Carlo Cattaneo

Carlo Cattaneo

Carlo Cattaneo

Vi presento questo libro completo, ripreso successivamente ed in modo più completo in Alberto e Jessie Mario, Carlo Cattaneo Cenni e reminiscenze, Roma, 1884. Ho arricchito la pubblicazione con decine di mie note esplicative.

“L'Italia non è studiata, non è conosciuta dagli italiani. Dobbiamo rifare la nostra educazione politica e civile sulla base di una nuova e più razionale conoscenza del nostro paese. Dobbiamo studiare l'Italia regione per regione nella natura del suolo, nella sua topografia, ne' suoi prodotti nelle sue industrie, ne' suoi dialetti, nelle sue tradizioni, nelle sue varie necessità politiche e sociali…”
Arcangelo Ghisleri (1855-1938)
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Anche il popolo leghista, di conseguenza, non è mai stato particolarmente attratto dalla cultura e dagli intellettuali. Una ricerca dell’Aaster, fatta nelle leghistissime province di Bergamo e Lecco, individua, infatti, come figura più odiata il bibliotecario comunale: ”Agli occhi del montanaro lumbard è la somma di tutte le ignominie: uno statale, un intellettuale, un parassita improduttivo” .
Secondo Paolo Rumiz “L’intellettuale per il leghista è una minaccia mortale. Hanno paura che qualcuno gli smonti il mito e ne dimostri l’insussistenza. I miti, si sa, non si discutono, si difendono. Sono allergici all’analisi culturale”. Il punto di riferimento principale della Lega è Carlo Cattaneo, padre del federalismo, che avrebbe voluto trasformare l’impero austriaco in una sorte di Commonwealth plurinazionale, con una Lombardia autonoma…
In merito scrisse impietoso Montanelli: ”Se il colto Cattaneo sentisse parlare Bossi, imbraccerebbe il fucile: ma per sparare contro di lui e i suoi squadristi”.
www.varesenews.it del 17 novembre 2018

Categoria Libri
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