814

Morte di Carlo Magno.
'Una bella mattina di primavera, verso la fine del regno di Carlo Magno, Bodo si alza presto, perché è il giorno in cui deve andare a lavorare la terra dei monaci, e non osa far tardi per paura dell'amministratore [...]. È giorno di aratura, e quindi prende con sé il grosso bove, e il piccolo Wido perché gli corra a fianco con un pungolo, e raggiunge i suoi amici che vengono da qualche fattoria del vicinato, e che vanno anch'essi a lavorare alla casa grande...'.
E. Power Vita nel Medioevo

La morte di Carlo Magno
La morte di Carlo Magno

822

Ludovico il Pio, dopo aver fatto morire Bernardo, re d'Italia, fa pubblica ammenda.
'Egli faceva ogni cosa con intelligenza e prudenza, mai avventatamente; solo ai suoi consiglieri dava più fiducia di quanto sarebbe stato opportuno'. Così scrive nell'837, a proposito dell'imperatore Ludovico il Pio, il vescovo Thegan di Treveri. Figlio di Carlo Magno, Ludovico, nato nel 778, successe al padre nell'814, all'età di trentasei anni. Aveva vissuto a lungo in Aquitania, la sua lingua materna era il germanico ed aveva ricevuto un'educazione religiosa da parte di un ispano-visigoto, Benedetto di Aniane, che certamente pesò nel suo successivo impegno a favore del rafforzamento della Chiesa e per la concordia di tutti i cristiani. Fin dai primi tempi della sua elezione si preoccupò di garantire all'impero una successione unitaria e a questo fine emanò l'Ordinatio imperii (817), che divideva il dominio fra i tre figli riservando però al maggiore - Lotario - la supremazia e il titolo imperiale. La prima conseguenza di queste decisioni fu la ribellione del nipote Bernardo, non menzionato nel documento, che Ludovico fece accecare, non senza essere poi costretto dai grandi ecclesiastici del regno ad una pubblica, umiliante penitenza (822). Seguirono anni in cui l'imperatore venne assorbito dal compito di far fronte ai saraceni sul confine spagnolo e di contenere le scorrerie danesi, bulgare e slave a nord-est. Nell'829, per assicurare un regno anche a Carlo, nato nell'823 dalla sua seconda moglie, Ludovico modificò l'Ordinatio dell'817 e questo mise gli eredi l'uno contro l'altro e li scatenò contro di lui. Abbandonato dal suo esercito e deposto nell'833, reinsediato nell'835, morì nell'840 senza aver potuto evitare la tanto temuta divisione dell'impero, di lì a poco sancita dal trattato di Verdun.

L'ammenda, onorevole dal punto di vista cristiano, lo scredita, come atto di debolezza, agli occhi degli altri nobili del regno

827

I musulmani Aghlabidi di Qayrawan iniziano la conquista della Sicilia

 

840

I musulmani prendono Bari e parte dell'Italia del Sud.

Invitati da napoletani per indebolire il ducato di Benevento rivale, i musulmani fondarono un emirato durato fino all'871

843

Trattato di Verdun: divisione dell'impero carolingio tra i figli di Ludovico il Pio.
Caratteri dell'economia nell’Europa carolingia
A lungo gli storici hanno dipinto l'Europa carolingia come un mondo economicamente chiuso, tutto ripiegato sulle attività agricole e la pura sussistenza. Oggi, senza disconoscere il fatto che la stragrande maggioranza della popolazione traeva il proprio sostentamento dalla terra, si ammette che le grandi aziende agrarie caratteristiche di quest'epoca fossero collegate fra loro e ai mercati cittadini da circuiti di scambio abbastanza regolari. Quanto al commercio su lunghe distanze è indubbio che subì una contrazione, dovuta soprattutto alla supremazia araba nel Mediterraneo, ma non scomparve. Utilizzò piuttosto la sponda adriatica, dove erano attive Pavia e Venezia, o s'incanalò lungo gli itinerari terrestri e fluviali che collegavano le regioni baltiche con l'Ucraina e il Mar Nero, la valle del Reno ai Carpazi e a Kiev.

