E guadagnò sette pecore!
Verso sera siamo alla Selva Calinella; una deliziosa selva di pini marittimi che si distende lungo il mare, ne incorona le rade, le mille anfrattuosità, scende fin sugli scogli, inquadra, fra i suoi tronchi vetusti, superbe marine.
Vieste, la remota, la perduta dal mondo, è laggiù, oltre gli ultimi scogli. Fra poco piacendo al destino, ne vedremo l'ardito profilo. Mi torna in mente una canzone di dispetto udita altre volte ad Otranto:

Li Turchi se la puozzono pigliane
La puozzono portare a la Turchia
La puozzono fa Turca da Cristiana!
E fu il destino della misera terra