E' pronta la sezione dedicata alle Acli in Scrittori>>>Sebastiano Contessa. Oppure scarica il libro completo presente nella sezione dedicata al Gargano (Clicca su Download!)
N.B. Non tutti i nuovi file caricati vengono segnalati per il "Download"!!! Download
Toggle Bar

Cronache elettorali dal 1952 al 1968

Giovanni Palatella: 2 volte Sindaco di S. Marco in Lamis. 1948-1952 e 1955-1958.
Giovanni Palatella: 2 volte Sindaco di S. Marco in Lamis. 1948-1952 e 1955-1958.
Le elezioni politiche del ’48 anche a San Marco, con la sconfitta del Fronte Popolare, hanno ripercussioni sulla situazione politico-amministrativa locale. Il Sindaco Serrilli06-costantino-serrilli.jpg cade per il passaggio di molti consiglieri dal cartello della sinistra a quello di centro. Viene eletto primo cittadino Palatella, democristiano e aclista, che amministra fino al 1952, quando San Marco è chiamata ad eleggere la nuova amministrazione. Dal ’48 e per tutti gli anni cinquanta, il circolo Acli di San Marco in Lamis diventa il centro di grandi fermenti politici e sociali. Si fa Patronato ed assistenza, si continua ad eleggere consiglieri comunali, si fanno corsi di formazione per adulti e genitori, si aprono centri di formazione professionale per carpentieri, potatori, agricoltori ecc. Il circolo è fortemente collegato alla sede Acli provinciale, tramite i deputati democristiani De Meo e Donato De Leonardis, e alla sede nazionale tramite il deputato aclista Enrico Alba. Ma è anche collegato alla DC, nella quale è presente una forte corrente di sinistra.
Dopo il 18 aprile ci sono mesi di grande euforia per la DC a San Marco. Si stenta ancora a credere in una vittoria che ha qualcosa di miracoloso, non solo a livello comunale ma anche nazionale. Fino a giugno, la sezione DC è un fermento di vita per la frequenza continua di gente che si reca ad ascoltare le visite di ringraziamento dei deputati e dei dirigenti provinciali e regionali. La paura covata per lunghi anni esplode in gioia. Sono tutti democristiani da sempre, popolari da prima del fascismo, anche quelli saliti sul carro del vincitore con ammirevole velocità il giorno dopo il 19 aprile. Il segretario della DC, CelozziCelozzi.jpg, raccoglie con grande soddisfazione, come un eroe reduce di guerra, le congratulazioni di tutti.
Elezioni del 1952 a San Marco in Lamis.
Elezioni del 1952 a San Marco in Lamis.
Nominato segretario nei momenti difficili del ’47, segue i comizi da sotto il palco dell’oratore, con aria minacciosa verso l’avversario che tenta di disturbare. Mostra, infatti, con piglio “ducesco”, i muscoli e un’arma mal celata sotto la giacca, quasi ad intimidire i malintenzionati, mentre con cenni della testa, come un direttore d’orchestra, dirige gli applausi ad ogni frase ad effetto. Poi, insieme a simpatizzanti iscritti ed alleati, prepara la grande festa della vittoria celebrata circa un mese più tardi. Quel giorno è un tripudio di gioia, di suoni e di canti di bianco fiore, di bandiere bianche e tricolore. Dopo il 18 aprile e per tutta l’estate, il segretario Celozzi diventa un abile traghettatore di personaggi dallo schieramento di sinistra al centro destra, portandosi dietro soprattutto i consiglieri comunali e provocando la fine dell’egemonia arrogante di Serrilli, fino alla sua scomparsa definitiva dalla scena politica di San Marco. Il circolo Acli, fortemente collegato alla sezione DC, è un forte centro di potere, non solo per le attività a cui abbiamo già accennato, ma anche perché fortemente presente in Consiglio Comunale con il Sindaco e con molti consiglieri, che, transfughi dalla sinistra, preferiscono il passaggio al centro, attraverso le Acli ideologicamente più a sinistra, e anche per la nutrita presenza di Aclisti nel direttivo DC che garantisce loro un sicuro passaggio e una tranquilla permanenza nella nuova patria politica.
