Castanea sativa

Caratteristiche

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  • Nomenclatura e sistematica:

    Castanea sativa Miller = Castanea vesca Gaertn. Castagno comune. Classe: Dicotiledoni, Famiglia: Fagaceae.

  • Origine del nome:

    Castanea dal greco kàstanon = castagno; sativa dal latino sativus = coltivato; vesca = mangereccia dal latino vescor: mangiare.

  • Comportamento ed habitat:

    Il Castagno è la specie tipica del Castanetum. In condizioni favorevoli però la troviamo sia nel Fagetum che nel Lauretum dove è arrivata soprattutto perché diffusa dall'uomo, sia come pianta agraria che forestale. Ama i terreni acidi e soprattutto ricchi di potassio; non va bene nei terreni calcarei che tollera poco.

  • Diffusione:

    Il Castagno vegeta in Italia dai 200-300 sino agli 800-900 metri slm. E' presente sulle Alpi, sugli Appennini e nelle isole. Manca nella Pianura Padana e, sul versante adriatico, è presente quasi solo sul Gargano.
    Sul Gargano, benché la maggior parte dei terreni possa essere ascritto al Castanetum, il Castagno non è molto diffuso. Vi sono circa 350 ettari in gran parte come castagno da frutto che tende a regredire verso il bosco ceduo. Non vi è infatti una coltura specializzata per le castagne tranne in casi sporadici. Le operazioni colturali sono pressoché assenti e sono limitate alle piante che si trovano nei seminativi. In questo caso le cure sono apportate per il seminativo e il Castagno ne beneficia indirettamente. I motivi sono economici. Il prodotto non spunta prezzi elevati sul mercato, miglioramenti varietali non se ne fanno, impianti nuovi non vengono realizzati e la coltura è in gran parte in abbandono.
    Nella Difesa S. Matteo di S. Marco in Lamis si trova molto sporadicamente: qualche esemplare lo si rinviene nell'Orto della Menta e verso la Lammia Vecchia. La sua presenza in massa è lungo il pendio del confine Nord-Est quando dal pianoro, posto a circa 900 metri slm, si scende verso la località Canalone, posta  un centinaio di metri più in basso. Qui il Castagno, ma solo verso la base del versante, che è la parte più umida e fresca della zona, forma dei popolamenti puri, di proprietà dei privati. Partendo dall'alto, invece, nuclei di querce tendono a scendere lungo il versante e a penetrare nel castagneto per un certo tratto formando una zona di transizione a querce e Castagno.
    Il castagneto sul Gargano
    La stima non è fatta in base ai dati catastali ma in base alla conoscenza dei pastori che sul territorio ci vivono da sempre e che quindi lo conoscono meglio di chiunque altro.

    S. Marco in Lamis   220 ettari (Località Cardenale + Bosco Rosso ha 90; Località Coppa di Mezzo + Gallo D'Oro ha 70; Località Piedi Canalone ha 60)
    Cagnano   Località Saleva chiane ha 50
    S. Nicandro Garganico   ha 30
    Vico del Gargano   ha 20
    Monte S. Angelo   ha 10 (per lo più piante sparse tra i seminativi)
    S. Giovanni Rotondo   ha 10 (piante sparse tra i seminativi)
  • Portamento e radici:

    Pianta di grande sviluppo con branche robuste e molto ramificate. In Europa, secondo quanto dice il Fenaroli, è la pianta più longeva potendo arrivare a 3.500 anni. E' anche la pianta che raggiunge i diametri maggiori potendo arrivare ai 20 metri. Per quanto riguarda l'altezza, raggiunge facilmente i 20-30 metri. Spesso sul suo tronco si sviluppano i corpi fruttiferi di alcuni funghi mangerecci tra i quali Fistulina hepatica (lingua di bue).
    Corteccia
    Nei fusti giovani è rossastro-bruna con lenticelle trasversali. Negli individui adulti è brunastra con grosse fenditure verticali a formare cordoni uniti tra loro.
    Gemme
    Rossastre, corte, tozze

  • Foglie:

    Caduche, lanceolate, lunghe 10-20 cm, con margine dentato, con apice acuminato, a base a cuneo, con nervature molto rilevate, con picciuolo di 2-3 cm. Colore verde lucente di sopra e pallido di sotto, piegate verso l'alto a doccia e leggermente curvate lungo l'asse principale. Inserite a spirale sui rami, sembrano disposte in modo alterno su di un unico piano a causa della torsione del picciuolo.

