Da una relazione del Ministro Provinciale P. Ludovico Barbaro si rileva:

Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis. I locali nei quali fu impiantata la pannifica officina. Attualmente l'ambiente ospita l'auditorium.
Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis. I locali nei quali fu impiantata la pannifica officina. Attualmente l'ambiente ospita l'auditorium.
"Era legge antichissima di questa Provincia di S. Angelo che il convento S. Matteo passava ogni anno il vestiario a tutti i frati della Provincia medesima, dando a ciascuno 14 palmi di panno in un anno, e nel seguente 18 palmi, e spendendo la somma di 2000 ducati ogni due anni per l'acquisto del panno. Nel 1842, poiché i frati si moltipllcavano, la Provincia si avvisò di passare l'abito ogni due anni, ed invece dei palmi 18, e 14, ne dava palmi 22, qual costume si è serbato fino al presente (1868).
'Nel 1857, sotto l'amministrazione del M. R. P. Luigi da S. Marco la Catola, s'istallava, per disposizione del Rev.mo P. Bernardino da Montefranco, il lanificio a S. Matteo. Per la formazione di tal opera il convento S. Matteo versava l'occorrente' (Nota 31).

Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis. Accesso esterno ai locali che ospitavano la 'pannifica officina'.
Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis. Accesso esterno ai locali che ospitavano la 'pannifica officina'.
Sistemato in uno stanzone a piano terra, dal lato sud, il lanificio era fornito dì una rudimentale ma indispensabile attrezzatura: 'cardo 1, filanda in grosso 1, filanda in piccolo 1, telai 2. Il Personale addetto: Prefetto, Viceprefetto, sette fratelli laici, due secolari'. Il ciclo lavorativo per produrre 515 canne di panno durava un anno. In quello successivo si lavorava 'per prodotti liberi da vendere onde incrementare il lanificio. Il panno confezionato a S. Matteo' veniva inviato alla fabbrica Pastore di Salerno, per le ultime rifiniture. Riportato a S. Matteo, avveniva la distribuzione ai frati. Gli altri conventi della Provincia versa­vano, quale simbolico contributo, la somma complessiva di 105 ducati all'anno, mentre quello di S. Matteo sborsava 1000 ducati all'anno (Nota 32).
Un manoscritto rozzo e sbiadito del 1857 contiene alcuni avvertimenti sul modo come procedere nel lavoro del lanificio. E' ignoto l'autore, ma pare che possa individuarsi in un fratello laico che doveva essere il capomastro della pannifica officina di S. Matteo. Grammatica e sintassi si trovano un po' a disagio e cedono il passo a quella qualità di comodo che è la praticità:

'Regolamento del modo come devesi camminare nei lavori del lanificio.
Regolamento da sapere comprare la lana:

1. che la lana sia morbita, e fina, perché la finezza ci da durata, e veduta.
2. La lana più ordinaria ci dà i panni più materiali, e meno cannaggio.
3. Bada che la lana sia polita di nuocciolo, e ben bagnata.
4. Che la lana prima che si mettesse a lavorare si deve scartare a questo modo, cioè la lana lunga serve per ordito, o sia la stesa, ed il più corto servirà per trama.
5. Che la lana si deve spurgare, o sia lavare, perché a questo modo i panni avranno più tenuta, e la macchina avrà più durata.
6. Che le lane tutte devono essere spittiate, o sia scelte, acciò il cardo no soffra.
7. Per ogni cantaia di lana, ci vuolo 25 rotola dì olio, e per la trama ci ne vuol 15 rotola, ma se si volesse il filo di flanella, allora al ordito ci vuoto il 30 per cento, e la trama il 20.
8. Ogni pezza di tela ordito combosto di 49 portate lunga quindici canne e palmi due, non deve passare il peso di rotola dieci e mezzo.
9. La trama poi, lo sa il filatore come deva venire.
10. Che la trama sia bagnata acciò il panno viene fino, e forte, e con risparmio.

Regolamento del cardo:

1. Il pettano deve stare sempre piene acciò lascia subito il maccarone.
2. Che il pettano sia lontano dal cardo la finezza di un grano, e l'amoratore disteso, acciò la lana viene bene spianata.
3. Se i maccaroni non uscissero buoni, allora può partire da questo difetto, cioè ho che il bastone sta lontano il suo ingranaggio dal pettano, ho pure la vita non sarà ben legata, e lo stesso può accadere anche alla rota granda che fa camminare il pettano.
4. Se la lana uscisse farrosa quando si carda, allora potete stingere un poco il volando.
5. La lana fina, si calano sempre li cilindri, e la lana ordi­naria si alzano.
6. Volendo polizare il pettano, vi ricordo che il cardo deva essere pieno, e deva faticare a trama.
7. La lana quando più riposa dopo ammorata, tanto meglio va il cardo, e viene bene il lavoro.
8. Se il pettano non volesse lasciare i maccaroni, allora vuol essere amolato colla preta, come vi ho fatto sempre vedere" (Nota 33).

La 'pannifica officina' di S. Matteo fu travolta nel gorgo della soppressione.