Panorama di San Marco in Lamis dal convento di S. Matteo sul Gargano.
Panorama di San Marco in Lamis dal convento di S. Matteo sul Gargano.
La storia dì S. Marco in Lamis è legata, per certi aspetti e per vari secoli, alla storia del monastero. Nati come vassalli della benedettina abbazia, vissuti, in seguito, alle dipendenze di abati Commendatari, sorti come libero Comune, stretti nella valle da due conventi francescani, i Sammarchesi, in genere, hanno guardato con fede e simpatia 'allu cummente d' Sante Mattée'.
Si è detto in genere, perché, in ogni tempo, non sono mancati gl'indifferenti che non sentono alcun interesse e non pro­vano nessun vivo sentimento per lo storico monastero, come non è mancata gente ostile di vario colore. Eccezioni. Ombre che danno maggior risalto alle luci di un quadro, e non intaccano il genuino sentimento popolare.
Il Podestà Luigi Ciavarella si rendeva interprete di tale sentimento, quando - 18 febbraio 1933 - deliberava di cedere il convento ai Frati Minori, cessione che, in fondo, non era che restituzione. Perché, ricordava lo stesso Podestà, il convento era pervenuto al Comune in seguito alle leggi eversive;

Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis. Restauri della chiesa nel 1987.
Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis. Restauri della chiesa nel 1987.
“il sentimento popolare era proteso nel culto dell'Evangelista e nella simpatia verso i frati; indipendentemente da ogni altra considerazione, era doveroso riconoscere che ove i frati minori non avessero, con grande sacrificio del loro Ordine, profuso tangibili ricchezze per la manutenzione dello stabile, la chiesa stessa di S. Matteo nonché il convento, ora, sarebbero, per l'abbandono in cui erano ridotti, un cumulo di rovine; in conclusione l'Amministrazione Podestarile, per omaggio al sentimento delle popolazioni di questa e delle finitime Province, doveva usare la più larga agevolazione possibile all'Autorità Ecclesiastica che aveva fatto assurgere ta chiesa di S. Matteo alla dignità di Santuario e a centro fulgidissimo di fede, con grande lustro e decoro del Comune di S. Marco.

Perciò lo stesso Podestà

“deliberava di cedere irrevocabilmente e senza limiti di sorta all'Autorità Ecclesiastica, l'intero fabbricato annesso al Santuario di S. Matteo Apostolo, e pertinenze”  (Doc. 23).

Il bizantinismo burocratico di funzionari del Ministero dell'Interno trovò a ridire su una paroletta: cessione o retrocessione da parte del Comune? La Provincia Monastica sottilizzò sulla richiesta della “congrua parte destinata a Rettoria della chiesa”. Questioni eleganti che si trascinarono per cinque anni.
Con decreto Reale del 12 maggio 1939, la Provincia dei Frati Minori di Puglia veniva autorizzata ad accettare la cessione del convento S. Matteo, deliberata dal Comune  (Doc. 26).
Finalmente il 19 giugno 1940, con atto pubblico del Notaio Massimo Tardio, il Comune di S. Marco, rappresentato dal Podestà Dott. Matteo Schiena,

“cedeva gratuitamente e senza alcun corrispettivo, irrevocabilmente e senza limiti di sorta, alla Provincia dei Frati Minori di Puglia, rappresentata dal Ministro Provinciale P. Agostino Castrillo, l'intero fabbricato del convento di S. Matteo Apostolo”  (Doc. 27).