Presentazione del Centro Studi P. Michelangelo Manicone del Parco Nazionale del Gargano e della Provincia Monastica S. Michele Arcangelo dei Frati minori. Ho arricchito il testo con foto mie.
Il webmaster

Parco Nazionale del Gargano - Centro studi 'Michelangelo Manicone'
Apertura 18 aprile 2001

La targa del Centro Studi intitolato a P. Michelangelo Manicone, posta all'ingresso della Biblioteca di S. Matteo a San Marco in Lamis
La targa del Centro Studi intitolato a P. Michelangelo Manicone, posta all'ingresso della Biblioteca di S. Matteo a San Marco in Lamis
Qualche decennio fa capitò nella nostra Biblioteca un signore che in gioventù era stato Frate, aveva fatto l'anno di noviziato e pronunciato i voti temporanei. Poi la sua vita prese altre strade. Aveva conservato un buon ricordo della sua esperienza giovanile, insieme a una devozione sconfinata verso San Francesco, fatta di confusi ricordi, ma profonda, entusiasta e sincera.
Ingresso della Biblioteca di S. Matteo
Ingresso della Biblioteca di S. Matteo
Lo affascinava soprattutto il rapporto di San Francesco con la natura, la sua commozione per gli animali, la sua delicatezza che lo spingeva a una dieta strettamente vegetariana. Rimase malissimo quando gli dissi che sì, San Francesco amava la natura, si commuoveva dinanzi agli animali, e che anche un verme per lui aveva nome e cognome, ma che, pur mangiando quasi sempre erbe selvatiche, come Cristo apprezzava i buoni pranzi e vegetariano proprio non era. Avrebbe voluto che l'Imperatore a Natale distribuisse doppia porzione di carne a tutti i suoi sudditi e che anche i muri ne venissero impregnati.
Ci siamo riferiti spesso questa sera a San Francesco e a P. Manicone come a due figure guida della futura attività del Centro Studi. Ma, con quale grado di consapevolezza?
Ingresso della Biblioteca del Convento: veduta invernale
Ingresso della Biblioteca del Convento: veduta invernale
Siamo proprio sicuri che il San Francesco che abbiamo in mente sia proprio il San Francesco che si abbeverava "sine glossa" alla Parola di Dio da cui apprendeva la capacità di stupirsi di fronte ai multiformi aspetti della vita visti come limitate manifestazioni della infinita capacità creativa di Dio?
Che ci fanno il bue e l'asino nel Presepio? Siamo sicuri che il bue e l'asino siano proprio quegli animali che la nostra pigrizia ci ha abituati a classificare come mangerecci e non mangerecci, utili e nocivi, da salotto e da lavoro, belli e brutti, domestici e selvatici?
Non conosceva la parola 'ecologia'. San Francesco, né ha mai ha discettato di biodiversità. Conosceva, però, il senso della bellissima parabola del bue e dell'asino, i quali, facendo semplicemente gli animali, al naturale, senza titoli né privilegi, con la sola presenza scaldano il Signore, come loro povero e nudo. Dalla Bibbia San Francesco ha appreso l'intima bontà di ogni vivente i quali tutti, da niente fuorché da se stessi, devono giustificare il proprio diritto all'esistenza.
L'antropocentrismo di Francesco non è quello del privilegio, è l'antropocentrismo cristologico del servizio, dell'impegno e della responsabilità.
Il convento di San Matteo a S. Marco in Lamis. La struttura, sede del Centro studi 'Manicone' è un monumento nazionale
Il convento di San Matteo a S. Marco in Lamis. La struttura, sede del Centro studi 'Manicone' è un monumento nazionale
Il Presidente prof. Matteo Fusilli, con altre parole diceva le stesse cose quando, nel lontano marzo 1999, mi confidava la speranza che il Centro Studi del Parco si istituisse in collaborazione con la Provincia Monastica proprio qui a San Matteo. Mi diceva anche che l'ambiente naturale del Gargano risulta fortemente caratterizzato dalla sua storia religiosa fatta di vie di pellegrini ed eremiti, di santuari e monasteri, di boschi e di ambienti rupestri che il P. Marcello Cavaglieli, nel suo Pellegrino al Gargano, interpretava quasi come il naturale rifugio della Religione. Chissà se, diceva il Presidente, approfondendo in termini attuali questo rapporto fra ambiente naturale e storia religiosa del territorio alla luce delle figure emblematiche di San Francesco e di P. Michelangelo Manicone, non si riesca a riproporre le ragioni profonde di un rinnovato rispetto per l'ambiente, che non sia contro ma a favore dell'uomo?
Non credo proprio che le sollecitazioni del Presidente Fusilli, che sono poi le richieste che ci provengono da larga parte del laicato cattolico e non cattolico, possano essere eluse, soprattutto dopo il convegno ecclesiale di Palermo che ha messo in moto anche nella Chiesa Italiana l'esigenza di approfondire un grado di responsabilità verso i problemi ambientali ben superiore a quanto espresso negli anni addietro.
Tuttavia il ragionato ottimismo del Presidente non ha attenuato in me, lo confesso senza remore, l'urgenza dagli interrogativi surriferiti. La lunga incubazione dell'idea, nata nell'ormai lontano marzo del 1999 e che solo oggi ha il suo festoso epilogo, mi ha confermato che l'istituzione del Centro Studi del Parco rende impellente, per noi frati, il confronto con le fonti della spiritualità francescana.
Auditorium della Biblioteca del Convento di S. Matteo. Una giornata di studi
Auditorium della Biblioteca del Convento di S. Matteo. Una giornata di studi
E qui il riferimento a P. Michelangelo Manicone è d'obbligo. P. Michelangelo, anche nelle sue ricerche naturalistiche è rimasto un teologo e un francescano. Basterebbe leggere anche in modo sommario la Fisica Appula per sapere quanto religiosamente motivata fosse la sua preoccupazione di offrire agli indotti contadini e amministratori le nozioni essenziali per una corretta gestione del territorio.
Altrettanto religiosamente e teologicamente motivata è la sua preoccupazione di richiamare i suoi confratelli dell'Ordine Francescano alla fedeltà ai principi che, secondo la tradizione francescana, s'immerga profondamente nell'esistente intorno a noi, che si faccia carico dei dolori e delle gioie, dell'ansia della ricerca e della riconciliazione: una spiritualità segnata da una particolare attenzione ai segni dei tempi, caratterizzata dal gusto dell'osare: non è fuori posto, secondo P. Michelangelo, che i frati, per il bene comune, pur rimanendo teologi, siano scienziati, ricercatori, all'occorrenza anche agricoltori.
In P. Manicone le preoccupazioni riformatrici tardo illuministiche della Napoli di fine '700 si sposavano, nella periferia degradata della Capitanata e del Gargano, con le esigenze spirituali e culturali di un teologo francescano il quale, studiando il suo Gargano e le molteplici interconnessioni tra i vari aspetti della vita, ravvisava l'esistenza di quanto gli studi biblici più recenti hanno identificato con certezza: una sapienza che è insieme 1' atto costitutivo del cosmo e la sua legge, l'ordine che Dio ha destinato al mondo.
Una sala della Biblioteca di S. Matteo
Una sala della Biblioteca di S. Matteo
Lo studio della sapienza è uno dei compiti più urgenti della ricerca teologica attuale. Il nostro confratello siciliano P. Gabriele Allegra, conosciuto dagli specialisti soprattutto per la sua traduzione della Bibbia in cinese e per essere il fondatore di uno dei massimi istituti universitari cattolici in estremo oriente, lo Studio Biblico di Hong-Kong, così ricorda una delle tante conversazioni avute col famoso gesuita francese Theilhard de Chardin, "Così leggemmo e commentammo in diverse riprese i testi dell'Apostolo e dello Scoto e una volta che gli dissi 'a me pare che la Chiesa oggi abbia bisogno di una teologia cosmica e che bisogna costruirla alla luce del Primato universale e assoluto di Cristo', così il Padre proruppe in questa frase che doveva ripetermi tante volte 'Si, è proprio così, abbiamo bisogno di una Teologia cosmica, essa sarà la Teologia dell'avvenire'.
Non credo di far forza al pensiero del Presidente Fusilli se interpreto la sua volontà di fare di questo Centro Studi un posto dove si voli alto, anche nel senso che sia un luogo dove si discuta in termini di teologia cosmica, e di scienza che non si svilisca in pura tecnologia ma attinga con fantasia e purità di cuore le stesse ragioni dell'essere e del divenire.
