Articoli
Paolo Sylos Labini (1920-2005), Classi sociali negli anni '80, Editori Laterza, 1986, pp. 164-66
Il problema dell'Università e della ricerca scientifica in Italia
Le assunzioni massicce di docenti hanno creato una situazione particolarmente grave nell'università, che è la sede principale della ricerca scientifica. Troppi docenti, sovente di livello inadeguato, e troppe poche aule e attrezzature scientifiche, cominciando dai laboratori: questo è il male principale dell'università. È vero che in certe facoltà e per alcuni corsi, specialmente nel primo anno, i docenti sono gravemente insufficienti. Ma questo fatto non deve trarre in inganno: sono numerosi i corsi per i quali i docenti sono chiaramente in eccesso: in diversi casi, non per loro colpa, sono inutili ed anzi dannosi giacché rappresentano un onere finanziario e contribuiscono ad ostruire l'ingresso di nuove leve. Le premesse per le assunzioni massicce furono create, oltre che dallo sviluppo economico e sociale che procedeva ad un saggio sostenuto e che già faceva aumentare il numero degli studenti, dalla sconsiderata abolizione di ogni restrizione agli accessi all'università: gli studenti crebbero in misura enorme. Le forze politiche, che, se mai, avrebbero dovuto abolire gradualmente quelle restrizioni, predisponendo attrezzature e programmi adeguati, si limitarono, demagogicamente, a creare 'posti'. [...]
Trovare una via d'uscita è compito arduo; eppure una via d'uscita dev'essere trovata se non si vuole assistere al progressivo decadimento dell'università e della ricerca scientifica per il blocco quasi totale degli accessi per i giovani. [...]
Nel tempo stesso, occorre accrescere il numero dei ricercatori e dei dottori di ricerca: abbiamo ormai un numero enorme di generali e di colonnelli, ma gli allievi ufficiali rappresentano un esiguo drappello. [...]
Al tempo stesso occorre promuovere la mobilità degli studenti universitari al livello europeo con un programma massiccio di borse di studio. In breve: per costituire l'unità politica dell'Europa occorre tendere a unificare non solo l'economia e le forze armate, ma anche l'organizzazione della cultura e della ricerca. Passando dall'università e dalla ricerca al più ampio problema della scuola, il quadro, per certi aspetti, è ancora più fosco. La vergogna più grande sta nell'aver usato la scuola come area per la sistemazione di numerose persone per motivi di clientela politica o sindacale piuttosto che per motivi d'interesse pubblico. Si può risalire la china?
Un'azione vigorosa per la ripresa dell'università e della ricerca scientifica e, più in generale, della scuola nel suo complesso è essenziale poiché non è in gioco soltanto lo sviluppo economico e sociale: è una questione d'identità nazionale. [...]
Ci dobbiamo domandare se siamo capaci di uscire dalla retorica e di puntare sul serio su quei valori ['rinascimentali'] per ricostruire la nostra coscienza nazionale dando ad essa, come contenuto, la ricerca incessante dei tre ideali della rivoluzione francese. In altre parole, si tratta di vedere se siamo capaci di portare avanti il proccsso di democratizzazione spingendolo verso l'alto e inserendolo progressivamente nel più ampio processo europeo.
Se si considera come oggi amministriamo il nostro straordinario patrimonio artistico e il nostro patrimonio naturale e si riflette sulla politica riguardante la scuola e la ricerca scientifica, ci rendiamo conto che occorre un mutamento radicale.

Scarica 'Golia' di G.A. Borgese

Contatti
Con questo form puoi contattarmi. Se trovi errori in questo web sei pregata(o) di segnalarmelo, copiando il link della pagina difettosa nel campo 'Messaggio'. Grazie
Inserisci il tuo nome!
Please enter your email!
Scrivi un messaggio!
Via D. Compagnone 1/C 71014 S. Marco in Lamis (FG)
Indirizzo:
+39 392 0167073
Telefono:
E-mail: