Una cava a Stignano
Una cava a Stignano
Un popolo laborioso sotto la direzione di una saggia amministrazione dà l'idea di una società la più conforme alla natura: è il perché in Italia non vi è Accademia, non Riunione Scientifica che nelle loro adunanze non trattino di promuovere la industria e di migliorare le condizioni del bracciante, là dove la necessità più urge, attivando sistemi più economici e più atti a risvegliare l'industria operosa in tutti quei luoghi e provincie che presentano mezzi per impiegare la mano dell'uomo. Tali mezzi per l'inerzia del Governo Borbonico e dei Propretari delle Cave suindicate restarono abbandonati e trascurati, mentre un sicuro alimento e collocamento vi avrebbero trovato tanti e tanti miserabili braccianti che ora languiscono nella miseria, nell'emigrazione, nel vagabondaggio.
Molte sono state le discussioni fatte in passato sopra il potere, o non potere porre in commercio le Cave suddette, ma è rimasta fin ora indecisa la soluzione di questo problema vitale, apportatore del risorgimento della terra garganica: a sentimento dei più esperti Economisti il mezzo di soluzione non si presentava se prima non si fossero assicurate le strade praticabili, ed i porti di mare, onde attivare l'esportazione di essi marmi, e commerciarli con tutti quegli sperimenti che in tutte le opere d'incoraggiamento industriale sono necessarie a farsi per dimostrare con il fatto, che operando in una guisa invece che in un'altra, si possono ottenere i maggiori vantaggi. Oggidì si è giunti al punto di ottenere la soluzione voluta, mentre la attivata ferrovia che da Pescara và a Brindisi passa di fianco a tutta la regione Sud-Ovest garganica, cosi le Stazioni di San Severo ed Apricena sono le chiavi di 14 paesi che trovansi nel Promontorio del Gargano: ma ciò poco o nulla tornerebbe alla soluzione in discorso se nella Provincia di Capitanata non fosse nato il Consorzio delle Strade Garganiche (in oggi sì degnamente diretto dall'attività, e studio dell’onorevole Signor Vincenzo De Ambrosio) attivando reti interne di comunicazione, e che si prestano alle Cave dei preziosi Marmi, le quali reti pei contratti stabiliti debbono essere terminate nel corrente anno 1867, facendo conoscere esso Consorzio col fatto, che l'industria non può andare disgiunta dal commmercio che le dà vita ed incremento; né questo, dalle ferrovie e strade nuove, che sono come grandi arterie, per le quali circola e ritorna il sangue della pubblica floridezza nel corpo economico commerciale e politico di una parte di provincia dimenticata dal governo borbonico, e mutilata dalla società.
Una cava ad Apricena
Una cava ad Apricena
Sì, o signori, una Società Industriale Nazionale darà una lezione agli stranieri nostri nemici, che dicevano la nostra terra, essere la terra dei morti, e quando vedranno una Società tutta Nazionale con capitali Nazionali dar principio e spinger innanzi lavori alacremente, rispetteranno anche un po' meglio i nostri fondi Pubblici, le cui sorti non dipenderanno più dall'Estero, e gli Italiani incoraggiati da una Società tutta Italiana si conosceranno capaci di dar vita a tutte le necessarie imprese, ed il barometro delle Provinciali e Comunali Amministrazioni salirebbe di molti gradi in tempo non lungo.
Se necessario è dar vita a queste Cave di preziosi marmi ed alabastri del Gargano, imperocchè son germi inesauribili di ricchezze: se utilità non piccola deriverebbe dalla escavazione dei medesimi non solo per privato individuale interesse, ma ancora pel pubblico bene, abbiate per certo, o Signori, che la Provincia di Capitanata ed i Municipi ed i loro ricchi abitanti accoglieranno con gioja ed entusiasmo la proposta escavazione dei Marmi, non per carpire dalle Provinciali e Comunali Amministrazioni e dai Privati il denaro che si spreme dai contribuenti, non per arricchire pochi spudorati fautori pronti a tessere inganni a tutti, ma per dar lavoro al bracciante, indossando l'umile divisa della più stretta economia e della equità.
Una cava ad Apricena
Una cava ad Apricena
Alla saggezza degli Onorevoli Membri dei Consigli Provinciali e Comunali, che dirigono la pubblica cosa, costituenti essi un corpo morale, la cui solidità è indissolubile, poiché rappresentano il valore del suolo, che non può mai venir meno se non con lo scomparire dalla superficie terrestre; ad essi come tutori del proprio ben'essere, e quindi più di qualunque altro corpo morale costituito hanno cura di una buona e regolare amministrazione interna, per rendere prospera e feconda la vita di ogni cittadino: - Ai proprietari delle Cave infine, farete appello, o Signori, onde prestino il loro suffragio di adesione immedesimandosi essi pure nell'impresa, cui è necessario provvedere con Zelo e con filantropico patriottismo.
Ciò premesso, chiamato da Voi Signori quali componenti la Società Promotrice per l'escavazione dei Marmi del Gargano all'onorifico incarico di portarmi sopra luogo a fare tutti i rilievi indicati dall'arte tecnica onde corredare di note topografiche e statistiche gli studii del distinto Prof. Pilla, che da Voi a tal uopo mi furono consegnati, vengo ora ad adempire al mio incarico e dar conto della mia missione.
Prima di entrare nella trascrizione degli studii del Pilla corredati delle suddette note fatte sopra luogo e relative carte topografiche, credo essere di mio obbligo di premettere le copie dei Certificati che mi furono rilasciate dai Sindaci di S. Marco in Lamis ed Apricena a comprova del mio operato.