Una sala della Biblioteca di S. Matteo
Una sala della Biblioteca di S. Matteo
Non è un compito facile, caro Presidente. Neppure al P. Manicone è stato facile piazzare dei punti interrogativi nel cervello dei suoi confratelli; in questi punti interrogativi, poi, la sua vita è inciampata. Diventato di volta in volta traditore dell'Ordine, giacobino, semieretico, ha sofferto per le sue responsabilità di scienziato, di teologo, di sacerdote e di francescano, morendo isolato e quasi dimenticato, non prima, però di aver piazzato i suoi punti interrogativi. II nostro Bollettino della biblioteca ha in progetto di ripubblicare quanto prima, dotato dei dovuti riscontri documentari, un prezioso pamphlet, scritto contro P. Michelangelo da un suo anonimo ex discepolo, anche lui figlio di questa provincia monastica di San'Angelo, dal quale oltre il settarismo dell'intenzione s'intravede con chiarezza l'humus culturale e spirituale in cui P. Michelangelo svolgeva il suo ministero di scienziato e di teologo.
Perdonatemi se in questo intervento io abbia sentito in modo prevalente il mio essere frate. In fondo, se io sono qui questa sera, nella veste che mi è stata attribuita, è solo perché sono un frate. E' mia ambizione, come responsabile della Biblioteca di San Matteo, di costituire nella stessa Biblioteca alcune sezioni bibliografiche, soprattutto bibliche, teologiche e filosofiche riguardanti i temi che trattino del cosmo. Come anche di istituire rapporti di scambio e stretta collaborazione con gli istituti sia religiosi che laici che trattano tali problematiche e di curare particolari rapporti con gli istituti di formazione di base dei Frati e della GIFRA, Gioventù Francescana, che si sta rivelando sempre più terreno fecondo per una riflessione religiosa che, come già è successo nel secolo scorso nel Terz'Ordine Francescano, coinvolga tutti gli aspetti della vita.
Una sala della Biblioteca di S. Matteo
Una sala della Biblioteca di S. Matteo
Son sicuro la Provincia Monastica di cui faccio parte darà il suo appoggio incondizionato sulla scia di quanto si sta evolvendo a livello di Chiesa Cattolica e di Conferenze episcopali Nazionali; notevoli i documenti presentati dai Vescovi Francesi nel gennaio 2000, da quelli tedeschi nel novembre 1998, e dalle delegazioni delle Conferenze Episcopali Europee nella riunione di Ceije (Slovenia) a maggio 1999. Anche l'Ordine Francescano, sia a livello centrale che a livello di Province, si sta dotando di una serie di strutture di ricerca e di servizio come il Centro internazionale di studi ambientali del Pontificio Ateneo Antoniano. Molte Province francescane, poi, stanno sviluppando una robusta attività di ricerca, ma anche di educazione sui temi ambientali.
Mi è caro ricordare, poi, che i Benedettini, come sempre, sono all'avanguardia in questo campo. Camaldoli e Nonantola hanno già una lunghissima carriera. Vallombrosa, cara alla memoria di San Giovanni Gualberto, vive da moltissimo tempo una robusta esperienza di collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato.
Al termine del mio intervento vorrei ricordare che il Patriarca greco ortodosso di Costantinopoli già da diversi anni ha istituito la festa liturgica del creato che si celebra il 1 settembre. Il Parco Nazionale del Gargano, nel cui ambito la presenza monastica greca è stata felicemente rinnovata, potrebbe raccogliere per l'Italia la bellissima idea del Patriarca di Costantinopoli? Tale festa darebbe somma dignità al nostro lavoro ponendolo nel cuore stesso dell'essere cristiano: il creato come sacramento dell'amore donante di Dio.
Consentitemi, infine, di ringraziare a nome strettamente personale, e anche a nome dei miei collaboratori e dei Frati che questo momento hanno desiderato ardentemente e aspettato con tenacia, il M.R.P. Donato Sardella, attuale Ministro Provinciale, e il P. Pietro Carfagna, che da qualche mese ha terminato il mandato di Provinciale. Anche se sono presenti, mi preme dire che appena ho parlato loro del progetto del Centro Studi per metterli in contatto col Presidente Fusilli, hanno compreso immediatamente l'importanza dell'iniziativa non solo per il bene comune, ma anche per la stessa vita interna della Provincia Monastica. E quest'idea hanno coltivato con fede, insieme a noi, nonostante le oggettive difficoltà che tale realizzazione comportava.
Un ringraziamento particolare al Presidente Prof. Matteo Fusilli legato a noi da antica amicizia e collaborazione per la fiducia riposta in questa Fraternità Francescana.
Il Centro Studi del Parco dovrà convivere con la Biblioteca. Staranno un po' stretti ma sarà un matrimonio felice. Son sicuro, poi, che il tempo maturerà uomini e cose. Grazie!
P. Mario Viillani
Convento San Matteo 18 aprile 2001