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Articoli
Ferruccio Parri, L'Astrolabio, n. 32, Pagg. 8-9, 7 Agosto 1966
[...] Mi scusi l'on. Rumor per questi “pochi scherzucci da dozzina”. Gli è che mentre egli parlava ed i socialisti si unificavano crollava mezza Agrigento. Ed era come se crollasse un sipario su un panorama di abusi, corruzione, lasciar andare e facilità, se tutti gli scandali di tutte le città italiane rivelano nello stesso modo, talmente sconfortante, ugualmente squalificatore dei ceti dirigenti affetti da così diffusa foruncolosi purulenta. Moderatismo? Per strappare le erbacce nel proprio orto ci vuol coraggio: il coraggio può esser politicamente ed elettoralmente pericoloso. Si preferisce l'ipocrisia. Ma vi sono italiani che si ribellano e rifiutano i tranquillanti. Il cosiddetto miracolo economico, col guasto che lo ha accompagnato ed il disordine che ancora duramente scontiamo, qual segno porta? Quali resistenze impediscono tuttora una poiitica di occupazione ed un impiego decisivo degli investimenti Pubblici? [...] E questo Stato tarlato, questa amministrazione inefficiente, questi codici arretrati, queste leggi antiquate, questo disordine e malessere della vita pubblica, condannano non un moderatismo ma una incapatà di rinnovamento. [...]

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  • Le Acli a S. Marco in Lamis

    Le Acli a S. Marco in Lamis

    Sebastiano (Ninuccio) Contessa racconta la storia delle Acli di San Marco in Lamis.Il secondo dopoguerra in un paesino del Meridione. Leggi
  • P. Sylos Labini (1920-2002)

    P. Sylos Labini (1920-2002)

    Un grande economista italiano, che aveva previsto molte cose. Leggi
  • Carlo Cattaneo (1801-1869)

    Carlo Cattaneo (1801-1869)

    Egli fu uomo d'azione, in modo folgorante, ma per brevissimo tempo, non più di diciassette giorni in quasi settant'anni di vita. Leggi
  • Napoleone Colajanni (1847-1921)

    Napoleone Colajanni (1847-1921)

    Nuova sezione dedicata ad un Grande alquanto dimenticato. Garibaldino, Repubblicano, italiano, onesto, amante dei poveri e della giustizia. Leggi
  • Il Risorgimento

    Il Risorgimento

    Nuova sezione! La foto è una litografia di Rossetti, tratta da Antonio Balbiani, Storia illustrata della vita di Garibaldi, Milano, 1860. Leggi
  • Leggi con me.

    Leggi con me.

    [...] la biblioteca non è solo il luogo della tua memoria, dove conservi quel che hai letto, ma il luogo della memoria universale, dove un giorno, nel momento fatale, potrai trovare quelli altri hanno letto prima di te. È un repositorio dove al limite tutto si confonde e genera una vertigine, un cocktail della memoria dotta. [...] Umberto Eco Leggi
  • Nord-Sud

    Nord-Sud

    "Il federalismo - ivi compreso quello 'fiscale' - servirà assai poco al progresso del Paese se il Governo italiano non avvierà contestualmente una strutturale ed incisiva politica economica nazionale di sviluppo e di coesione, finalizzata alla unificazione anche 'economica' tra Mezzogiorno e Centro-Nord". Nino Novacco (1927-2011) Leggi
  • G. A. Borgese

    G. A. Borgese

    [Golia è] Un libro, questo, letto da pochi, purtroppo, allora come oggi, non più in commercio, eppure un libro sul fascismo, sull'Italia fascista, un libro di radicale importanza. Ed è un libro da cui bisogna partire per conoscere Borgese scrittore, oggi effettivamente sconosciuto. L. Sciascia, in Corriere della sera dell'11 settembre 1982 Leggi
  • Le migrazioni

    Le migrazioni

    Il problema dei movimenti migratori è molto vecchio e complesso. Oggi assistiamo, purtroppo e tra il plauso di molti, ad una sua pericolosa e dolorosa semplificazione.La buonanima della mia nonna materna Luigina Tardio (1897-1980) amava dire: così capisce! Ma subito aggiungeva: si stancherà! Leggi
  • Storia statistica di Giuliani

    Storia statistica di Giuliani

    Ho dedicato una corposa sezione al Notaio sammarchese Leonardo Giuliani (1786-1865), autore della citatissima 'Storia statistica'.Ho aggiunto alla sezione molti 'file' che servono ad inquadrare meglio questa grande figura. Leggi
  • Due libri di Matteo Ciavarella

    Due libri di Matteo Ciavarella

    I due libri (Il colera del 1837..., 1981 e Fra orti e mugnali, 1982) che vi offro sono opera del sammarchese Matteo Ciavarella. Essi sono una miniera di notizie sulla cittadina garganica. Leggi
  • Nascita di una città

    Nascita di una città

    Il libro di Pasquale Soccio "San Giovanni in Lamis San Marco in Lamis ....".', arricchito di tanti altri elementi che ti permettono di inquadrare la morte di una potente Badia e la nascita di una Città. Leggi
  • Antonio Vieira

    Antonio Vieira

    Nessuno come il gesuita P. Antonio Vieira (1608-1697) ha sferzato così violentemente la molteplicità degli incarichi, le remore della burocrazia, la peste dei favoritismi; nessuno ha ironizzato più spietatamente su la carta bollata, su illustri incompetenti dei loro dicasteri, su le votazioni fatte da ignari della materia su cui decidere. Leggi
  • Francesco P. Borazio

    Francesco P. Borazio

    Tullio De Mauro:'Francesco Paolo Borazio irrompe come una voce diversa, originale, della poesia nei dialetti meridionali. Un meridionale di questo secolo che scherza in versi dialettali: ecco un fatto che basta ad assegnare, di qua di ogni più affinata valutazione critica, una posizione eccezionale a Lu Trajone e al suo autore. Leggi
  • Marmi ed Alabastri

    Marmi ed Alabastri

    Il libro del 1876 in versione integrale. I marmi e gli alabastri del Gargano. Leggi
  • Il paese che ricordo

    Il paese che ricordo

    Vite, miti, memorie delle classi popolari di San Marco in Lamis. Ricerca curata da Sergio D'Amaro e stampata a cura della Amministrazione comunale di S. Marco in Lamis nel 1996. Leggi
  • I fatti dell'Ospedale di S. Marco in Lamis

    I fatti dell'Ospedale di S. Marco in Lamis

    I mesi di luglio ed agosto del 2002 furono molto importanti nella storia recente di S. Marco in Lamis e dell'intero Gargano. Il Piano di Riordino Ospedaliero della Regione Puglia si abbatté come una scure sul nosocomio sammarchese... Leggi
  • Il Gargano e Beltramelli

    Il Gargano e Beltramelli

    Il resoconto del viaggio compiuto nel 1905 sul Gargano dal giornalista Antonio Beltramelli. Leggi il libro completo pubblicato nel 1907, con centinaia di foto inedite. Ho arricchito il testo con moltissime note, utilizzando la tecnica dell'ipertesto. Leggi
  • Unità e Brigantaggio

    Unità e Brigantaggio

    I drammatici avvenimenti del 1860-63 visti da S. Marco in Lamis. Il libro completo di Pasquale Soccio Leggi
  • Francescani in Capitanata

    Francescani in Capitanata

    Ampi estratti del libro del grande storico P. Doroteo Forte. L'Ordine religioso francescano influenza molto la nostra vita, anche se ci sono elementi di crisi e disagio al suo interno. Leggi
  • Gastronomia e patate

    Gastronomia e patate

    Il p. Michelangelo Manicone, nel 1803, invitava i contadini del Gargano a 'coltivare le patate', da dare agli animali e da mangiare. Propone numerose ricette, che io vi sottopongo insieme ad altri scritti del Frate. Ovviamente sulle Patate. Leggi
  • Il torrente Iano

    Il torrente Iano

    Dai ricordi di Vittorio De Filippis, sammarchese emigrato a Varese dove fu Presidente dell'Ordine dei Medici. L'Autore ricorda alcuni periodi della sua infanzia a San Marco in Lamis. Una prosa semplice ma evocativa: sembra il testo di una sceneggiatura. Leggi
  • Padre Michelangelo Manicone

    Padre Michelangelo Manicone

    Un grande frate riformatore, che scriveva anche bene. Un grande conoscitore ed amante del Gargano. La trattazione di quattro comuni del Gargano, con tante curiosità. Leggi
  • I braccianti

    I braccianti

    Come vivevano i braccianti di una volta a S. Marco in Lamis e nei paesi del Gargano e del Meridione? Leggi
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    Contadini e cafoni

    Come vivevano a San Marco in Lamis e nel Gargano i condadini ed i cafoni Leggi
  • Giornate ecologiche

    Giornate ecologiche

    Noi riteniamo che il turismo sia una delle poche prospettive di sviluppo economico di S. Marco; però riteniamo anche che gli interventi ricettivi e tutti i servizi debbano essere concentrati fuori del bosco, a Borgo Celano. Leggi
  • Il Bosco della Difesa

    Il Bosco della Difesa

    È il bosco più importante di S. Marco in Lamis e, probabilmente, una delle poche, possibili fonti di sviluppo sociale ed economico della nostra città in quanto ad essa è strettamente connesso lo sviluppo turistico di Borgo Celano Leggi
  • Il convento di San Matteo

    Il convento di San Matteo

    Si trova a S. Marco in Lamis ed è un Monumento nazionale. Dispone di una imponente biblioteca, di numerose raccolte di Beni culturali, quali Tavolette votive, paramenti sacri, archeologia e paleontologia, Lapidarium statue, dipinti ed altro. Una visita vale la pena. Resterete meravigliati. Leggi
  • Le erbe del Gargano

    Le erbe del Gargano

    Il Gargano è, tra l'altro, famoso per la sua biodiversità. Leggi come l'Autore di Gargano segreto parla di due piante. Leggi
  • Gli animali domestici