REGNO D'ITALIA - PROVINCIA DI CAPITANATA - Circondario di S. Severo - Comune di San Marco in Lamis - N. 575.

Il Sindaco del Comune suddetto fa coscienzioso attestato che l’Ingegnere Sig. Filippo PALTRINIERI, per cui il Signor Sotto-Prefetto del Circondario con foglio del 9 Maggio spirato N.° 3524 partecipavaci la venuta recandosi in questi luoghi del Gargano, si è occupato col portarsi personalmente sulle Cave di Marmi sito nel tenimento di detto Comune, rinvenute dal paesano Leonardo Cera Dottor Fisico, e poscia riconosciuto di merito Artistico-Geologico dal Professore Sig. Leopoldo Pilla con due rapporti indiretti dallo stesso a S. E. il Ministro Segretario di Stato degli affari interni dell'ex Governo Borbonico in data 8 e 20 Gennajo 1840, rilevando dette Cave in via Topografica e Statistica usando tutto lo studio e diligenza possibile.
E per la verità il Sindaco suddetto rilascia il presente certificato sulla domanda del detto Signor Ing. Paltrinieri Filippo.
Il Sindaco
(sugello) Cav. F. CENTOLA
Il Segretario
G. GIULIANI.
Sansevero 3 Giugno 1867.
Visto ec. per la legalità della firma del Sindaco di San Marco in Lamis Sig. F. Centola.
Il Sotto Prefetto
Cav. MARFORI-SAVINI

CIRCONDARIO DI S. SEVERO - Comune di Apricena di Capitanata - N.o Protocollo 33.
Apricena 26 Maggio 1867.

Il sottoscritto Sindaco di Apricena precedentemente informato dal Signor Sotto-Prefetto del Circondario con nota 9 volgente N. 3524 della venuta dell'Ingegnere Sig. Filippo Paltronieri, attesta che lo stesso effettivamente si è recato in questi luoghi ove con molto zelo ed energia si è occupato a lavori topografici e statistici delle cave de' Marmi che produranno senza dubbio le ricchezze industriali che ora giacciono neglette e che sono situate a Fortore precisamente nel punto detto pietre nere a S. Giovanni in pane, tenuta del Giudice, ed alle falde di Castelpagano, tenuta Ciufelli in base degli studii geologici del Pilla fatti per ordine del cessato governo Borbonico.
In fede di che si rilascia il presente ec.
Il Sindaco
(Sugello) M. ZACCAGNINO.
Si certifica vera la firma suddetta. del Sig. Michele Zaccagnino Sindaco di Apricena.
San Severo 26 Maggio 1867.
Il Sotto Prefetto
Cav. Marfori-Savini.