Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
Nella sezione Storia>>Panfilo Gentile è da scaricare il libro completo, diviso in 9 capitoli, Polemica contro il mio tempo
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C.Cattaneo-Barbiera-Massarani-Monti

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Scitti di Raffaelo Barbiera, Tullo Massarani, Antonio Monti

[...] Aperto a tutti gl'insegnamenti della vita operativa e meccanica, egli intese che a questa era mestieri porgere alimento, da questa cavare quelle testimonianze di noi medesimi, che ci rifacessero vivi nella memoria dell'Europa. Intese come tutte le nazioni moderne impernassero la loro potenza al lavoro; ed al lavoro avessero per primi attinta la propria quei grandi Comuni italici, dei quali noi siamo eredi e continuatori. Mostrò come dall'industria umana più che dai doni della natura fosse uscita la prosperità agricola, anzi fosse stato innovato e creato il suolo medesimo di questa Lombardia, tutto fattura e dono di una sapiente condotta d'acque; o come l'agricoltura non possa fiorire senza l'afflusso dei capitali, e senza una diretta solidarietà colle industrie manufattrici e col commercio, soli idonei a diffondere i prodotti naturali e a moltiplicarue il valore.
Di qui trasse argomento a propugnarne libero lo scambio, ed a combattere quella dottrina di mendace protezione, che già principiava col Lisi ad annunziarsi, e sotto pretesto di tutela del lavoro nazionale era per fomentare artificiosamente il beneficio di pochi in danno della universalità dei consumatori. Nella istoria poi incivilissima del privilegio, fece toccare con mano come esso ritorcasi in danno di coloro medesimi in cui prò è costituito, e nessun terreno poteva eleggere più adatto a dimostrarlo che non fosse quello delle interdizioni israelitiche. Le combattè, non con ragioni di sentimento, ma con la evidenza dei danni materiali che arrecarono alla universa economia degli Stati, respingendo il capitale dalla possidenza, condannando questa a languire per difetto di antecipazioni, quello a rigurgitare e a condensarsi in mano appunto a coloro cui si negava d'investirlo nella terra; la quale, se è fomite di soddisfazioni morali e educatrice a civili virtù, anche è certo fra tutti i modi d'investimento il meno largo di materiali profitti. Così, a distanza di oltre cinquant'anni, un Italiano rivendicava la uguaglianza civile e politica di tutte le confessioni religiose nello Stato; una verità incontrovertibile per ogni mente assennata, ma pur nimicata cosi fieramente da astii ereditarii, che oggi ancora, a vituperio di questa infelice fine di secolo, la si vede revocata in forse presso quelle nazioni medesime ov'ebbe la culla. [...]

Data creazione Giovedì, 07 Maggio 2020
Categoria Carlo Cattaneo
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