    Gli animali domestici

    E' molto comune trovare nell'entroterra del Gargano la famosa Mucca podolica. Sono anche frequenti il maiale, il pollo domestico, la capra garganica, la pecora. Fate attenzione ai cinghiali! Leggi
  • I funghi

    I funghi

    Sul Gargano ci sono molte specie di funghi, che troverai solamente durante una visita od un soggiorno. Leggi
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    La località chiamata Zazzano

    Una zona interna del Gargano, poco conosciuta ma bellissima. Visitatela! Leggi
  • Le fracchie

    Le fracchie

    La processione della Fracchie di San Marco in Lamis illustrata con testi di Gabriele Tardio e numerose foto Leggi
  • Gabriele Tardio

    Gabriele Tardio

    Numerosi scritti del compianto Gabriele, illustrate con numerose note dell'Autore e foto del sottoscritto oppure tratte da vecchi libri. Leggi
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    La Politica

    Nel '600 Antonio Vieira esprimeva nelle sue prediche il concetto di Politica. Leggi tante curiosità Leggi
  • Le piante del Gargano

    Le piante del Gargano

    Una grande esposizione della Flora del Gargano con testi, foto e didascalie Leggi
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    Giuseppe Giuliani

    La Festa di San Matteo a S. Marco in Lamis dal Bollettino della Biblioteca di S. Matteo Leggi
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    Castelpagano

    Un bellissimo castello medievale meta di molti villeggianti e camminatori Leggi
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    Borgo Celano

    Frazione di S. Marco in Lamis Chiave di volta per una prospettiva di sviluppo turistico Leggi
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    Lu cummente de Sante Mattè

    Poesia di Francesco P. Borazio pubblicata sul Bollettino del Santuario di San Matteo Leggi
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    Bizzoche a San Marco nel '700

    Un vecchio scritto del 700 Leggi
  • L'alluvione del 2014

    L'alluvione del 2014

    L'alluvione del 2014 alla Foresta Leggi
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    Almanacco

    Nuova sezione di libri, biblioteche, ricordi, materiale di archivio, curiosità, chicche e tanto altro... Leggi
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    Pasquale Soccio

    "Materna terra" Libro completo dell'autore di Gargano segreto Leggi
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    La Via Francesca

    Il tratto garganico della Via Francesca Leggi
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    Luoghi del Gargano

    Visita il Santuario della Madonna di Cristo a Rignano Garganico Leggi
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    Potenziamento turistico di una zona territoriale poco conosciuta Il caso dell'entroterra del Gargano La Tesi completa Leggi
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    Mediamente

    A partire dal 1997 Grandi personaggi parlano di ricchezza, povertà, crisi finanziaria, internet, ipertesto, S. Francesco.... Leggi
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    Il Gargano è Storia, Natura e Civiltà Leggi
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    L'Area Marina Protetta delle Isole Tremiti Leggi
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    Le bellezze del Gargano Leggi
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    La natura dà tranquillità

    Sei mai stato in un locale del Gargano? Se non lo hai ancora fatto è un peccato, perché si mangia bene. Leggi
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    La pace della natura

    Negli Agriturismi del Gargano puoi mangiare questo piatto speciale. Prova! Leggi
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    Una raccolta argentaria

    Visita la raccolta argentaria che si trova nel Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis Leggi
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Sebastiano Contessa

Dalla rivista francescana "Laudato sie" di Avetrana
P. Gerardo Di Lorenzo
* Motta Montecorvino 27 luglio 1915 † S.Marco in Lamis 19 maggio 2000
85 anni di età, 70 anni di vita religiosa, 62 anni di Sacerdozio.
La valle di Stignano accoglie stupita una folla di popolo e di frati francescani che silenziosi, nella chiesa cinquecentesca del Santuario, circondano la salma di Padre Gerardo, che oggi, dopo tanti anni di buio, è entrato nella luce di Dio.
Non è facile parlare di una personalità così forte e dinamica. La sua avventura francescana comincia quando lui, Pierino appena quindicenne, decide di vestire l’abito di San Francesco. In appena otto anni giunge ai piedi dell’altare che sale per la prima volta come Ministro di Dio il 2 aprile 1938.
E poi, sicut gigas ad currendam viam, ha percorso lunghissime strade in brevissimo tempo. “Valente insegnante del Collegi Serafici e nei Chiericati della Provincia” dove ha profuso il suo sapere in maniera brillante nelle svariate discipline come: lettere, storia dell’arte, filosofia, diritto canonico, musica, polifonia; abile oratore con padronanza di parole e di gesti; attento soccorritore di umane miserie.
Ma la Provvidenza gli aveva indicata una strada imprevista quando, avendo preso coscienza dello stato di rovina e di abbandono del glorioso convento di Stignano, decideva di farlo risorgere. Cominciò così ad amarlo vivendo tra i ruderi, dormendo nel fatiscente locale della sacrestia, per respirare meglio l’aria di questo gigante ferito e vivere il suo bisogno di rinascita.
Durissimi gli ostacoli e le difficoltà, ma il suo carattere volitivo e la sua carica di fede hanno restituito alla Provincia e alla storia un gioiello di arte.
Ma il Signore gli aveva pure preparata una prova durissima per dare più valore alla sua opera.
Chi scrive queste note come può non ricordare la sua dolcezza nell’affrontare le diagnosi degli specialisti che gli annunziavano il pericolo della perdita della vista. Come dimenticare l’odissea delle corse e delle lunghe soste negli ospedali di Roma, di Siena, di Ravenna, di Parma; e, in attesa del responso degli specialisti, ascoltare il sussurro delle sue accorate preghiere alla Madonna che si concludevano con un dolcissimo “fiat”?
Il resto è noto a tutti. Un calvario nel buio. Quest’ultimo percorso è descritto in maniera pittoricamente realistica da lui stesso: «...Sono come un fragile battello sperduto tra insoliti marosi, ma sicuro nella sola fiaccola della fede in una decisa speranza... Sento continuamente uno stimolo potente a visioni altamente spirituali e ad offrire al Signore la
mia sofferenza per il bene dei Superiori, della Provincia intera e di tutti i confratelli, soprattutto perché moltiplichi le vocazioni francescane per la redenzione del mondo».
Il rito funebre, una festa di addio, è stato presieduto dall’Arcivescovo di Foggia Mons. D’Ambrosio, presenziato dal Vescovo di S. Severo Mons. Seccia. Il Provinciale P. Pietro Carfagna ha tracciato un profilo della sua vita.
Ora finalmente Padre Gerardo può esclamare con gioia: “Alla tua luce, Signore, ho visto la luce!”

1995-1997 Anni di profonda trasformazione del Circolo
Leggi tutto: Dal 1995 al 1997Nel buio profondo si accende una luce che illumina nuovi orizzonti. Quel seme gettato nella terra marcisce, muore, si trasforma, rinasce in una fragile pianticella che comincia già a mostrare i fiori variopinti di quelli che saranno i frutti della nuova stagione. Un lungo periodo di anni difficili, ma non sterili, si è chiuso per sempre, grazie alla caparbia fiducia di poter proiettare nel futuro del terzo millennio le Acli di San Marco, adeguandole ai tempi con nuovi strumenti e nuove strategie, perché possano continuare a trasmettere sul territorio gli antichi valori resi sempre nuovi dal vangelo che illumina le nostre tre fedeltà. Il mondo esterno cambia velocemente e cambiano gli interessi delle aspettative dei soci e dirigenti.
I corsi di formazione professionale, nel passato fonte di reddito vitale per la sopravvivenza del circolo, sono ormai gestiti dai centri ENAIP provinciali. Il Patronato, stretto dalla concorrenza delle organizzazioni sindacali, con personale più esperto e motivato dei nostri saltuari volontari, languisce insieme a tutte le altre attività sportive, ricreative e culturali.
Il circolo, per continuare la sua storia, deve cambiare. Può diventare un dopolavoro per impiegati, operai e pensionati ma non sarà più il circolo Acli. Può diventare Patronato con servizi efficienti e puntuali, con personale esperto e capace, ma si burocratizzerebbe e ridurrebbe la capacità di missione sociale e politica a cui il circolo è stato da sempre vocato.
Leggi tutto: Dal 1995 al 1997Trasformarlo in circolo culturale con i suoi salotti letterari, un laboratorio di sociologia politica o turismo da èlite è da escludere per le implicanze snobbistiche che tradirebbero la natura stessa delle Acli. Bisogna quindi, per salvarsi dall’estinzione, ricercare ed inventare qualcosa di nuovo, di unico e di diverso per salvare il circolo dal sicuro naufragio o dal diventare copia, forse anche brutta, di qualche altra organizzazione ricreativa, sindacale o club sportivo. Ma una flebile fiammella accende una grande fiducia in un nuovo progetto. Già nella metà degli anni ’80, il circolo ha la ventura di ospitare nella sua sede una piccola emittente televisiva, già operante da anni nel paese in via sperimentale e dilettantistica con alterne vicende di uomini e precarietà di mezzi artigianali e gestionali.
Emittente quindi limitata al territorio, non in modo continuativo, più per gioco che per profitto, e priva di ogni certezza legale. Il circolo nell’ospitarla aveva avuto l’intuito, la speranza, che potesse portare un valore aggiunto. Ma il sottoscritto e qualche altro dirigente aveva già la certezza di una utilità politica immediata e la ferma volontà di farne una vera emittente, un formidabile strumento di crescita per tutte le Acli e non solo di quelle locali. Per questo, nel momento di definitiva chiusura, viene ripresa e portata nel circolo con i suoi pochi e fatiscenti strumenti ed un tecnico superstite di Tele Sammarco CH40. I primi anni della presidenza di Tonino Bonfitto sono rivolti a potenziare attività sportive e ricreative ma anche a dare una prima sistemazione logistica all’emittente che ha esigenze particolari di gestione di cui abbiamo già parlato alla fine degli anni ’80. A questo scopo si dividono i locali con lavori in muratura ricavandone un piccolo studio ed un piccolissimo spazio per la regia dopo una prima e breve collocazione in una stanza traballante ed inagibile poco adatta allo scopo. Intanto, per avere una certezza legale, affiliamo l’emittente a TeleradioErre di Foggia che ci consente di trasmettere per alcune ore serali i nostri programmi interrompendo le sue trasmissioni. Ma le difficoltà di convivenza con il circolo si acutizzano sempre di più.
Leggi tutto: Dal 1995 al 1997Le difficoltà economiche sono sempre più pesanti a causa di assenza di entrate, con la chiusura dei corsi di dattilografia, con il Patronato quasi inesistente e la fine di ogni attività sportiva culturale e politica.
La presidenza Bonfitto languisce anche perché l’emittente viene gestita come proprietà privata da quelli che la conducono in quanto proprietari dei mezzi, senza dar conto delle entrate pubbliche e private e senza contribuire alle spese del circolo che ne ha la responsabilità gestionale. Sembra che le mie speranze e i miei sogni siano destinati a svanire per sempre.
Sembra che il circolo sia definitivamente morto proprio a causa dell’emittente, progetto nel quale abbiamo invece riposto tanta fiducia. Dopo 5 anni di lotte e di sconforto il presidente Bonfitto, insieme a molti Aclisti, si arrendono e tentano di consegnare tutto al gestore dell’emittente a patto che salvi e conservi il circolo Acli. Per molti soci la speranza di nuove Acli sembra infrangersi contro quello che doveva essere l’approdo e la salvezza del circolo e che si è rivelato invece uno scoglio nemico. Ma nel mio cuore sento ancora una forte fiducia nel futuro delle Acli e dell’emittente nella caparbia consapevolezza che il momento più buio della notte sia anche la premessa dell’alba di un nuovo giorno. È arrivato il momento in cui bisogna giocarsi tutta la esaltante e tormentata storia del passato e quella di un futuro sognato a lungo per le Acli. Leggi tutto: Dal 1995 al 1997Assumo quindi, in prima persona, la responsabilità del circolo nella riunione del direttivo del 12/10/1995. Il presidente Bonfitto, fatta constatare la validità della seduta, comunica che il circolo è ridotto ai minimi termini sia come risorse che come iscritti per cui si sente costretto a rassegnare le dimissioni che però su mia richiesta vengono respinte perché i conti si chiudano a fine anno anche con il rinnovo del direttivo non reputando dignitoso liquidare il circolo in questo modo.
Il 16/12/95 si svolge l’assemblea che approva un bilancio fallimentare e rinnova il direttivo con la presenza di 19 iscritti su 27. Vengo eletto presidente con 10 voti e riunisco subito gli eletti, Matteo La Porta, Gino D’Amico, Antonio Paglia, Angelo Bonfitto, Pasquale Accadia e Nicola Stea, per distribuire gli incarichi. Vicepresidente è La Porta, uno dei pochi anziani superstiti in continuità con il passato. I collaboratori sono D’Amico e Stea, Paglia ha il compito di ripristinare i rapporti con le Istituzioni, Angelo Bonfitto è responsabile del sociale, il Patronato va a Accadia, che già opera come ospite nella nostra sede in prestito da un’altra organizzazione sindacale di destra e per questo rimproverato dalla sede del Patronato provinciale che non ha capito la mia mossa politica, quella di portare al Patronato una persona già esperta. Le mie scelte sono finalizzate ad una difficile, quasi impossibile rinascita del circolo che molti già hanno destinato ad una imminente chiusura. A questi uomini improvvisati e quasi tutti estranei al circolo il dimissionario presidente Tonino Bonfitto consegna un passivo di 1.696.000 £ accumulati negli anni fino al 1994. Debiti che assolvo di persona perché convinto che il circolo con l’emittente, con il Patronato e la formazione di una futura classe dirigente avrebbe raggiunto vette mai prima eguagliate. Si riparte da zero, armati dalla ferrea volontà non solo di salvare il circolo ma di lavorare alla sua crescita. A distanza di un mese, nel direttivo del 17/02/1996, comunico di aver preso in mano le redini della TV rivendicandone la titolarità non solo perché presidente delle Acli e responsabile incaricato di TeleradioErre ma anche per aver assolto alla situazione debitoria personalmente liquidando anche economicamente il vecchio gestore. Così già alcuni mesi più tardi, nelle casse entrano 3.000.000 di £ come contributo del Comune per i servizi televisivi alla collettività.
L’intera somma viene utilizzata per pagare la pigione di casa, l’acqua, la luce e altre spese per tutto il 1996: e ancora una volta viene allontanato il rischio della chiusura del circolo.
Leggi tutto: Dal 1995 al 1997Nelle riunioni dei mesi successivi si parla di tesseramento, del Patronato e di nuovi contatti con l’amministrazione comunale, con i partiti, con le associazioni più prestigiose presenti a San Marco, al fine di portare, tramite il mezzo televisivo, le Acli al centro del tessuto sociale attraverso il dibattito culturale e politico da tenere con essi.
Ma l’impegno personale non è sufficiente a gestire un’emittente anche perché le mie carenze tecniche e la inadeguata strumentazione rendono la conduzione difficile e pesante.
Sembra un’impresa impossibile. Ma la mia caparbia volontà nel perseguire la strada ormai intrapresa, quella che permettesse di salvare il circolo, e la fortuna di essere circondato da giovani studenti del liceo dove io insegno, giovani che sentono il fascino dell’emittente, fanno miracolosamente affollare il circolo di ragazzi e ragazze come ai vecchi tempi. Il circolo e l’emittente si trasformano in un laboratorio di idee e per anni gli alunni si alternano accompagnandomi nelle ore serali ed occupando il tempo libero per mettere in pratica le loro conoscenze e tecniche del computer e delle telecamere, ma anche per presentare programmi culturali e più frivoli spettacoli, per comunicare notizie e confrontarsi con la società locale.
Sul loro volto vedo spesso la felicità dell’impegno gratuito che coinvolge tutti, genitori ed amici e me in particolare, nel vedere i ragazzi che inventano la televisione, che sprigionano insospettate risorse, lontani dal mondo balordo della strada.
Leggi tutto: Dal 1995 al 1997Nella riunione del 26/08 comunico che sul libretto di cassa sono stati depositati 3.000.000 di £, somma che ci rassicura sulle spese vive del circolo anche per il 1997. Da questa entrata saranno prelevati 2.500.000 £ per la pigione di casa e per riparare il trasmettitore TV. Sono ormai fiducioso nel futuro e già tocco con mano il sogno di un circolo che ritorni ad incontrare l’interesse e il consenso nel paese e gli atteggiamenti favorevoli di tutte le forze politiche sociali. Sono anche speranzoso nel rinnovo del contratto di fitto con l’IDSC, l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, che ha tentato di sfrattarci dai locali sotto pressione di chi all’ombra dell’anonimato spera nella chiusura del circolo per occupare i locali per altre organizzazioni e da chi tenta con ogni mezzo di soffocare la voce dell’emittente scomoda per quanti non accettano la sua libertà ed autonomia di giudizio secondo lo spirito aclista.
La trasparenza della gestione del circolo è assicurata anche da un comitato di garanti che il direttivo ha nominato per la gestione dell’emittente su nominativi forniti dall’amministrazione comunale, dalla scuola e da esponenti delle maggiori organizzazioni.
Leggi tutto: Dal 1995 al 1997Il Lions Club di San Marco organizza un service con un contributo di 4.000.000 di £ finalizzato a comprare un nuovo e più moderno trasmettitore riconoscendo alle Acli ed all’emittente una forte valenza sociale sul territorio. Nasce in me e negli altri a distanza di pochi mesi la certezza e la soddisfazione di aver imboccato la strada giusta. Ma il cammino è ancora lungo e tortuoso e senza un punto di riferimento con la Presidenza Provinciale, in quel periodo commissariata.
Per questo decido di affrontare e risolvere i problemi nella più completa solitudine. Nel direttivo di fine anno si commenta una lettera del Commissario Provinciale e sul tesseramento del circolo che comincia ad aumentare. Si parla ancora dei sempre più difficili rapporti con TeleradioErre e si pensa di organizzare un teatro club come ai vecchi tempi per salvare il dialetto, scoprire ed avvicinare giovani e lanciare con il teatro messaggi sociali e civili. Si parla anche della proprietà delle attrezzature TV che sono sempre più consistenti e costose e pagate con un fido bancario dal sottoscritto. Il 3/01/1997 l’Assemblea approva il bilancio del ’96 con una entrata di 12.256.100 £ e di 8.481.270 £ di uscita con un attivo di 4.044.830 £ che sottolinea l’azzeramento di tutti i debiti del circolo risalenti agli anni precedenti. La televisione ha quindi salvato dalla chiusura il circolo e rilanciato la sua presenza sociale e politica.
Leggi tutto: Dal 1995 al 1997A questo punto si propone di separare i bilanci tra l’emittente ed il circolo. Ma i tempi non sono ancora maturi per una completa autonomia economica. Il tesseramento, esiguo, non è sufficiente a coprire le spese, non essendoci altri introiti dai servizi, e il Patronato, che ha cominciato appena a funzionare, non dà ancora frutti. Solo negli anni successivi, con il martellamento pubblicitario attraverso la TV e l’inserimento a tempo pieno di Accadia nell’organico del Patronato provinciale, il CAF comincerà a dare qualche frutto. Nelle riunioni successive, da maggio a settembre, si discute dell’emittente, della sua crescita e della separazione dell’emittente dal circolo per evitare in futuro pericolose confusioni gestionali ed economiche.
L’emittente ha spinto il circolo a camminare da solo. È necessario ora per gli enormi investimenti economici e per le implicanze giuridiche che l’emittente abbia una piena autonomia dalle Acli, fermo restando, che, anche con una proprietà diversa, rimanga il nome delle Acli e che diventi comunque uno strumento per la crescita non solo del circolo ma di tutte le Acli. Il neonato consiglio di amministrazione dell’emittente chiede il nullaosta ad usare il nome al neopresidente provinciale, Alcide Di Pumpo, e si definiscono i rapporti di convivenza con il circolo. Intanto per risolvere la vertenza con la vecchia gestione, che non ancora consegna tutte le chiavi, si decide di chiudere l’emittente per il periodo estivo, si inventariano i beni dal 1988 al 1995 e, con la mediazione di un legale, si cancella il passato. Di tutto questo esiste negli archivi della segreteria una dettagliata documentazione.
Leggi tutto: Dal 1995 al 1997Nella riunione dell’8/11/97 comunico che, grazie all’intervento di Antonio Russo, allora direttore del Patronato, con il Vescovo e l’Istituto Diocesano per il sostentamento del clero, si apre la porta per il rinnovo del contratto di fitto.
Il 30/12/97 si approva il bilancio preventivo e consuntivo con 8.691.830 £ in entrata e 9.792.750 £ in uscita con un deficit di 1.090.920 £, dovuto al venir meno di entrate a causa della chiusura estiva dell’emittente, alla citata vertenza e alla ristrutturazione delle apparecchiature. In questa assemblea, mi dimetto da presidente per dedicarmi completamente all’emittente in un momento difficile di transizione e di crescita, perché deve affrontare enormi spese per la ristrutturazione degli impianti vecchi e l’inserimento di impianti nuovi, per separare la gestione del circolo, ormai in grado, con i servizi del Patronato, e del CAF, di camminare da solo.
Leggi tutto: Dal 1995 al 1997Viene nominato presidente Paglia che prende in consegna il registro di cassa e la gestione del circolo. Si chiude così un biennio difficile, si è superata una crisi che avrebbe potuto segnare la fine della storia delle Acli a San Marco e si apre un futuro ricco di prospettive sia per il circolo che per l’emittente.
Inizia così il 1998, impegnati con quotidiana tenacia in un duro lavoro di rinnovamento dei locali, non solo strutturalmente, e per il raggiungimento di una migliore convivenza umana, di una dignitosa accoglienza della comunità locale ai suoi servizi, ma anche dal punto di vista culturale, per rendere più incisivi i valori delle Acli. L’emittente, sia per le enormi spese di ristrutturazione, sia per le spese gestionali che deve affrontare a causa delle scarse risorse ricavate, si organizza in associazione autonoma e si impegna in ricerche di finanziamenti presso le banche. E con il nome di TeleAcli Sammarco CH40 chiede l’autorizzazione al Ministero per tutta la provincia.

