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Archivio triennale-Vol. II

Archivio triennale-Vol. II

Archivio triennale-Vol. II

Carlo Cattaneo, Archivio triennale, Vol. II, Capolago 1851
[...] E qui non si chiude solo la materia d'una istoria, ma quasi un vasto poema. Prove insigni di valore e pietà: prove nefande d'immanità e perfìdia: da un lato, l'urlo dell'allarme e l'evviva della vittoria; dall'altro il gemito della prigionia e della disperazione; li uni, coll'armi in mano, pietosi al nemico ferito; li altri, fugitivi dalla pugna, vaganti a trucidare fra orti solitarj le donne derelitte, o a trarle piangenti e sanguinanti allo scelerato Castello: al Castello, antro di Polifemno, ove la vendetta siede a codardo giudicio, e insulto ai cadaveri mutilati; ove una stolida dissimulazione accumula un immenso rogo per distruggervi le vestigia della sconfitta e della crudeltà; il battere di duecento campane, che risponde al fragore di sessanta cannoni; la pioggia dirotta che spegne sulle piazze i fochi notturni del soldato; la luna che spunta tra le nubi conturbando con tetra eclisse le barbare fantasie; il terrore del veleno che rattiene i famelici croati col pane in pugno; lunghe file di case incendiate, fra cui densi battaglioni s'aprono furtivo scampo; il sole che sui candidi pinnacoli del Duomo saluta il vittorioso tricolore; i palloni volanti che spargono alle turbe campestri la parola dei combattenti. V'è persino quella vena di scherno che accoppia nei grandi poeti Ettore e Tersite, Farfarello e Ugolino, Hamleto e Falstaff. “Il baroneTorresani è qui mezzo morto”, scrive la contessa Spaur dal Castello. Il conte Bolza, sopravissuto a tante esecrazioni, vien salvato dalla ridicola bruttezza della sua spaventata figura. Chi non sorriderà del conte O'Donnell sul balcone di Monforte in coccarda tricolore? Chi non sorriderà del regio messo travestito da Giovannino? o del colloquio fra il commissario Bossi in abito di spada e Radetzky seduto sulle macerie del ponte di Marignano? Come in Dante e in Shakespeare qui tutti parlano quali li fece natura; stizzosi arciduchi e generosi operai; marescialli e podestà; soldati e donne; vigliacchi e valorosi. È UN POEMA FATTO DA TUTTI, E SCRITTO DA TUTTI. E' la dottrina di Vico controprovata da un esempio vivente e presente. E perciò questo centone, che per noi fu solo opera di devota e quasi servile pazienza, varrà facilmente più di qualunque opera d'ingegno si potesse poscia stillarne.
Udiamo che, prima d'uscire, questo volume ha già li onori della proscrizione, anche in Piemonte. Pur troppo v'ha in certuni irrefragabile fratellanza di odj e d'amori col nemico d'Italia; ma li avremmo stimati astuti tanto da dissimularla. [...]

Data creazione Lunedì, 27 Aprile 2020
Categoria Carlo Cattaneo
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MD5 abecbfa201fe7f0fa4c7874f4d0dae36
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