Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
Nella sezione Storia>>Panfilo Gentile è da scaricare il libro completo, diviso in 9 capitoli, Polemica contro il mio tempo
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Articoli
Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, Anno III, N. 1 del 15 Gennaio 1965
[...] E' piuttosto la manifestazione di una congenita incapacità, che la nostra classe politica trae da uno dei caratteri fondamentali del temperamento nazionale: di osservare un principio, una norma di condotta; di vivere in un sistema, rispettando la sua logica e i suoi limiti; di partecipare a un gioco, osservandone le regole. Quella stessa incapacità che conduce gli italiani a darsi una Costituzione, per poi non attuarla o addirittura distruggerla pezzo per pezzo; che spinge i partiti politici a passare indifferentemente da posizioni regionalistiche a posizioni antiregionalistiche, o viceversa, da posizioni proporzionalistiche a posizioni maggioritarie, a seconda dei loro contingenti interessi; che dà alla lotta politica quanto essa ha di esorbitante e di scomposto nel nostro paese. [...]

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  • P. Sylos Labini (1920-2002)

    P. Sylos Labini (1920-2002)

    Un grande economista italiano, che aveva previsto molte cose. Leggi
  • Carlo Cattaneo (1801-1869)

    Carlo Cattaneo (1801-1869)

    Egli fu uomo d'azione, in modo folgorante, ma per brevissimo tempo, non più di diciassette giorni in quasi settant'anni di vita. Leggi
  • Napoleone Colajanni (1847-1921)

    Napoleone Colajanni (1847-1921)

    Nuova sezione dedicata ad un Grande alquanto dimenticato. Garibaldino, Repubblicano, italiano, onesto, amante dei poveri e della giustizia. Leggi
  • Il Risorgimento

    Il Risorgimento

    Nuova sezione! La foto è una litografia di Rossetti, tratta da Antonio Balbiani, Storia illustrata della vita di Garibaldi, Milano, 1860. Leggi
  • Leggi con me.

    Leggi con me.

    [...] la biblioteca non è solo il luogo della tua memoria, dove conservi quel che hai letto, ma il luogo della memoria universale, dove un giorno, nel momento fatale, potrai trovare quelli altri hanno letto prima di te. È un repositorio dove al limite tutto si confonde e genera una vertigine, un cocktail della memoria dotta. [...] Umberto Eco Leggi
  • Nord-Sud

    Nord-Sud

    "Il federalismo - ivi compreso quello 'fiscale' - servirà assai poco al progresso del Paese se il Governo italiano non avvierà contestualmente una strutturale ed incisiva politica economica nazionale di sviluppo e di coesione, finalizzata alla unificazione anche 'economica' tra Mezzogiorno e Centro-Nord". Nino Novacco (1927-2011) Leggi
  • G. A. Borgese

    G. A. Borgese

    [Golia è] Un libro, questo, letto da pochi, purtroppo, allora come oggi, non più in commercio, eppure un libro sul fascismo, sull'Italia fascista, un libro di radicale importanza. Ed è un libro da cui bisogna partire per conoscere Borgese scrittore, oggi effettivamente sconosciuto. L. Sciascia, in Corriere della sera dell'11 settembre 1982 Leggi
  • Le migrazioni

    Le migrazioni

    Il problema dei movimenti migratori è molto vecchio e complesso. Oggi assistiamo, purtroppo e tra il plauso di molti, ad una sua pericolosa e dolorosa semplificazione.La buonanima della mia nonna materna Luigina Tardio (1897-1980) amava dire: così capisce! Ma subito aggiungeva: si stancherà! Leggi
  • Storia statistica di Giuliani

    Storia statistica di Giuliani

    Ho dedicato una corposa sezione al Notaio sammarchese Leonardo Giuliani (1786-1865), autore della citatissima 'Storia statistica'.Ho aggiunto alla sezione molti 'file' che servono ad inquadrare meglio questa grande figura. Leggi
  • Due libri di Matteo Ciavarella

    Due libri di Matteo Ciavarella

    I due libri (Il colera del 1837..., 1981 e Fra orti e mugnali, 1982) che vi offro sono opera del sammarchese Matteo Ciavarella. Essi sono una miniera di notizie sulla cittadina garganica. Leggi
  • Nascita di una città

    Nascita di una città

    Il libro di Pasquale Soccio "San Giovanni in Lamis San Marco in Lamis ....".', arricchito di tanti altri elementi che ti permettono di inquadrare la morte di una potente Badia e la nascita di una Città. Leggi
  • Antonio Vieira