Il Circolo nella cronaca elettorale di San Marco dal 1973 al 1997
Leggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997Le elezioni comunali del 1973 vedono eletti, in consiglio comunale, due Aclisti: Napoleone CeraLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997, il primo degli eletti nella lista dello scudo crociato che però perde la maggioranza assoluta e Raffaele FinoLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997 eletto nella lista del PCI. Il circolo, concentrato su problematiche interne, osserva passivamente le vicende di questa amministrazione.
Leggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997Ma, nelle amministrative del ‘77Leggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997, la DC è in difficoltà nei confronti del partito comunista che, guidato dall’onorevole Michele Galante giovane promessa del partito, ha mandato in soffitta i vecchi dirigenti e candidato un gruppo di giovani tra cui due giovanissime donne. Anche la presenza in altre liste di candidati, provenienti da antiche famiglie democristiane, contribuisce a dare un duro colpo all’egemonia DC, tanto che questa è costretta a chiedere alle Acli la candidatura di alcuni dirigenti, come Delle Vergini e del sottoscritto che verranno eletti.
Lo scudo crociato ottiene 12 seggi, 10 seggi vanno ai comunisti, 3 ai socialdemocratici prima rappresentati dal solo Michele La Porta, al quale si aggiungono ex democristiani, come Costantino Grana e Nicola Ciavarella. Due seggi ai socialisti, Domenico Galante, anche questo di famiglia DC, e Antonio Potenza. 1 seggio al Rinnovamento Socialista e 2 al Movimento Sociale.
Non si raggiunge nessun accordo in quanto gli schieramenti, comunque coalizzati, non superano i 15 seggi, quindi ago della bilancia è Antonio La Porta con Rinnovamento Socialista che brucia l’amministrazione di sinistra, rimanda alle urne i cittadini di San Marco e si ritorna a votare nel ’78.
Malgrado la tenuta della DC che riconferma i suoi 12 seggi in una lista completamente rinnovata ad eccezione della riconferma dei due Aclisti, Contessa e Delle Vergini, il PCI, con i suoi 10 seggi riconfermati, i 2 del PSDI che ne perdono 1 e i 2 Socialisti più 2 dissidenti DC eletti nella Lista Civica Alternativa Democratica, formano il governo della città ed eleggono Sindaco Giuseppe SoccioLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997, conosciutissimo nel paese per le sue continue apparizioni nella TV locale, TV riportata in vita dal sottoscritto, dopo anni di silenzio e di abbandono, e installata sul circolo Acli e affiliata a TeleradioErre, un’emittente di Foggia, con il nome di TRErre Sammarco CH40. Ma, come era prevedibile, si torna a votare prima dei due anni. Nel 1980 ritornano alla DC i due dissidenti di Alternativa Democratica.
In questa elezione, il PCI conquista 12 seggi e sorpassa la DC che scende ad 11 malgrado il rientro dei due dissidenti.
Il Sindaco uscente Soccio, grazie anche alle apparizioni televisive, ottiene 2.947 preferenze su 3.552 voti attribuiti al partito, quasi un plebiscito e viene naturalmente rieletto Sindaco con l’appoggio dei tre socialisti e dei due socialdemocratici.
La crisi della DC spinge le Acli a critiche aperte verso il trasformismo dei democristiani, sensibili solo alla ricerca del potere, tanto che viene rieletto solo Delle Vergini, aiutato molto dall’Azione Cattolica in questa tornata elettorale, mentre il sottoscritto, malgrado capogruppo consiliare segna con la sua non rielezione ancora più bruciante la sconfitta della DC. Ma quattro anni dopo, nel 1984, la DC, con il 34,7% , rimanda di nuovo il PCI all’opposizione, che scende al 31,9 %, pur mantenendo entrambe le liste lo stesso numero di consiglieri.
Leggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997Le Acli presentano Gabriele D’Amico e il sottoscritto che vengono rieletti. Ma la DC, con l’appoggio della lista dei coltivatori, si ferma a 13 seggi, mentre il PCI, con l’appoggio dei tre Social Democratici e di due socialisti, tra cui Grana che si prodiga per tenere la DC all’opposizione, si fermano a 15.
Da parte di alcuni democristiani si espletano tentativi non riusciti di soluzioni milazziste con il consigliere del Movimento Sociale e i due socialisti, più per punire l’arroganza dell’ex democristiano Grana che è già stato segretario ed esponente DC nel vicino Comune di Sannicandro Garganico, che per convincimenti politici. Gli scrupoli, però, all’interno della sinistra DC, delle Acli e dei socialisti, più che le minacce di Grana e dei comunisti di far tanto rumore da farsi sentire in tutta Italia, portano, ancora una volta, ad Leggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997elezioni anticipate nel 1985. In questa tornata elettorale, la DC aumenta di 1 seggio e le Acli sono presenti ancora una volta con la mia rielezione in questa lista, ed il PCI, malgrado la forte iniezione di voti portati da quattro indipendenti, fra i quali anche l’aclista Tavoliere, rimane bloccato alla percentuale di sempre. Tiene la Socialdemocrazia che conserva i suoi 3 seggi e i socialisti che riconfermano i 2 seggi, mentre aumenta di 1 seggio il MSI. Anche questa volta la situazione è difficile, ma, pur di evitare l’ennesima elezione anticipata si forma una giunta a guida democristiana di centro sinistra con socialisti e socialdemocratici, che però durerà poco. Otto democristiani, infatti, formano una giunta anomala estromettendo socialdemocratici e socialisti pur di punire la boria di quegli uomini che si sentono indispensabili e artefici dei destini di San Marco. Eleggono Sindaco l’ex aclista Raffaele Fino, da tempo dirigente e militante nelle fila comuniste. È questa la resa dei conti, soprattutto per il socialdemocratico Grana, più che una operazione politica. Infatti, subito dopo un anno, l’intera DC appoggia la giunta anomale con la staffetta di un democristiano a Sindaco fino al 1989, dopo il biennio di turno concordato precedentemente con la sinistra.
Questa esperienza è una novità anticipatrice di sdoganamento del PCI e del superamento della logica del sedicesimo, è un primo timido passo verso il bipolarismo che vedrà la luce negli anni novanta con il referendum di Mario Segni.
Una novità poco capita a San Marco ma dibattuta all’interno delle Acli già dalla caduta del muro di Berlino, celebrata nel circolo dall’emittente locale come la fine di un’epoca. In questa giunta, le Acli, con il sottoscritto esercitano un ruolo di primo piano.
Leggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997Nell’ottobre del 1989 le urne danno la DC vincente con 12 seggi e 3.693 voti portando ad una giunta di centrosinistra con i 3 seggi dei socialdemocratici con 1.220 voti, e i 4 seggi dei socialisti con 1.258.
Rimangono all’opposizione i 3 liberali con 856 voti, il Movimento Sociale con un seggio e 330 voti insieme al PCI che scende a 7 seggi con 2.404 voti, per il quale si sottolinea un forte calo di consenso ai dirigenti che dimezzano i voti, ad eccezione del consigliere Fino eletto con 994 preferenze.
Le Acli sono assenti in questa amministrazione con i suoi uomini perché boicottati o non candidati dalla stessa DC che li ritiene scomodi. Nonostante tutto la stessa amministrazione cambia continuamente Sindaco, prima con Giuseppe Centola (Si tratta di Giuseppe D'AlessandroLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997, ndr), poi con Angelo CeraLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997 ed infine con La SalaLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997 (Antonio, ndr), fino alle nuove elezioni del 1993. Queste, con il nuovo sistema elettorale e le elezioni dirette del Sindaco, segnano anche la fine della prima Repubblica. Le Acli, assenti nelle vicende amministrative della precedente amministrazione, non lo sono nei problemi della città che vengono dibattuti quotidianamente attraverso l’emittente televisiva con forte consenso cittadino.
Il 6 giugno 1993 le Acli si presentano alle elezioni con una lista civica “Movimento popolare” organizzata da Gioventù Aclista e con un proprio candidato Sindaco, il giovane Marcello Paragone, che sarà poi l’unico consigliere eletto di questa lista con 720 voti di preferenza. Nelle altre liste, M. GalanteLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997, candidato Sindaco per il PDS, con 2.528 voti, verrà eletto Sindaco poi al ballottaggio con i 1.254 voti della lista civica “Città ai cittadini” di ispirazione cattolica e con i 676 voti di Rifondazione Comunista. Il candidato Sindaco DC, Spagnoli, (Pasquale, ndr) con 2.231 voti rimane all’opposizione con il nostro consigliere Paragone e i tre consiglieri del Movimento Sociale Italiano.
L’amministrazione dell’onorevole Galante riesce per la prima volta, a San Marco, grazie al nuovo sistema elettorale, a governare fino alla fine, malgrado le fibrillazioni interne alla sinistra e grazie anche all’appoggio in extremis del consigliere aclista, appoggio dato per evitare la caduta anticipata dell’amministrazione e l’avvento di un Commissario che le Acli reputano deleterio.
Leggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997Il 27 aprile del 1997, le elezioni amministrative, vedono in campo dieci liste, ma le Acli non sono più presenti. Sono presenti i nostalgici della DC che prenderanno 468 voti, Alleanza Nazionale 808 voti, Forza Italia 695 voti, Centro Popolare Cristiano 705 voti, CDU 970 voti, liste tutte collegate al candidato Sindaco Avv. Rosa Pia CentolaLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997. Collegati, invece, al Sindaco Galante, sono il Centro Democratico Riformista di Grana con 898 voti, Rifondazione Comunista con 488 voti, il PDS con 1.908 voti e la Lista Civica Città ai cittadini di Palumbo, vicesindaco uscente, con 807 voti. Il PPI guidato dal futuro onorevole, Angelo Cera, consigliere regionale del centro sinistra, a livello locale da sempre in rotta con la sinistra, sceglie di presentarsi da solo con il candidato Sindaco Matteo TenaceLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997, che prenderà 1.845 voti non riuscendo ad arrivare al ballottaggio.
Così la dispersione del suo elettorato al secondo turno non permetterà al candidato Sindaco di destra di vincere le elezioni. Infatti, la candidata Rosa Pia Centola che ha ottenuto, con la coalizione di centro destra 3.646 voti contro i 2.715 della coalizione di centrosinistra Galante - Palumbo al primo turno, malgrado l’adesione al ballottaggio del Centro Democratico Riformista di Grana raggiunge solo il 43.27% con 3.843 voti contro il 56.73% e 5.039 voti del Centrosinistra che vince per la seconda volta le elezioni grazie al suo acerrimo avversario Angelo CeraLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997, isolatosi al primo turno, per avere mani libere da condizionamenti.
Ma, nelle elezioni comunali del 13 maggio 2001, Angelo Cera, consigliere regionale non più di centrosinistra ma di centrodestra, ricandida Matteo Tenace e stravince al primo turno. Il suo nuovo Partito Popolare per la Libertà prende 2.066 voti che, sommati ai 1.304 della CDL, ai 920 di FI, ai 353 del CDU, ai 396 della DC, ai 388 della CCD, ai 503 voti di Alleanza Nazionale e ai 442 voti di Forza Rinnovamento e Occupazione, coalizzati come polo, eleggono Sindaco TenaceLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997 al primo turno con 5.753 voti ed il 58.05%. L’Ulivo, coalizione tra DS e PPI, con il suo candidato, il dirigente di banca Antonio Bonfitto, con 2.638 voti ed il 26.62% va all’opposizione con altri 3 consiglieri. Rifondazione Comunista con Giacinto Soccio, 329 voti ed il 3.9% non prende nessun seggio, né viene eletto Giuseppe Soccio della Lista Democrazia con 540 voti e il 5.45%, mentre riesce a prendere con i resti un seggio Matteo Nardella, eletto nella lista “Insieme per San Marco” con 650 voti e il 6.56%. La rivincita di Angelo Cera sulla sinistra è strepitosa ma effimera, in quanto i dissidi interni fra alcune forze della coalizione ed il Sindaco Tenace porteranno alla caduta dell’amministrazione ed alla venuta di un Commissario prefettizio, che spadroneggerà per più di un anno, privilegiando nei concorsi a posti di responsabilità e negli appalti di servizi, forestieri sponsorizzati forse da qualche partito, nel silenzio tombale della sinistra. L’unica voce di dissenso è ancora una volta quella delle Acli attraverso l’emittente.
Alle elezioni amministrative del 29 maggio 2006, la divisione del Centrodestra con 3 candidati sindaci e l’operato del Commissario portano alla vittoria il Sindaco Michelangelo LombardiLeggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997 con il 60.21% dei voti al primo turno, sostenuto da una vasta coalizione, poco omogenea, di Centrosinistra, spinta alla conquista di potere, come la Margherita, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, UDEUR, DS e Laici socialisti Liberali Radicali. Questa è un’amministrazione nata sulla scia del vento di sinistra in Italia e nella regione Puglia con la vittoria del riformista Niki Vendola.
Leggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997Tutto l’anno 2008 le fibrillazioni all’interno della maggioranza rallentano il passo alla soluzione dei numerosi ed atavici problemi di questo paese. Intanto i giovani vanno via, facendo venir meno il ricambio generazionale nei partiti e nell’amministrazione, cristallizzata nell’immobilismo del potere. Le imprese locali spariscono verso il centro nord e non ritornano più, il paese langue ed invecchia in un’attesa rassegnata di un futuro oscuro. La libera emittente, nata nelle Acli, vox clamantis in deserto, cerca di rompere l’abulia, di stimolare le idee a progetti di cambiamento radicale ma trova mille difficoltà dentro e fuori le Acli, che preferiscono assecondare ed accodarsi al potente di turno piuttosto che rischiare da protagoniste il futuro. Si preferisce gestire il presente crogiolandosi nell’efficienza dei servizi, inorgoglite dal loro passato, puntando ad apparire più che essere. Ma l’emittente, nel pluralismo delle idee, invita tutti i protagonisti della vita locale, cercando di seminare i valori da sempre presenti nelle Acli, il cui simbolo troneggia alle spalle del conduttore in ogni trasmissione. È da notare che il conduttore è l’ex socialdemocratico Michele La Porta.
Leggi tutto: Il Circolo dal 1973 al 1997Le Acli, assenti dal 1997 nell’aula consiliare, in quanto la nuova, emergente dirigenza del circolo ha scelto di impegnarsi più nei servizi o in altro che nella politica, sono comunque presenti nel paese con l’emittente a dibattere i problemi e a favorire il confronto civile tra le forze presenti in amministrazione. Si cerca di spingere l’amministrazione fuori dall’immobilismo, si propone anche un’amministrazione di larghe intese. Infatti, il conduttore televisivo dei problemi locali, batte e ribatte questa proposta come un chiodo fisso in ogni incontro settimanale con i vari responsabili della politica amministrativa locale. Quotidianamente si chiede il confronto, il dibattito per la soluzione dei problemi degli ultimi, per la difesa di ogni cittadino e per far sì che tutti i partiti insieme trovino il modo più efficace, per risanare i debiti accumulati nel tempo dalla pigrizia, dalla superficialità e dal clientelismo delle varie maggioranze di turno. Continuerà così per tutto il 2009, anno con cui concludiamo queste pagine, nella speranza che nel prossimo futuro, con la prossima amministrazione, si possano finalmente risolvere gli annosi problemi di questo paese e che le Acli possano ritrovare la voglia antica di fare politica e di essere protagoniste.