Il numero dei tesserati raggiunge quasi quello della DC: la sede delle Acli è deputata a preparare tutte le pratiche per coloro che intendono emigrare. Il timbro della sezione Acli sulla pratica fa da garanzia di un esito positivo. Le Acli, insieme alla CISL, sono in maggioranza nella commissione per l’assegnazione delle terre ai contadini con la riforma agraria nell’autunno 1952. Il forte incremento di attività e di tessere è dovuto al fatto che, come spesso accade in caso di vittoria, molti passano sul carro del vincitore, anzi c’è addirittura l’assalto alla diligenza, anche a livello dirigenziale, specie per i furbi, i pentiti dell’ultima ora, che cercano di non perdere il banchetto delle prebende e del potere. Così, come nella DC, arrivano imprenditori e procacciatori di ogni genere d’affare, così nelle Acli giungono postulanti di favori e di raccomandazioni ma anche personaggi alla conquista della dirigenza del circolo per gestire il potere non come servizio ma come affare personale e familiare. L’anomalia di tessere gonfiate fa presagire future crisi e guasti che verranno sanati solo negli anni futuri con difficoltà da quei pochi cirenei, dirigenti che troveranno il deserto, negli anni sessanta, con la scomparsa nel circolo, degli affari e degli affaristi.
Elezioni del 1954 a S. Marco in Lamis.
Elezioni del 1954 a S. Marco in Lamis.
Questa è storia normale che racconterò con parsimonia. È comunque storia di forte tensione morale, tensione che il lettore coglierà, attraverso la semplice lettura della cronaca, nella lenta e difficile ricostruzione del circolo e delle Acli stesse, che si puntavano a far diventare semplicemente Acli, movimento di formazione civile e cristiana, a prescindere dai servizi, in cui si annidava spesso il cancro del potere e degli interessi.
In questa direzione, dalla metà degli anni sessanta, con onestà, i dirigenti si battono, sacrificando molti servizi e riducendo le tessere, per evitare pericoli di strumentalizzazione. Battaglia dura ma vittoriosa sul piano organizzativo, se poi, a distanza, le Acli diventano il centro della comunità locale. Sul piano politico le Acli a San Marco vivono in isolamento, autonome dai partiti, pur riuscendo ad eleggere consiglieri comunali nelle liste della DC ed a volte anche di altri partiti. Esse sono guardate con sospetto dal centrodestra perché troppo a sinistra, con diffidenza dalle sinistre perché vicine alla DC. Questa situazione, però, non scoraggia mai i consiglieri ad essere critici sulla gestione del potere locale dal quale vengono quasi sempre tenuti lontani.
Gruppo Folcloristico sammarchese nel 1958.
Gruppo Folcloristico sammarchese nel 1958.
Dalla metà degli anni novanta il circolo continua fino ad oggi la sua politica di critica al potere, senza più la presenza di consiglieri comunali, ma con un efficace strumento televisivo che entra nel tessuto vivo della collettività e per questo boicottato e perseguitato.
Riprendiamo a questo punto la cronaca dal 1952, anno delle prime elezioni amministrative dopo il ’48. L’amministrazione democristiana, nata dalle ceneri di un’amministrazione social comunista, vede l’affermazione della DC, ma ancora una volta le sinistre sono chiamate ad amministrare con il Sindaco Michele Coco08-michele-coco.jpg. Infatti, la DC raccoglie il 37.7% dei voti con sette consiglieri, il PCI il 28% con dodici consiglieri e i socialisti il 17% con sette consiglieri più un consigliere indipendente di sinistra con l’1.2%. A destra, l’8.7% va al partito monarchico con un consigliere, il 6.3% al MSI con un consigliere, il 2.8% all’indipendente di destra liberale con nessun consigliere.
Perché il cartello di centro destra con il 55% dei voti ha appena dieci consiglieri e le sinistre con il 45% ne hanno venti?
Corteo unitario negli anni '70.
Corteo unitario negli anni '70.
Il sistema dell’apparentamento favorisce le sinistre con il premio di maggioranza, mentre la DC, che non vuole né può apparentarsi con la destra, viene penalizzata. Questo risultato apre un grande dibattito all’interno della DC e del suo elettorato per le discriminazioni che il vertice del partito fa nei confronti della destra favorendo di fatto le sinistre. Convinte di farcela da sole, tengono fuori non solo il MSI, con l’alibi che il fascismo e la guerra di liberazione sono ancora troppo vicini per essere dimenticati, ma anche monarchici e liberali. Dei consiglieri DC eletti e tesserati, per le Acli ci sono Napoleone Cera, Palatella, E. Vigilante e A. Bonfitto. Sciolta anticipatamente l’amministrazione per motivi d’illiceità di alcune delibere di giunta si torna a votare nel ’54.