  • Fiori:

    Pianta monoica con fiori maschili raggruppati in glomeruli portati in amenti eretti, lunghi circa 20 cm. Gli amenti, in piccoli gruppi, sono inseriti alle ascelle delle foglie; fiori femminili, di solito 3, posti alla base dell'amento maschile posto più in basso o alla base degli ultimi 2-3 amenti superiori. Sono protetti da un involucro che diventerà il riccio.

  • Epoca di fioritura: Giugno
  • Impollinazione: Avviene prevalentemente tramite il vento, ma anche tramite insetti; le api sono assidue visitatrici dei fiori di Castagno.
  • Frutti: Sono acheni (detti comunemente castagne) i quali maturano nella cupola detta riccio. Nei frutti si distinguono una base con una cicatrice detta ilo e un apice che presenta la torcia, insieme di filamenti duri dato dai resti degli stili e del perianzio disseccati. Quella che comunemente viene chiamata buccia e che può essere di diverso colore che va dal nero al marrone, dal rosso al biondo, è detta pericarpo o epicarpo. La pellicina interna, che può staccarsi più o meno facilmente, è detta episperma. Le castagne che hanno la pellicina facilmente staccabile in dialetto sammarchese sono dette 'mmunnarole'.
  • Confusione e riconoscimento:

    La specie non dà adito a confusione. Si ricordano specie dello stesso genere solo perché si ritiene che costituiscano una soluzione per le malattie più comuni  e pericolose del Castagno che sono il cancro della corteccia, provocato da un fungo, l'Endothia parasitica,  e il mal dell'inchiostro, anch'esso portato da un fungo, il Phytophtora cambivora. Poiché le due malattie hanno provocato grossi danni si è cercato di farvi fronte per mezzo di due sistemi: il primo consiste nell'utilizzo di portainnesti immuni alla malattia: la Castanea crenata, di origine giapponese e resistente al mal dell'inchiostro e la Castanea mollissima, di origine cinese presunta resistente al cancro corticale; il secondo sistema consiste nell'utilizzo di ibridi tra la Castanea sativa ed altre specie. Si cerca, cioè, di fare per il Castagno quanto già fatto per la Vite.

  • Utilizzo:

    Produzione di legname
    Il castagneto governato a fustaia dà fusti diritti e di buon pregio commerciale. Essi sono specializzati per la produzione di legname da opera il quale rappresenta uno dei più importanti prodotti forestali d'Italia. In particolare, il legno del Castagno garganico è molto apprezzato perché resistentissimo alle intemperie. Se ne ricavano assi e infissi che durano secoli, ma è difficile da trovare sul mercato.
    Produzione di frutti (castagne)
    Ci sono delle fustaie specializzate per la produzione di frutti. In questo caso il castagneto è detto 'selva'ed è una via di mezzo tra la coltura forestale e quella agraria. Questo tipo di coltura un tempo era alla base dell'economia di molte zone montane perché capace di fornire castagne (il prodotto principale), un discreto pascolo sotto gli alberi e legna derivante dalla potatura. I funghi erano considerati un di più anche se attualmente è da dire che in certe annate possono costituire il prodotto che dà più reddito. Ora il Castagno da frutto, in forma specializzata, rimane solo in certe stazioni particolarmente favorevoli.
    Produzione di pali in boschi cedui
    Spesso il castagneto è governato a ceduo per la produzione di pali di diverso diametro. In questo caso il castagneto è detto 'palina'. I pali di castagno sono molto resistenti alla marcescenza perché ricchi di tannino. Il ceduo di castagno è il più produttivo di tutti i cedui. Nelle situazioni migliori può raggiungere anche incrementi annui di 20 metri cubi per ettaro contro i 2-4 della Roverella. Questo aspetto fa sì che molti consigliano di trasformare il castagneto da frutto in ceduo. Il taglio è a raso e il turno va dai 10 ai 30 anni per gli assortimenti più grossi.
    Produzione di legna da ardere
    Anche se la quantità di legna prodotta per ettaro e per anno è notevole, bisogna dire che la sua qualità non è molto elevata in quanto dà molta cenere e poca fiamma.
    Produzione di miele
    Le api che si nutrono dei fiori di castagno producono un miele molto scuro.
    Valore paesaggistico
    I castagneti hanno un grande impatto ambientale. Il loro valore, da questo punto di vista, tende ad essere superiore a tutti gli altri valori economici. Infatti, un'azienda agrituristica che abbia un castagneto maturo assume una capacità di attrazione che supera di molto costosi investimenti in termini di miglioramento estetico, sanitario,di accoglienza, ecc.