L’ultimo presidente del passato consegna il testimone
Leggi tutto: Consegna del testimoneNell’assemblea del 26 settembre1976, ricordo commosso l’amore esclusivo che i vecchi dirigenti avevano per le Acli tanto da renderli gelosi e paurosi verso possibili avventurieri che potessero impadronirsi dell’organizzazione non come servizio per gli altri ma come comitato di affari per propri interessi economici e politici. Nell’occasione racconto l’episodio della mia investitura in un significativo gesto simbolico quanto concreto. Il presidente Del Conte giaceva sul letto d’ospedale e presagendo la fine imminente, in una mia visita, mi chiama vicino, tira fuori il mazzetto di chiavi, nascoste sotto al cuscino, e me lo consegna. “Conservale bene – mi dice - non cederle a nessuno, e, se proprio devi farlo, scegli bene la persona, non fidarti facilmente”. In quel gesto ho visto un grande amore per il circolo Acli. Al suo funerale ho giurato a me stesso di non tradire mai questo amore fino al giorno in cui qualcun altro avrà preso il timone. Ho conservato le chiavi di quel vecchio primo tavolo del ’48 del presidente del circolo, che ho voluto solo superficialmente restaurare ma mai cambiare, per conservare ancora i verbali del circolo e i documenti più importanti del presidente, in attesa di consegnarli al più presto a chi mi avrebbe sostituito e a chi avrebbe provato lo stesso orgoglio nel sedersi dietro a quello storico cimelio del passato anziché ad una comoda scrivania.
Ho cercato di mediare, non senza difficoltà, una difficile convivenza, rendendo esecutivo un deliberato dell’assemblea del 18 marzo 1977 che regolamenta le ore interdette alla ricreazione per lo svolgimento dei corsi.
Leggi tutto: Consegna del testimoneIl primo settembre convoco l’assemblea per il rinnovo del direttivo con una ampia relazione sul mio biennio di attività e il 25 settembre, presieduta dal presidente provinciale, Fernando Petrino, nella parrocchia di San Bernardino, si svolge l’assemblea per l’elezione di rinnovo del direttivo. È mia precisa volontà tenere i congressi di circolo nelle parrocchie, sia per coinvolgere, in un certo senso, la gente di un quartiere all’avvenimento, sia per sottolineare la nostra presenza nella Chiesa. Il 10 ottobre nel circolo si riunisce il primo consiglio di presidenza che distribuisce gli incarichi fra gli eletti: Sebastiano Contessa, Sebastiano Delle Vergini, Angelo Ferro, Rachele Mimmo, Antonio La Sala, Vincenzo Martino e Pasquale Gravina. Vengo rieletto presidente, chiamo come vice uno dei superstiti della vecchia guardia, Martino, e mi circondo di uno stuolo di giovani, quali Delle Vergini all’amministrazione, Ferro alla segreteria e tutti gli altri con incarichi specifici, aiutati da soci non eletti che lavorano con impegno nei vari settori, dalla scuola alla cooperazione, all’immigrazione, all’UNASP e alla US. Mi piace sottolineare la presenza assidua di Tonino Tenace, oggi sacerdote. Si fissano riunioni continue in novembre ed in dicembre per presentare progetti nei vari settori e per parlare del tesseramento e del Patronato in modo particolare.
Leggi tutto: Consegna del testimoneIl tesseramento cresce nei vari settori della US Acli e dell’ENARS ma stenta a crescere nell’Acli dove occorre una scelta politica meditata, una scelta militante. Sarà questo un problema fino ai nostri giorni insieme a quello del Patronato.
Quest’ultimo come servizio gratuito al lavoratore è stato sempre guardato con paura e preoccupazione dal sottoscritto e mi ha tormentato fino agli anni recenti. Il Patronato è un lavoro molto serio che va svolto con competenza, onestà e gratuità. Ma trovare la persona adatta che riassumi questa triplice specificità non è stata mai una cosa semplice. Di volta in volta abbiamo trovato la competenza ma non il resto, oppure il resto senza la necessaria competenza. Per questo il Patronato fino alla seconda metà degli anni novanta non ha avuto grande successo nel nostro circolo come negli anni ’50 e ’60, quando l’aumento delle tessere riempiva anche le tasche di qualcuno. Per tutto questo, né a me né ad altri dirigenti è sembrato mai opportuno avere un Patronato gestito da una persona competente, come ufficio privato in cambio della tessera per ogni pratica. Molti circoli hanno agito così alla ricerca di tessere di profitto ad ogni costo ed alcuni dirigenti, presidenti di circolo in consiglio provinciale, mi hanno rimproverato per questa mia ostinazione ricordandomi che nessuno fa niente per niente e che la gratuità è solo un’utopia.
Leggi tutto: Consegna del testimoneMa il solo pensiero che il lavoratore potesse pagare un servizio dovuto che non fosse la sola tessera spontaneamente richiesta, e che il pensionato potesse togliere, anche spontaneamente, qualcosa dalla sua misera pensione come gratitudine per il servizio reso, mi ha sempre fatto rabbrividire. La gratitudine a cui ho sempre pensato e penso ancora è quella della riconoscenza del lavoratore, del pensionato, dell’artigiano al nostro lavoro, alla nostra disponibilità e sensibilità alle sue necessità. Questo, però, non significa che il Patronato sia stato trascurato, si è fatto come meglio si è potuto tenendo come interlocutori i responsabili provinciali, collegandoli direttamente per dare risposte a quelli che chiedevano l’aiuto del circolo perché avevano conosciuto le Acli all’estero o per aver sentito raccontare da altri sulla professionalità e serietà.
Intanto, si teneva questo sogno di un Patronato forte nella competenza, nell’onestà e nella gratuità, nel cassetto dello storico tavolo di presidenza nell’attesa di tempi migliori.
Per cinque anni, dal 1975 al 1980, sono il presidente del circolo ed in questa veste lavoro affinché il circolo rimanga punto di riferimento di tutto il contesto sociale della collettività.
Leggi tutto: Consegna del testimoneAppena rieletto cerco di gestire il circolo anche con l’aiuto di persone estranee alle Acli. Sul piano politico, le Acli, oltre a candidare ed eleggere consiglieri comunali, come ho già scritto in precedenza e come scriverò ancora in seguito, partecipano attivamente all’elezione degli organismi scolastici, prevista dai decreti delegati, organizzando liste cattoliche nelle scuole di ogni ordine e grado, nel Consiglio Scolastico Distrettuale e nel Consiglio Scolastico Provinciale, secondo un programma elaborato a livello nazionale. Sono organizzate cooperative di lavoro per giovani disoccupati nel campo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura e nei servizi artigianali, purtroppo con scarso successo per motivi che sarebbe lungo approfondire, a partire dai labirinti burocratici per arrivare alla mancata assistenza di organismi superiori che portano infine alla sfiducia nei giovani, costringendo a restituire suoli pubblici avuti in gestione e a rinunciare a finanziamenti sul punto di essere erogati. I sogni di occupare giovani lavoratori in lavori autonomi, non dipendenti, che avrebbero portato anche ricchezza al paese, svaniscono con grande amarezza.
Leggi tutto: Consegna del testimoneIl circolo trova la principale fonte di sostentamento nei corsi liberi di dattilografia autorizzati dalla Regione Puglia, i cui introiti permettono anche dibattiti culturali dentro e fuori la sede, anche nelle scuole e nell’aula consiliare. Ricordo le fredde e nevose serate invernali, al calore della stufa per riscaldare il locale con la legna che il Comune erogava a molti circoli, dove proiettavamo qualche filmino per poi discutere animatamente sul contenuto, sull’arte del film, straripando quasi sempre su tutto lo scibile umano. Era un modo per stare insieme, per socializzare tra giovani ed anziani.