I risultati delle elezioni vedono una lieve flessione della DC ed un forte aumento del PCI a danno del PSI e dei Monarchici, ottengono una buona affermazione i centristi e i coltivatori diretti. Gli apparentamenti questa volta favoriscono il centrodestra e portano all’elezione a Sindaco di Giuseppe Tardio. Da notare ancora la presenza di numerosi Aclisti in consiglio comunale: Napoleone Cera e Giuseppe Cera, Palatella, E. Vigilante, A. Bonfitto, Del Conte, Pitullo. Rivediamo eletto nella lista del PSI, dopo un’assenza di sei anni, per l’ultima volta, il Sindaco delle vicende quarantottesche, Serrilli.
Le elzioni de 1958 a S. Marco in Lamis.
Le elzioni de 1958 a S. Marco in Lamis.
Nelle elezioni comunali del ’58, la DC si spacca in due tronconi con due liste separate provocando momenti di forte tensione durante la campagna elettorale e grande imbarazzo alla Curia di Foggia che, optando per la neutralità, avalla di fatto l’operazione dei dissidenti. Questi, attraverso l’amministrazione, vogliono rovesciare il mitico segretario Celozzi, ancora legato alla dirigenza della sezione DC. C’è voglia di rivincita, di accaparramento della sezione e di sistemazione dei conti interni, sospesi nella gestione del partito. Tuttavia a guidare l’amministrazione è ancora la DC, dopo aver superato i contrasti con la lista dissidente, il cosiddetto “Campanile”, ed essersi alleata con la lista degli indipendenti di destra, composta da monarchici, liberali e missini, che furbescamente per l’occasione rinunciano al simbolo del loro partito. Viene eletto Sindaco un giovane medico, Matteo Giuliani09-matteo-giuliani.jpg, elezione che chiude così nella DC l’era del segretario Celozzi al quale succede Giovanni Guida. Gli iscritti delle Acli, presenti in consiglio comunale, sono Napoleone Cera, Giuseppe Contessa, Giuseppe Campanozzi, M. Giuliani, Del Conte e E. Vigilante.
Elezioni comunali del 1962 a S. Marco in Lamis.
Elezioni comunali del 1962 a S. Marco in Lamis.
Con le elezioni amministrative del ’62 la DC sale al 40% con 13 seggi e nasce a San Marco il primo centro sinistra con il PSI, che ottiene 3 seggi, e l’Unità rurale con 1 seggio. È eletto Sindaco . Rimane in consiglio la presenza aclista con Matteo Mossuto, Nicola Mimmo e Salvatore Tavoliere.
All’elezione comunale del ’66 c’è una lieve flessione della DC ma, un’ottima affermazione del suo segretario sezionale, succeduto a G. Guida qualche anno dopo. Come primo degli eletti ottiene anche la ratifica ufficiale da parte dell’elettorato democristiano alla guida della DC di San Marco, Giuseppe CentolaPeppino-Centola.jpg, ruolo che manterrà stretto con dorotea destrezza fino alla scomparsa della DC e alla fine della prima Repubblica. Si registra una flessione del PCI e il successo del MSI con 5 consiglieri e il 15% dei voti. Il risultato di PSI e PSDI uniti è deludente.
I commercianti, che chiedono lo spostamento del mercato domenicale, ottengono un seggio. Rieletto Sindaco Francesco Paolo Cascavilla10-f-paolo-francavilla.jpg, il consiglio si scioglie dopo circa un anno. Sono presenti in consiglio gli Aclisti Michele Cera e Sebastiano Contessa.
Elezioni comunali del 1966 a S. Marco in Lamis.
Elezioni comunali del 1966 a S. Marco in Lamis.