  • Curiosità:

    Il Castagno è pianta autoctona?
    Sono stati ritrovati in Italia tracce del Castagno nel Terziario. Successivamente, durante la glaciazione di Wurm, sembra che la pianta sia scomparsa dall'Europa per rientrarvi ad opera della diffusione operata dall'uomo, durante l'epoca romana, dalle stazioni più calde dove si era rifugiata. Dunque non ci dovrebbero eccessivi problemi nel riconoscergli l'indigenato in quanto, secondo Pignatti, pur se aiutata dall'uomo, dopo la glaciazione di Wurm ha ripreso il suo spazio originario.
    Una storiella
    Il Castagno e la ragazza

    Una giovanetta andò a sedersi sotto un Castagno centenario. 'Come sono sfortunata', si lamentava. 'Vorrei avere i capelli biondi e invece ce li ho neri; vorrei essere alta e sono bassa. Ma il mio dolore vero sono queste gambe non abbastanza diritte'. L'albero, che non ne poteva più di tutte quelle lagnanze, aprì uno dei suoi ricci che si trovavano più in alto e, plink!, mollò una grossa castagna sulla testa della giovane procurandole un bernoccolo grande così. 'Che male, che male!', urlò la ragazza. Il Castagno, ridendosela, esclamò: 'Questo sì che è un dolore vero!'
    Varietà di Castagno nel Gargano
    Mancano studi specifici e completi sulle varietà locali del Gargano. Da indagini fatte di recente in occasione della terza sagra sul Castagno, organizzata nel 2002 a S. Marco in Lamis, è emerso che in questo Comune le varietà più conosciute sono le seguenti: La Rossa, La Bionda, La Nera, La Marrone, La Spinosa, la Purelola, Tuberosa. Nell'agro di Cagnano c'è un modo analogo di classificare le castagne in base al colore della loro buccia (Epicarpo). Non è stato ancora accertato se però con lo stesso nome si denotano la stessa varietà o varietà diverse. Nel Comune di Vico, dove c'è un nucleo di castagni relativamente esiguo rispetto ad altri comuni del Gargano, ve ne sono altre per le quali sono state redatte delle schede ampelografiche.
    In genere le varietà sono di dimensioni medio-piccole, ma non mancano quelle di grosse dimensioni (marroni).
    Il Castagno in erboristeria
    Del Castagno sono utilizzati foglie e corteccia di rami di 1-2 cm di diametro. Le prime di raccolgono, assieme al picciolo, in primavera e si essiccano all'ombra; la corteccia si raccoglie in primavera o in autunno e si fa essiccare al sole. Le foglie, per la presenza di un saponoside, vengono utilizzate per infusi contro la tosse, soprattutto quella a carattere convulsivo (2 gr in 100 ml di acqua; 2-3 tazzine al giorno); la corteccia per pelli arrossate e delicate (decotto di 6 gr in 100 ml di acqua; lavaggi e compresse applicate per 10-15 minuti). Per esaltare il colore dei capelli biondi si usa l'acqua di cottura delle bucce di castagne come dopo shampoo.
    Esemplari

    • Esemplare al bosco di Tiani (S.Marco in Lamis, località Cardinale)

    • Esemplare tenuta di Pulecherie (S.Marco in Lamis, località Chiancate)

    • Esemplare in terreno abbandonato (S.Marco in Lamis, località Chiancate-Copparone)

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