Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
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Ernesto Rossi

Le riforme economiche impopolari

Le riforme economiche impopolari

Ernesto Rossi, L'Astrolabio, pp. 23-27 e pp. 33-35 , N. 14, 25 Ottobre 1963

[...] Dopo un quindicennio di malgoverno democristiano la nostra pubblica amministrazione è oggi molto più sfasciata di quella ereditata dal regime fascista e dalla disfatta. Dietro le imponenti facciate dei ministeri c'è il caos o il vuoto pneumatico. Salvo rarissime eccezioni, nei ministeri, il “personale di concetto” è composto di poveri cristi che, per la loro completa incapacità, non sono riusciti, neanche durante il periodo del boom, a trovare una sistemazione migliore nelle imprese private, e di camorristi che hanno imparato a moltiplicare per dieci e per cento i loro stipendi, stando al servizio degli affaristi privati, o facendo commercio di autorizzazioni, appalti, licenze, transazioni, collaudi; mentre il personale esecutivo è formato, nella maggior parte, da impiegati assunti per raccomandazioni, che niente sanno fare e che non hanno alcuna voglia di lavorare. Quasi tutti i concorsi per immettere dei tecnici nella pubblica ammmistrazione vanno deserti, sicché i posti dei tecnici sono ricoperti da persone che mancano di qualsiasi preparazione per attuare gli interventi dello Stato nella vita economica. I direttori generali dei più delicati servizi economici non si trovano mai nei loro uffici; sono sempre occupati nei consigli di amministrazione degli enti e delle società statali e parastatali per avallare, con le loro firme, tutte le porcherie. Nessuno è più personalmente responsabile di quello che fa l'amministrazione. Nessun crivello seleziona gli impiegati buoni dai cattivi: tutti sono qualificati ottimi e tutti fanno ugualmente carriera. I controlli vengono affidati ai medesimi funzionari che dovrebbero essere controllati; servono molto spesso a fare ricatti; e il più delle volte arrivano ad accertare malefatte quando i responsabili sono tutti morti. Vigono ancora quasi tutti i regolamenti che disciplinavano l'attività dell'amministrazione al tempo della penna d'oca e del polverino. La sistemazione irrazionale degli uffici, la deficienza delle attrezzature, renderebbe impossibile un lavoro efficiente, anche se ci fosse qualcuno che volesse farlo. Ciascun servizio è gestito da un gruppo di funzionari come feudo particolare per levare taglie di tutti i generi nei posti di passaggio obbligato. Le imprese a capitale statale fanno gli interessi delle imprese concorrenti o fornitrici private, ed ognuna va avanti senza tener alcun conto di quello che stanno facendo, nello stesso ramo, le altre imprese statali. Nei pubblici uffici si accumulano montagne sempre più alte di pratiche inevase: domande, ricorsi, denunce, dalle quali dipende il benessere e spesso anche la possibilità di vita per centinaia di migliala di persone. Nessun ministro è riuscito finora ad ottenere un elenco completo delle gestioni fuori bilancio; né degli enti autorizzati dallo Stato a riscuotere tributi; né degli enti sovvenzionati in via ordinaria con i quattrini dei contribuenti; né delle società a catena figliate dalle società a partecipazione statale; né dei compensi straordinari cumulati con la moltiplicazione delle cariche dai dirigenti dei ministeri; né dall'ammontare dei “diritti casuali” distribuiti fra i funzionari... e neppure è mai riuscito a sapere quante automobili circolano a spese del ministero. [...]

Data creazione Martedì, 28 Luglio 2020
Categoria Ernesto Rossi
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