Nel ’68 la DC ottiene la maggioranza assoluta con 16 consiglieri ed il 47.3% dei voti. Il partito comunista aumenta di un seggio, PSI-PSDI conservano due seggi, i commercianti uno, il MSI un seggio. Tuttavia la lotta per il potere porta ad un anno di immobilismo malgrado la maggioranza assoluta. Superati i contrasti interni si arriva ad un Sindaco di compromesso: Leonardo Ferone12a-leonardo-ferone.jpg. Sono presenti come Aclisti: nella DC, M. Giuliani, S. Contessa, Napoleone Cera, Tavoliere, Gabriele D’Amico e Vincenzo Martino, con i socialisti Giuseppe Cervone. Contemporaneamente anche la cronaca interna al circolo Acli, come già accennato, langue nella semplice gestione dei servizi, utilizzati a mero interesse personale, mentre la politica si limita agli adempimenti formali delle direttive nazionali e provinciali dettate dai congressi.
S. Marco in Lamis: Via Gentile nel 1960.
S. Marco in Lamis: Via Gentile nel 1960.
Si susseguono per breve periodo a dirigere le Acli alternandosi, M. Parisi, già segretario DC, M. Contessa, collocatore, Del Conte, cantoniere, Palatella, già Sindaco di San Marco.
I personaggi eletti alla presidenza delle Acli, dopo la metà degli anni cinquanta, sono solo quelli legati al gruppo di potere democristiano, come Antonio Eduardo Ciavarella, impiegato comunale, che sarà presente anche nel consiglio provinciale delle Acli con la carica di vicepresidente sotto la presidenza Iafisco, dal ’62 al ’66. Del periodo che va fino al ’62 mancano verbali che documentino la vita del circolo. Esistono solo diplomi di vari corsi di dattilografia e formazione professionale, conservati da qualche partecipante ma non c’è traccia di attività politica, culturale e sociale. I primi documenti risalgono proprio al 1962 e testimoniano un periodo tormentato e vivace come si evince dalla lettura dei verbali, scritti su un quaderno di quelli usati dagli studenti delle scuole medie. Da questi risulta presidente Ciavarella, che verso la metà degli anni ’50 è indicato a dirigere le Acli dai notabili politici del tempo e dall’ex Sindaco Palatella, dopo essere stato tenuto in quarantena per un lungo periodo. Fino al 1948, infatti, Ciavarella è un agguerrito militante della sinistra e sedicente partigiano rosso, poi, dopo la vittoria DC del 18 aprile, come tanti, aveva fatto il salto della quaglia, diventando un forte assertore di Palatella che aveva sostituito Serrilli, nel momento in cui aveva perso la maggioranza. Ciavarella dunque si è iscritto prima alle Acli, poi alla DC e viene assunto come impiegato al Comune.
S. Marco in Lamis: AldoMoro ed il Sindaco PaoloCascavilla nel 1966
S. Marco in Lamis: AldoMoro ed il Sindaco PaoloCascavilla nel 1966
A questo punto, prima di raccontare la cronaca del circolo dagli anni sessanta in poi, anche per capire meglio, occorre fermarsi brevemente sulla storia nazionale delle Acli attraverso i suoi congressi, dal 1948 fino a tutti gli anni cinquanta e sessanta, anni di grandi avvenimenti che hanno trasformato la loro identità consegnandola ai nostri giorni.
Riporterò brevemente gli avvenimenti dopo quelli di A. Grandi e delle origini, quelli delle presidenze di Ferdinando Storchi dal ’46 al ’53, di Pennazzato dal ’53 al ’59, fino a Livio Labor dal ’61 al ’69. In quegli anni, dalle poche notizie ricavate dalla sede provinciale e dalla memoria storica dell’attuale segretario Ugo Palmieri, sono stati presidenti delle Acli provinciali, omettendo i politici nominati dalla Curia Vescovile prima del ’48 fino al ’57, il prof. Marincola di Lucera, che ha onorato fino ai nostri giorni con la sua presenza i consigli provinciali. Dal ’57 al ’62 Gargiulo, del quale troviamo scarsissime notizie, dal ’62 al ’66 Iafisco di San Severo, poi Dario Curatolo fino al ’72, anno in cui, in aprile, perdeva la vita insieme al giovane vicepresidente Francesco Damone ritornando dal Congresso Nazionale di Cagliari in un incidente aereo. Notizie più dettagliate e puntuali le troviamo nel libro scritto da Palmieri sulla storia delle Acli pubblicata nel dicembre del 2007. Dei loro successori dirò in seguito, dopo aver presentato a grandi linee la storia nazionale delle Acli.