Anche quello del ciclostile era un momento socializzante tra giovani che tentavano di scrivere qualche volantino di protesta politica da distribuire poi nelle piazze. Il ciclostile ed il proiettore sono ancora presenti, insieme agli altoparlanti utilizzati quando si annunciavano avvenimenti importanti del circolo, assemblee, conferenze, partite di calcio o di ping pong o una recita teatrale. L’assemblea del 15 gennaio 1980 aumenta il costo delle tessere e vengo rieletto presidente. Il 25 aprile si commemora con enorme successo cittadino la lotta di Resistenza e la Liberazione italiana. Il 6 luglio, alla chiusura del tesseramento, il consigliere Ferro chiede di discutere finalmente le mie lettere di dimissione da presidente, da tempo giacenti nel direttivo, di prendere atto della mia incompatibilità sia per gli incarichi provinciali nelle Acli sia per la carica di consigliere comunale. Viene acclamato presidente V. Martino, l’unico superstite della vecchia guardia, sempre presente nel circolo e pronto a dedicarsi con impegno agli annosi problemi della sede ai quali si aggiunge una piccola emittente televisiva, anch’essa alla ricerca di spazi vitali. Il presidente non è mai stato lasciato solo, è stato appoggiato da tutti in questo difficile compito ed in modo particolare dal sottoscritto perché si gestisse il circolo in modo esemplare. L’assemblea del 6 febbraio 1981 presenta un bilancio politico positivo del circolo anche per la presenza dell’emittente e del nuovo consultorio familiare, istituto da poco funzionante, che affronta problematiche sulla casa e sulla salute molto sentite, coinvolgendo anche la presidenza provinciale.
Leggi tutto: Consegna del testimoneL’11 marzo il presidente provinciale Petrino visita il circolo parlando agli iscritti e ai politici locali, non solo su questi problemi ma anche sulla necessità di coinvolgere su questi temi il sindacato, la Chiesa e la società civile. Si discute molto del referendum sull’aborto sottolineando che le Acli sono per la vita, la pace e la salute. In aprile si organizza un torneo di ping pong, una mostra etnografica, il teatro, alcune conferenze ed una mostra di pittura. Si organizza, inoltre, una manifestazione pubblica per il disarmo. In ottobre si rinnova il direttivo e si eleggono i delegati al Congresso Provinciale alla presenza dei dirigenti provinciali e di quasi tutti i partiti presenti a San Marco e invitati, come il PCI, la DC, il PLI, il PSI ed altre organizzazioni come, l’Azione Cattolica e l’Agesci.
Su 101 iscritti e 71 votanti il sottoscritto riporta 48 voti e viene eletto anche al Congresso Nazionale. Si elegge presidente Antonio La Sala. Il 28 dicembre, il sottoscritto relaziona, in assemblea del circolo, sul XV Congresso Nazionale di Bari “Autonomia dai partiti e valori morali della politica come servizio”.
Leggi tutto: Consegna del testimoneNel 1982 si realizza un dibattito cittadino sulla Enciclica “Laborem Exercens” con il vescovo Salvatore De Giorgi futuro cardinale di Palermo, al quale si scriverà poi una lettera di ringraziamento e si invieranno foto ricordo dell’avvenimento. Si organizzano anche corsi di ginnastica in collaborazione con l’Arci e la mostra dei disegni, sulla Resistenza, dei ragazzi delle scuole medie con premi in libri offerti dal Comune. Si discute della trattativa con i frati per l’apertura di un centro professionale e culturale a Stignano. Trattative, che negli anni futuri naufragheranno. In questo periodo si frequentano corsi di formazione per dirigenti in varie città italiane e per tutto il 1983 c’è un forte impegno da parte della gioventù aclista con una presenza costante sul territorio per raccogliere firme per l’appello al Parlamento sull’abolizione del segreto militare e sul commercio delle armi. I dibattiti continui nelle piazze e nei circoli porteranno ottimi risultati grazie all’impegno del futuro don Tonino Tenace e dei giovani.
Nel 1983 è fiorente L’unione Sportiva Acli con centinaia di tessere che porteranno molti delegati al Congresso regionale e nazionale di Acireale.
Poiché non arrivano più corsi di formazione regionali s’investono 2.300.000 £ in macchine da scrivere al fine di continuare le attività di formazione professionale con corsi di dattilografia liberi. Ma inizia anche la crisi economica ed umana.
Leggi tutto: Consegna del testimoneI giovani si allontanano per l’università o il lavoro da San Marco e il 1983 si chiude con un bilancio di 1.538.000 £ di uscite, 702.500 £ di entrate, e con le dimissioni del presidente La Sala e la fuga di alcuni dirigenti di fronte alle difficoltà.
Una situazione questa, di cui riferisco nel consiglio provinciale, di qui la mia nomina a Commissario per il risanamento del deficit e il rilancio delle attività. Con la collaborazione di amici e tesserati continuo con il Patronato e l’ENAIP e con le attività sportive utilizzando anche una palestra delle scuole e organizzando una gita sociale. Per tutto il 1984 si plaude ai risultati delle elezioni scolastiche distrettuali e dei circoli didattici che vedono vincenti il movimento cattolico organizzato e guidato dalle Acli. Continuano i dibattiti sulla politica amministrativa locale nel circolo e fuori dando spazio a tutti i dirigenti e collaboratori che mostrano impegno.
Nel 1985, nonostante la crisi del circolo, si pianifica con la sede provinciale un’assemblea organizzativa che si terrà nel convento di San Matteo con il Segretario nazionale Aldo De Matteo. In ottobre, poi, si svolgono dibattiti sul tema “Il lavoro, la pace, la democrazia”, mentre si potenzia il corso di dattilografia pubblicizzato attraverso manifesti e la radio locale.
Leggi tutto: Consegna del testimoneLa situazione finanziaria torna positiva e, malgrado le spese di 600.000 £ sostenute per le modifiche del bagno, il bilancio riporta 4.179.195 £ in entrata e 2.926.640 £ in uscita. Quindi il 1985 si chiude con un attivo di 1.236.555 £. Positiva anche la situazione delle varie attività del circolo. Personalmente partecipo anche al convegno di Palermo “Autonomie locali per la diffusione del potere” con il professor Tavoliere.
Per tutto il 1986 si preparano preventivi per ristrutturare la sede e l’impianto elettrico, lavori che verranno realizzati in breve tempo, come l’arredamento con un televisore a colori, un biliardo e tante altre cose necessarie al circolo, compresa un’insegna luminosa che, durante il trasporto, mi costerà, insieme a Giovanni Vigilante allora segretario del circolo, un incidente stradale. La situazione economica, comunque, malgrado le spese sostenute, non desta alcuna preoccupazione grazie alle entrate derivanti dai corsi di dattilografia e dalle attività sportive e culturali.
Leggi tutto: Consegna del testimoneIn questo periodo ci si prodiga anche in attività folkloristiche con un gruppo di giovani, mentre si nomina un rappresentante delle Acli per la gestione della biblioteca comunale e nel dicembre del 1986 nell’aula consiliare del Comune si svolgono importanti conferenze con dibattito culturale con rappresentanti della Regione e della Provincia e con il compianto defunto, padre Roberto CalzoneLeggi tutto: Consegna del testimone, assistente provinciale delle Acli. Nell’arco del 1987, il sottoscritto ritiene opportuno nominare un collegio di revisori dei conti composto anche da estranei al fine della trasparenza della gestione e ancora una volta il bilancio è positivo con un attivo di 2.257.230 £. Già dal mese di aprile le cose migliorano, non solo dal punto di vista economico ma anche delle attività visto che gli aclisti sono presenti in tutte le commissioni comunali.
Leggi tutto: Consegna del testimoneIn luglio ritengo opportuno chiudere il circolo per tutto il periodo estivo al fine di adeguare alle nuove esigenze il locale ed in ottobre indico l’assemblea dei soci per il rinnovo del consiglio di presidenza e per l’elezione dei delegati al Congresso Provinciale del 28-29 novembre sul tema “Solidarietà per una nuova speranza civile”. Vengo eletto nel direttivo e delegato al Congresso Provinciale e, come primo degli eletti, convoco il direttivo e rifiuto la nomina di presidenza perché ero già stato Commissario e presidente dal 1984, perché avevo portato a termine l’impegno di risanamento finanziario e potenziamento politico ed organizzativo del circolo. Infatti, dopo tutte le spese di ristrutturazione ed il fitto dei locali, lascio un attivo di 388.930 £.
Viene eletto presidente Tonino Bonfitto che si impegna sull’organizzazione dei locali per gestire la sala biliardi che produce entrate, la TV locale che da alcuni mesi è presente e funzionante nelle Acli gestita dal sottoscritto, il riscaldamento e la pulizia, sui corsi di formazione e le attività sportive e culturali. In tutte le riunioni del 1988 si discute delle varie attività culturali e ricreative svolte ed il sottoscritto, nell’assemblea del 17 dicembre 1988, in qualità di vicepresidente provinciale, relaziona sulla politica delle Acli nazionali e provinciali e, in qualità di assessore, sulla situazione amministrativa del Comune di San Marco.
Prima di avviarmi alla conclusione, brevemente riprenderò a scrivere sulla nostra presenza politica e amministrativa nel Comune di San Marco.

