Da Materna terra
click to toggle marquee

Il promontorio del Gargano visto dal satellite
Il promontorio del Gargano visto dal satellite
Nei contenuti della sezione di Economia vengono pubblicati ampli estratti delle Tesi di Laurea in Mediazione Culturale (già Traduttori ed Interpreti) di due ragazzi nati a San Marco in Lamis. I due, ovviamente, dopo la laurea ed il master, sono dovuti emigrare, per il momento nel Centro-Nord Italia. Il padre, pensa un pò..., gli continua a ripetere che il loro futuro è all'Estero.
Alcuni pensano che l'ombelico del mondo si trovi a Spoleto. Molti sanmarchesi pensano, invece, che S. Marco in Lamis sia l'ombelico del mondo. Ovviamente hanno torto sia gli uni che gli altri.
I contenuti che vi propongo erano già stati pubblicati su un mio portale web e nel giro di pochi mesi avevano avuto oltre 400 lettori. Chiaramente non mi aspetto una ripetizione di questo risultato: tanti sono impegnati sui cosidetti "social". Cosa fanno? A mio modesto parere scrivono e vedono scemenze (non tutti, sia chiaro!). Umberto Eco vede nel giusto, quando afferma che "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli", per poi aggiungere "prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli!"
Io ho cancellato dal mio profilo FB oltre 120 "amici" (pessima traduzione italiana dell'inglese 'followers'). Mi ero proprio stancato di leggere 'stronzate' oppure 'aria fritta' nella condivisione di link proposti da furbacchioni ed ignoranti. Krause, Sant'Agostino e lo stesso Bertoldo erano qualcosa di meglio. Ho omesso Cacasenno. Francamente mi ero stancato di leggere che Tizio era andato al bagno X volte e che Caio era tifoso (pardon, devoto!) di Padre Pio oppure di Papa Francesco. Costoro mostrano un livore incredibile verso gli immigrati (problema complesso e serissimo!), per poi nascondersi dietro la grande figura di Papa Francesco del quale non hanno letto e/o capito niente. Per non parlare di coloro che hanno sempre in bocca la famiglia ed i figli: sono corna! Per non dire di un tizio che, ad ogni banalità, replica 'Amen'!
La copertina del libro 'Retten wir den Euro'
La copertina del libro 'Retten wir den Euro'
I due libri, mai tradotti in Italia ed oggetto delle tesi, sono: Die Finanzkrise (La crisi finanziaria) di Hermann Lueer, oggetto della Tesi del 2011 e Retten wir den Euro! (Salviamo l'Euro!) di Christian Felber, oggetto della Tesi del 2013).
Sono due libri molto belli e totalmente sconosciuti in Italia; ho avuto la fortuna di leggerli.
Delle due Tesi di Laurea sono state omesse la parte traduttiva, le informazioni riguardanti le tecniche di traduzione, la bibliografia e la sitografia. Sono contenuti molto interessanti, che ho preferito non pubblicare in quanto il livello culturale generale lascia alquanto a desiderare. La tecnica di presentazione utilizzata per questi argomenti economici è quella che nei paesi anglosassoni viene definita for dummies (a prova di stupido), ad indicare un contenuto ostico e complesso ma comprensibile ai più.
Ho deciso di pubblicare questi contenuti su questo portale, tenendo presente un fatto molto semplice: il Gargano si trova nella provincia di Foggia, che a sua volta si trova in Italia. Quest'ultima si trova in Europa e nel Mondo, per cui è necessario sapere dove siamo, cosa succede intorno a noi ma, sopratutto, che cosa è questa famosa Crisi, della quale tanto si parla, spesso a sproposito.
Inoltre la complessità degli argomenti trattati ci porta a riflettere sul nostro passato recente: come si è creata l'Italia e l'Europa, la questione meridionale, la globalizzazione, il colonialismo, i flussi migratori, il calo demografico, la mancanza di una visione strategica ed unitaria dell'Italia e dell'Europa, gli avvenimenti polici contemporanei. Sono temi che riempiono il cicaleccio quotidiano, eppure sono serissimi.
Ah, dimenticavo. I due autori delle Tesi si chiamano Matteo ed Antonio Colletta. Essi sono sammarchesi, ovviamente emigrati e sono i miei figli. Dei quali sono fiero.
Buona lettura.