Ludovico il Pio
Ludovico il Pio

Nascono il regno Franco e il futuro Sacro Romano Impero

847

Il capitolare di Meerssen invita gli uomini liberi a scegliersi un signore e mettersi sotto la sua protezione
Il Capitolare di Mersen (o Meerssen) è un testo normativo dell'847, con cui si invitavano gli uomini liberi a individuare un capo, scelto tra il re o tra i signori più potenti del territorio, per ottenere protezione. Prescriveva inoltre che tale rapporto non potesse essere risolto se non per una giusta causa.
Promulgato da Carlo il Calvo nell'847, a Meerssen, nei Paesi Bassi.

Diffusione del feudalesimo
La norma si poneva l'obiettivo di smilitarizzare i ceti più bassi, ma con essa andava affermandosi il principio secondo cui i vassalli dovessero obbligatoriamente seguire il re solo contro nemici stranieri.
In questo modo il capitolare sanciva un passaggio di poteri dalla sfera regale a quella dei vassalli e l'avanzata di un sistema di rapporti di potere che costituiva la base per l'affermazione di una società di tipo feudale

874

L'Islanda è colonizzata dai Normanni
Con il nome di Normanni ( uomini del Nord ) indichiamo quei gruppi di Vichinghi che assumeranno poi il nome di Danesi , Svedesi e Norvegesi, e che già dal tempo di Carlo Magno avevano compiuto incursioni oltre il canale della Manica in direzione del Mar Baltico e del Mare del Nord.

I Vichinghi, popolazioni germaniche stabilitesi nella penisola scandinava, si spinsero verso nord in direzione dell'Islanda e perfino della Groenlandia e del Labrador.
I Vichinghi, popolazioni germaniche stabilitesi nella penisola scandinava, si spinsero  verso nord in direzione dell'Islanda e perfino della Groenlandia e del Labrador.

877

Capitolare di Quierzy
Il capitolare di Quierzy concede ai vassalli maggiori del regno l’ereditarietà delle terre detenute in beneficio (877)
'Se si spegne un conte, il cui figlio è dei nostri, considerato quindi nostro figlio, insieme con gli altri nostri fedeli, scelga fra coloro che gli furono più intimi e più vicini colui che con i dipendenti dello stesso comitato e con il vescovo dovrà amministrare il comitato stesso, fino a quando non ne saremo informati [...]. Analogamente si farà per i nostri vassalli. E vogliamo e comandiamo espressamente che i vescovi, gli abati e i conti o anche gli altri fedeli nostri cerchino di seguire le stesse norme verso i loro vassalli'.
Capitolari dei re Franchi

Carlo il Calvo rende i grandi feudi trasmissibili per via ereditaria

881

Prima attestazione della parola Feudo.
Fèudo s. m. [dal lat. mediev. feudum, di etimologia discussa, attestato dapprima (sec. 9°) nelle forme feusfeum (da cui anche il corrispondente fr. fief), che risalgono prob. a un franco *fehu «possesso, bestiame»; la parola compare per la prima volta in Italia nella forma feo in un documento lucchese della metà del sec. 10°]. – 1. a. Istituto del mondo medievale, che ha dato nome a un’epoca della storia dell’Europa occid. e ha esercitato la sua influenza fino a tutto il sec. 18° (in qualche regione italiana, come la Sardegna, anche oltre), e che, nella sua essenza, può definirsi come una proprietà privilegiata: concederedareavere in feudo un territoriofeudo ecclesiasticosecolare.

Considerato nella sua struttura giuridica, il feudo risulta formato dall’unione di due elementi: uno personale, consistente nell’atto mediante il quale un uomo libero si sottopone a un altro promettendogli fedeltà e ricevendone in cambio la promessa di protezione; e uno reale (detto beneficio), consistente nella concessione gratuita e revocabile di una terra, in aggiunta alla promessa di protezione; si aggiungeva poi un terzo elemento, cioè l’affrancazione (detta immunità) da oneri pubblici delle terre concesse.
Dalla Enciclopedia Treccani

885

I santi Cirillo e Metodio arrivano in Bulgaria.

I due fratelli Santi Cirillo e Metodio.
I due fratelli Santi Cirillo e Metodio.

Creazione dell'alfabeto cirillico