S. Marco in Lamis 25 giugno 1867
L'Amministrazione del Fondo per il Culto cede e consegna al Comune di S. Marco in Lamis il Convento di S. Matteo.
Da copia legale conservata nell'Archivio Comunale di S. Marco.
Amministrazione Generale del Demanio Tasse. Amministrazione del Fondo Culto. Ufficio di Registro di S. Marco in Lamis: Verbale di cessione e di consegna che l'Amministrazione per il Culto fa a senso dell'alt. 20 della Legge 7 luglio 1866 al Municipio di S. Marco in Lamis a mezzo del sottoscritto Ricevitore al Sindaco del medesimo, del convento di S. Matteo, sito un miglio circa in distanza dell'abitato, unitamente all'annessa Chiesa coi mobili ed arredi sacri attenenti a quest'ultima, con salvezza dell'approvazione definitiva a concedersi superiormente.
Il Ricevitore dell'Ufficio del Registro di S. Marco in Lamis ed il Sig. Sindaco del Municipio di S. Marco in Lamis

CONVENGONO

Che in omaggio della ragguardevole Uffiziale dell'Amministrazione del Fondo per il Culto del 14 aprile corrente anno N° 2593/23720 diffuso in altre note della Direzione Demaniale di Foggia del 18 detto mese, e 2 maggio dell'anno stesso N° 1244 e 1377 Sez. 3.

PRIMO

L'Amministrazione del Fondo pel Culto cede e consegna al Comune di S. Marco in Lamis il locale del fabbricato dell'ex Convento dei Padri Minori Osservanti di S. Matteo, con le riserve a precisarsi qui a poco, con l'annessa Chiesa e mobili ed arredi sacri a dettagliarsi. Sito detto locale nel tenimento di S. Marco in Lamis, e con tutti i diritti, gli obblighi, ragioni ed azioni, servitù attive e passive, e di qualsivoglia natura al medesimo inerenti e spettanti al detto Ente soppresso, con la salvezza come qui in piedi. Gl'immobili ceduti si compongono:
1. Nel locale del convento di quattro piani al lato di mez­zogiorno, mentre verso ponente è di tre, e verso settentrione di due piani. E' fornito di 43 stanze, che secondo l'uso cui erano addette sono di abitazione e cinque per seminario. Nel pianter­reno evvi un grosso sottano ad uso del lanificio, un altro per centimolo, un altro sottano per porcile, altro per pagliera, altri tre per cucina e fuoco comune, un altro per rimessa della biada, un altro uso di stalla, un altro anche per stalla, un altro per refettorio, un altro attiguo per canova, ed un altro ad uso di forno. Sotto il refettorio evvi un sottano per cantina ed altro per fondaco, ed infine sotto la cantina a modo di grotta altri tre grandi sottani per ricovero degli animali. Evvi il cam­panile con tre campane di bronzo di varie dimensioni. In altre evvi la Chiesa di un solo membro con quattro altari laterali di fabbrica, ed un altro altare maggiore che è di marmo nostrale. Quivi evvi il coro di legno abete, due confessionali anche di abete, un pergamo di legno noce con tamburo di legno abete nell'ingresso della porta grande. Nella Chiesa stessa vi sono due lampade di ottone ed un lambiero di cristallo in mezzo alla navata, entro involucro di tela, e più un organo in mediocre stato. In continuazione del locale della Chiesa vi sono due altri mem­bri ad uso di sagrestia, ove esiste un armadio grande con tiratoi, e tre stiponi con cornicioni ove serbansi gli arredi.
2. Si descrivono gli arredi sacri e mobili che decorano la Chiesa. Cappelle di seta lana ricamate numero cinque, composte ognuna di una pianeta e due tonacelle. Piviali in buono stato numero quattro. Pianete oltre le precedenti altre quindici, che in uno sono venti, cioè sei rosse, dieci bianche, due nere, due violacei e due verdi. Tutti i su detti oggetti in buono stato. Morali numero tre vecchi. Altre tre pianete vecchie. Nella Chiesa vi sono poche statue, di cui quella di S. Matteo, che tutte sono di nessun pregio. Alcuni quadretti rappresentanti i miracoli di S. Matteo di nessuna considerazione sia d'arte che per valore.

SECONDO

Resta riservata all'Amministrazione ad uso dei suoi agenti la stanza del Provinciale che ha il balcone verso l'abitato, ed una delle stalle e sottano dirimpetto per ricovero delle guardie forestali della stessa, e per gli animali che loro appartengono. E' precisamente dichiarato che per mantenere ed utilizzarsi dal­l'Amministrazione l'attiguo giardino orto boschetto con piscina ed altro, mentre col presente altro non si cede che il solo fab­bricato e mobili della Chiesa, rimane riservato che tutto il leta­me che si ricaverà annualmente dai stalloni prodotto dagli ani­mali che il Comune avrà diritto di allogarvi, sarà di uso esclu­sivo per concime del giardino, orto e boschetto, non potendosi affatto il Municipio opporre al trasporto tutto intero in dette località, e per uso esclusivo delle località medesime. Rimane pure connesso all'Amministrazione un proporzionato locale per ricovero e serbatoi di oggetti di uso del fittavolo dei connati giardino, orto e boschetto, cioè a seconda disponeva la Dire­zione Demaniale.
Si consegnano pure al detto Comune due corone d'argento e la statua di S. Maria di Stignano.
Sia le stanze che i portoni del convento e della Chiesa sono ben condizionati e forniti di serrature e quant'altro che finora ha tenuto in buono stato. I fabbricati medesimi che costitui­scono il convento il quale è sito su di un colle un miglio ad oriente ed a vista del Comune di S. Marco in Lamis da cui vi si accede per una strada rotabile alquanto curvata e lunga un miglio e mezzo. E' un edifìcio quadrilatero con spazioso cortile nel mezzo con piscina nel medesimo ed altra nell'interno, e con ingresso ordinario ad oriente, marcandosi che l'ultimo piano e il secondo sono intersecati da corridoi, confinano col giar­dino ed orto con boschetto riserbati all'Amministrazione verso mezzogiorno, a levante, borea e ponente con la Difesa di S. Matteo. Figura in catasto al N.. ed alla tabella G. N.