Sede nuova e progetti nuovi
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.Il 1972 è denso di incontri, iniziati il 7 gennaio e continuati fino al 16 maggio. In essi si fa il punto della situazione politica ed organizzativa, si pianificano corsi di dattilografia, si nominano i docenti dei corsi per genitori ed adulti nella persona del sottoscritto e del professor Tavoliere che accettano gratuitamente devolvendo il rimborso della sede nazionale al circolo. L’Assemblea del 2 dicembre 1972 eleva il costo della tessera da 1600 £ a 2000 £. in vista dei nuovi impegni e progetti. Nel 1973, il circolo prepara il suo trasferimento nei nuovi locali in corso Matteotti 190, ad oggi ancora sede delle Acli, con un’operazione analoga ed opposta a quella che, come si è accennato, ha fatto il presidente Carboni nel 1974 per la nuova sede nazionale. Carboni ha lasciato i locali della sede nazionale di proprietà della Chiesa, che le Acli hanno avuto in fitto a prezzo simbolico dalle sue origini, per una nuova sede, il circolo, al contrario, trasferisce la sede nei locali di proprietà della parrocchia oggi I.D.S.C., quasi a un prezzo simbolico.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.Ricordo la conclusione delle trattative portate avanti già da qualche anno con il parroco don Bonifacio, già assistente delle Acli, che conosceva molto bene i dirigenti vecchi e nuovi del circolo e la loro provata fede cristiana. Nonostante tutto è stato necessario convincere anche il vescovo di Foggia, mons. Amici, in un momento di grande tensione tra il Vaticano e le Acli. E, proprio in questo periodo così delicato, don Bonifacio prepara un incontro a Foggia con il Vescovo. Docente a Foggia in quel periodo, all’incirca verso la metà del mese di maggio, anticipo l’uscita dalla scuola e mi reco davanti alla sede vescovile verso le 11.00, ora dell’incontro, dove ho appuntamento con il presidente del circolo Del Conte e con altri due componenti del direttivo. Entriamo nella sede vescovile percorrendo una grande gradinata e veniamo introdotti in un’ampia sala d’aspetto dove attendiamo con trepidazione e timore per alcuni minuti. Poi il Vescovo si affaccia e ci invita ad entrare nella sua stanza guardandoci con amorevole severità.
Emozionati, dopo aver baciato la sua mano, veniamo invitati, con un cenno, ad occupare alcune poltrone di fronte. Le ragioni e il discorso che avevamo preparato a lungo, in quegli attimi interminabili in cui la presenza del Vescovo ci è parsa austera e maestosa, ci sono completamente spariti dalla mente.
Per fortuna inizia lui con queste parole: “Allora, da quello che mi riferiscono - dice - volete occupare un locale a San Marco, da sempre servito per opere cristiane e gestito, come da lascito testamentario, da ogni associazionie di provata fede cattolica”. Si ferma un attimo, ci guarda e poi riprende categorico: “ Vi sentite degni di continuare questa missione cristiana nel vostro circolo?” E mentre cerchiamo di balbettare parole d’assenso e promesse, continua: “E se vi sentite all’altezza del compito, come farete a conciliarvi con gli eventi delle Acli nazionali? Se promettete di essere fedeli alla Chiesa, senza farvi coinvolgervi in idee pericolose che attraversano questo brutto momento della vostra storia, che sono certo passerà subito come tutte le mode effimere, vi autorizzo a definire il tutto con il vostro parroco”. Ci benedice e ci licenzia mentre noi farfugliamo promesse e devoti ringraziamenti, frastornati da quell’incredibile incontro che, con il presidente Del Conte, Vincenzo Martino e Giuseppe Cera, purtroppo ora tutti scomparsi, abbiamo ricordato spesso, e che chi scrive, come unico superstite, non ha ancora dimenticato.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.Il 2 giugno si riunisce il direttivo ed il sottoscritto relaziona sui nuovi locali e si indice un’assemblea urgente per il 10 dello stesso mese al fine di chiedere ai soci un contributo straordinario di 1000 £ per sopperire alle urgenti necessità della nuova sede. Intanto, alla fine dell’estate, e precisamente il 30 settembre si indice un’assemblea per il rinnovo del direttivo che si riunisce per la prima volta il 14 ottobre con l’assegnazione degli incarichi. Viene rieletto come presidente ancora una volta Del Conte, come segretario Maruzzi, V. Martino come amministratore e come consiglieri G. Cera, Antonio Nardella, Alfredo Consiglio, Michelangelo Napolitano, Angelo Luciani, il sottoscritto come vicepresidente. Il nuovo direttivo si riunisce il 26 novembre per programmare attività culturali e sportive anche perché la sede nuova permette una più ampia programmazione, necessaria anche per sopperire ad un enorme indebitamento dovuto sia alla ristrutturazione dei locali nuovi, completamente fatiscenti, con un pavimento, un bagno ricavato in una gradinata in disuso, un impianto elettrico più funzionale e ad altri lavori necessari, ma anche per debiti pregressi con la Legnotubex e il fornitore di bibite risalenti agli anni sessanta.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.Poiché i vari aumenti del costo della tessera e i vari contributi straordinari dei soci, non riescono ad azzerare il deficit, malgrado siano 174 gli iscritti, si convocano nel 1974 numerose assemblee per programmare attività svolte da parte di giovani universitari, come i corsi di recupero per ragazzi di scuola media, i quali portano discreti risultati alle casse del circolo. Il sottoscritto, intanto, si prodiga a risolvere la difficile convivenza fra giovani ed anziani, essendo stato il promotore della politica del rinnovamento nella continuità, e a chiudere la situazione economica in modo definitivo e radicale. Si organizza qualche gita sul Gargano di un giorno per i soci, si chiede alla sede provinciale di saldare il debito con la Legnotubex e s’invita il fornitore di bibite, che ha sequestrato banchi e macchine da scrivere, a chiudere la vertenza. Viene pagato il proprietario della vecchia sede con una somma simbolica di 50.000 £ e si chiedono contributi ad amici e benefattori.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.È stato questo enorme ed estenuante impegno condiviso con il presidente Del Conte, che ha finalmente potuto risanare la situazione debitoria. È opportuno ricordare un episodio, di questa fase storica del circolo, per sottolineare, con un senso di doverosa riconoscenza, la dirittura morale di un uomo di vecchio stampo qual era il presidente Del Conte. Il 18 giugno del 1974 il presidente relaziona con soddisfazione che il circolo ha finalmente un attivo di 54.000 £ ed invita tutti a prodigarsi per reperire almeno 150.000 £ necessarie per arrivare alla fine dell’anno sociale senza indebitamenti. Il direttivo dell’8 agosto, assente per malattia il presidente, forse per il caldo estivo, dopo aver ringraziato il sacerdote don Antonio Nardella per un contributo volontario di 20.000 £ ed altri amici non iscritti, per i loro piccoli contributi, per un totale di 50.000 £, il Consiglio di Presidenza decide di comprare con quei soldi, destinati ad incrementare la cassa, un frigorifero.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.Il presidente Del Conte, appena informato dell’acquisto, si dimette per protesta, ritenendo la spesa voluttuaria, in un momento in cui tutti si sacrificano per risanare il bilancio.
Il direttivo naturalmente rigetta le dimissioni, ma di fronte alla irremovibilità di un uomo all’antica, il sottoscritto che si sente anche un po’ responsabile dell’accaduto, in quanto vicepresidente, invita la sede provinciale ad intervenire. Questa, con una nota del 4 settembre, invita il direttivo a rigettare le dimissioni perché non giustificate. Intanto Del Conte, pressato dal sottoscritto e inorgoglito dall’interesse della sede provinciale, rientra nel suo incarico. Il frigorifero funziona ancora, è acceso tutti i giorni, in inverno e in estate, da oltre trent’anni, sopravvive a tutti i dirigenti, come simbolo della sopravvivenza delle Acli e delle sue fortune.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.In ottobre si stabilisce il costo della tessera di 2.500 £ e si aumenta il compenso al bidello di 3.000 £ come segno che le cose cominciano ad andare bene. L’11 gennaio 1975 l’assemblea approva il bilancio 1974 con un attivo di 746.000 £ e 136 iscritti, il 25 gennaio l’assemblea elegge 6 delegati al Congresso Provinciale. Nel 1976 le attività seguono un corso normale grazie anche alla presenza costante del sottoscritto ed, il 6 settembre, il direttivo, senza, purtroppo, la presenza del suo presidente, Del Conte, attivista militante dalle origini del circolo, convoca l’assemblea per il rinnovo del direttivo che eleggerà alla presenza di 77 soci su 137 il nuovo Consiglio di Presidenza. Il 30 settembre, il sottoscritto viene eletto presidente circondato da alcuni anziani, come Alfredo Consiglio e Michele Ceddia come vicepresidente e da tanti giovani, come Sebastiano Delle Vergini, Luigi De Angelis, Angelo Ferro, Leonardo Palumbo, Salvatore Tavoliere, Michele Coco e Luigi Villani, già impegnati negli anni precedenti nelle varie attività che hanno segnato sul territorio la vitale presenza del circolo Acli. Il sottoscritto, già nella riunione del 10 ottobre, spinge il direttivo a potenziare il Patronato e le attività teatrali, specie quelle dialettali. S’indice poi l’assemblea per il 27 ottobre dove si eleva per il 1976 il costo della tessera a 3.000 £ e si potenziano i corsi di dattilografia con i cui proventi si ristruttura un vano del circolo. Il 28 dicembre si decide di ristrutturare, in modo più funzionale, la sede, adattandola alle esigenze delle attività e dei soci e si approva un bilancio positivo sia dal punto di vista economico sia per le attività, cresciute in poco più di un anno.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.Il 31 gennaio 1976 il direttivo discute sull’organizzazione logistica della sede per conciliare le varie attività svolte. Ma poiché queste sono poco conosciute dalla massa dei cittadini e rimangono limitate agli addetti ai lavori e a pochi amici, si pensa ad uno strumento come il ciclostile che possa pubblicizzare le iniziative con manifesti, volantini ed anche con un periodico. La celebrazione del trentennale della Resistenza si svolge con successo come tutte le altre iniziative politiche.
Il sottoscritto riunisce il direttivo quasi mensilmente imponendo una febbrile attività, sostituendo i dirigenti assenti o poco motivati con altri che organizzano attività sportive, come i tornei di ping pong e il secondo torneo di calcio cittadino svoltosi dal 15 luglio al 15 agosto ’76. Si sollecita la Regione Puglia e si ottiene un contributo di 500.000 £ per le attività culturali svolte. Si sollecitano anche i rimborsi alla sede provinciale per i corsi di agricoltura svolti nel circolo, si mette una piccola tassa sui giochi e si ritirano dal centro ENAIP di Lucera venti banchi necessari allo svolgimento dei corsi. Si trasferisce nella sede del circolo un ciclostile per stampare notiziari da divulgare all’esterno, regalato dalla segreteria provinciale della sinistra DC. Inoltre viene acquisito al circolo un proiettore cinematografico per la proiezione, ogni fine settimana, di documentari e film.
Il 16 luglio 1976 indico un’assemblea per relazionare sulle dimissioni del presidente nazionale Marino Carboni, sulle riunioni del Consiglio Provinciale, per chiudere il tesseramento e fare una minuziosa relazione sulle attività: in essa si approva l’autonomia del circolo Acli dai partiti politici. Chiudo il mio discorso, tra il plauso dei presenti, affermando che il circolo sarà veramente libero da influenze esterne solo se i settori funzioneranno e produrranno entrate economiche senza dipendere dall’aiuto esterno degli Enti pubblici che non sempre si comportano bene nei confronti delle Acli. Solo il consigliere Tavoliere, nel suo intervento, muove critiche alle Acli locali e provinciali per la loro scarsa autonomia politica e per il fatto che si limitano ad essere presenti sul territorio solo con attività culturali e sportive. L’ostilità della pubblica amministrazione verso il circolo sarà comunque una costante sotto tutte le bandiere politiche, proprio per la sua autonomia, per non essersi fatto mai asservire ai potenti di turno, per essere rimasto fuori dalle vicende politiche o lontano dalle scelte personali dei presidenti e dirigenti che non si scostavano comunque dalle denunce puntuali del circolo alle contraddizioni del potere.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.Oggi, a quasi trent’anni di distanza, l’accusa è di fare troppa politica o di essere di parte e strumento dell’opposizione. Ma quale opposizione? A quella dei partiti che a turno vanno al potere? Una cosa è certa: il circolo è rimasto sempre al suo posto, vigile, con i suoi strumenti in difesa del cittadino che non ha voce e degli ultimi che non hanno potere.
La scelta nazionale e provinciale di autonomia delle Acli dai partiti raggela i rapporti con la DC locale, tanto da considerare scomodi i consiglieri Aclisti eletti nelle sue liste. Io stesso, più volte consigliere comunale, sono tenuto ai margini del partito democristiano. D’altro canto gli altri partiti, di destra e di sinistra, considerano le Acli troppo vicine alla DC.
Ma, accanto ai problemi politici, incombono quelli quotidiani di amministrazione. Per esempio, l’eterno problema del riscaldamento dei locali, incombente in ogni inverno, danneggia il circolo senza portare mai ad una adeguata soluzione.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.La stufa a legna annerisce i muri che ogni anno necessitano di pitturazione. La stufa a gas riscalda poco ed ha costi eccessivi come quella elettrica che fa scattare il contatore. Tuttavia le attività, malgrado i pochi contributi degli enti pubblici e dei privati, riescono a mandare avanti il circolo. Il cambio dei locali alza sì i costi di gestione, non trattandosi più del vecchio monolocale seminterrato ma di più ampi spazi aumenta però anche le attività nel campo dello sport con centinaia di tessere dell’Unione sportiva Acli.
Nel campo dell’ENARS si potenzia il Club teatro, aumentano i corsi di dattilografia e di formazione e le attività culturali: ed il 1976 si chiude con un bilancio di 1.101.703 £ di entrate e 1.068.351 £ di uscite.
Leggi tutto: Sede e progetti nuovi.È la prova che l’autonomia politica rende malgrado il calo dei tesserati. Infatti, lo zoccolo duro delle Acli si assottiglia, sia perché gli anziani scompaiono lentamente ed inesorabilmente per malattia o decesso, sia perché i giovani si allontanano dal paese per motivi di studio o di lavoro. Inoltre la frequenza al circolo, come luogo di ricreazione, è sempre più difficile per la presenza delle attività di Formazione professionale e di Patronato che rendono difficoltosa la convivenza. Problemi questi che sono discussi nei numerosi consigli di presidenza e nelle assemblee del 1976 e del 1977 nelle quali si commemorano i dirigenti scomparsi quali Del Conte, Maruzzi, D’Apolito, Nazario Di Giovanni e tanti altri, ricordati sempre dal sottoscritto con stima e commozione per la fede fino all’abnegazione verso le Acli, per l’insegnamento lasciato, di servizio al prossimo, di capacità di autofinanziamento per la sopravvivenza del circolo nei momenti difficili.
Tutti questi verbali sono gelosamente custoditi.