TERZO

Una siffatta consegna e cessione viene fatta nella condi­zione in cui trovansi presentemente i fabbricati ed oggetti di Chiesa senza che il Governo, e specialmente l'Amministrazione del Fondo per il Culto, siano in qualsivoglia modo, atto o fatto tenuti a rispondere delle disposizioni d'ordine amministrativo ed economiche da essi prese.

QUARTO

Il Comune cessionario formalmente assume tutti gli obbli­ghi imposti dalla Legge 7 luglio 1866, a far tempo dal 1 gen­naio corrente anno, e specialmente quello dì pagare e rimborsare le spese occorse per detto fabbricato ed oggetti descritti, come pure di pagare tutte le passività, da detta epoca, di fondiaria ed altre di qualsiasi natura che dovessero ricadere per mancanza ed insufficienza di altri cespiti redditizi sull'Ente in discorso. Come pure il cessionario si obbliga rispettare tutte le riserve fatte testè in vantaggio dell'Amministrazione.

QUINTO

Il cessionario si obbliga di convertire il locale ceduto in uno degli usi specificati dall'art. 20 della legge. Se la destinazione designata non avrà effetto, la presente cessione s'intenderà di pieno diritto risolta sulla semplice ufiziale notizia del fatto che saranno per darne le autorità locali.

SESTO

Sono esclusi dalla cessione tutti i mobili, gli oggetti d'arte, i libri e simili non descritti poco fa, e l'Amministrazione avrà sempre il diritto e la facoltà di ritirare ed asportare ancorché gli oggetti d'arte possono ravvisarsi immobili per destinazione.

SETTIMO

Il cessionario assume nella più ampia forma il rilievo dal Governo e dall'Amministrazione del Fondo per il Culto da qualsiasi domanda e molestia che per qualsivoglia causa o fatto possa essere mossa relativamente all'Ente mentovato ed ai beni ceduti anche in dipendenza di spese fatte per riparazioni, miglio­ramenti ecc.

OTTAVO

Il cessionario si obbliga anche di pagare direttamente i cre­ditori dietro ordine dell'Amministrazione, per i debiti, gli oneri e passività a sensi dell'art. 30 della legge 7 luglio 1866.

NONO

Tutte le spese della cessione ed altre di qualsivoglia natura, unitamente a quelle di stipula, diritti erariali e quant'altro mai sono a carico del cessionario.

DECIMO

Oltre delle riserve precennate, corre l'altra che, trovandosi in vari vani del fabbricato ceduto, molteplici oggetti mobili dell'Amministrazione costei senza punto essere molestata dal cessionario è nel diritto di ritenerli colà fino a che le piacerà lo sgombro; con spiega che per tutte le riserve prestabilite nel corso di molestie da parte del Comune o dei suoi agenti incorrerà nella sanzione prescritta dall'art. 5.
Fatto in S. Marco in Lamis in due esemplari nella sudetta località ceduta, il presente verbale, cui va riservato financo la Superiore approvazione, accettato e sottoscritto e consentito dalle parti e firmato pure da due testimoni presenti alla stipula come vedesi, oggi li venticinque giugno 1867 (milleottocentosessantasette). Il Ricevitore fto Maresca. Il Sindaco fto F. Centola. I testimoni fti Tito Della Croce, Angelo Ciavarella.
Certifico vere le soprascritte firme del Ricevitore Maresca e del Sindaco Sig. Francesco Centola, e che sono state qui sotto ripetute alla mia presenza e dei testimoni.
Fti Vincenzo Maresca
Francesco Centola Donato
Vitamuro testimone
Illuminato Palalella testimone
S. Marco in Lamis 20 novembre 1869. In fede io Gabriele Durante di Bonifacio, notaro residente in S. Marco in Lamis, ho apposto il segno del mio Tabellionato. Fto Notar G. Durante.
La presente copia scritta da persona di mia fiducia e da me collazionata è conforme al suo originale a me trasmesso momentaneamente a tale scopo dall'On. Intendenza di Finanza, e si rilascia a richiesta dell'On. Municipio di S. Marco in Lamis, giusta nota 22 gennaio 1904 N° 238 di Protocollo.
S. Marco in Lamis 5 febbraio 1904.
(Bollo dell'Ufficio del Registro)
Il Reggente Fto (illegibile)