    Antonio Vieira

    Nessuno come il gesuita P. Antonio Vieira (1608-1697) ha sferzato così violentemente la molteplicità degli incarichi, le remore della burocrazia, la peste dei favoritismi; nessuno ha ironizzato più spietatamente su la carta bollata, su illustri incompetenti dei loro dicasteri, su le votazioni fatte da ignari della materia su cui decidere. Leggi
  • Francesco P. Borazio

    Francesco P. Borazio

    Tullio De Mauro:'Francesco Paolo Borazio irrompe come una voce diversa, originale, della poesia nei dialetti meridionali. Un meridionale di questo secolo che scherza in versi dialettali: ecco un fatto che basta ad assegnare, di qua di ogni più affinata valutazione critica, una posizione eccezionale a Lu Trajone e al suo autore. Leggi
  • Marmi ed Alabastri

    Marmi ed Alabastri

    Il libro del 1876 in versione integrale. I marmi e gli alabastri del Gargano. Leggi
  • Il paese che ricordo

    Il paese che ricordo

    Vite, miti, memorie delle classi popolari di San Marco in Lamis. Ricerca curata da Sergio D'Amaro e stampata a cura della Amministrazione comunale di S. Marco in Lamis nel 1996. Leggi
  • I fatti dell'Ospedale di S. Marco in Lamis

    I fatti dell'Ospedale di S. Marco in Lamis

    I mesi di luglio ed agosto del 2002 furono molto importanti nella storia recente di S. Marco in Lamis e dell'intero Gargano. Il Piano di Riordino Ospedaliero della Regione Puglia si abbatté come una scure sul nosocomio sammarchese... Leggi
  • Il Gargano e Beltramelli

    Il Gargano e Beltramelli

    Il resoconto del viaggio compiuto nel 1905 sul Gargano dal giornalista Antonio Beltramelli. Leggi il libro completo pubblicato nel 1907, con centinaia di foto inedite. Ho arricchito il testo con moltissime note, utilizzando la tecnica dell'ipertesto. Leggi
  • Unità e Brigantaggio

    Unità e Brigantaggio

    I drammatici avvenimenti del 1860-63 visti da S. Marco in Lamis. Il libro completo di Pasquale Soccio Leggi
  • Francescani in Capitanata

    Francescani in Capitanata

    Ampi estratti del libro del grande storico P. Doroteo Forte. L'Ordine religioso francescano influenza molto la nostra vita, anche se ci sono elementi di crisi e disagio al suo interno. Leggi
  • Gastronomia e patate

    Gastronomia e patate

    Il p. Michelangelo Manicone, nel 1803, invitava i contadini del Gargano a 'coltivare le patate', da dare agli animali e da mangiare. Propone numerose ricette, che io vi sottopongo insieme ad altri scritti del Frate. Ovviamente sulle Patate. Leggi
  • Il torrente Iano

    Il torrente Iano

    Dai ricordi di Vittorio De Filippis, sammarchese emigrato a Varese dove fu Presidente dell'Ordine dei Medici. L'Autore ricorda alcuni periodi della sua infanzia a San Marco in Lamis. Una prosa semplice ma evocativa: sembra il testo di una sceneggiatura. Leggi
  • Padre Michelangelo Manicone

    Padre Michelangelo Manicone

    Un grande frate riformatore, che scriveva anche bene. Un grande conoscitore ed amante del Gargano. La trattazione di quattro comuni del Gargano, con tante curiosità. Leggi
  • I braccianti

    I braccianti

    Come vivevano i braccianti di una volta a S. Marco in Lamis e nei paesi del Gargano e del Meridione? Leggi
  • Contadini e cafoni

    Contadini e cafoni

    Come vivevano a San Marco in Lamis e nel Gargano i condadini ed i cafoni Leggi
  • Giornate ecologiche

    Giornate ecologiche

    Noi riteniamo che il turismo sia una delle poche prospettive di sviluppo economico di S. Marco; però riteniamo anche che gli interventi ricettivi e tutti i servizi debbano essere concentrati fuori del bosco, a Borgo Celano. Leggi
  • Il Bosco della Difesa

    Il Bosco della Difesa

    È il bosco più importante di S. Marco in Lamis e, probabilmente, una delle poche, possibili fonti di sviluppo sociale ed economico della nostra città in quanto ad essa è strettamente connesso lo sviluppo turistico di Borgo Celano Leggi
  • Il convento di San Matteo

    Il convento di San Matteo

    Si trova a S. Marco in Lamis ed è un Monumento nazionale. Dispone di una imponente biblioteca, di numerose raccolte di Beni culturali, quali Tavolette votive, paramenti sacri, archeologia e paleontologia, Lapidarium statue, dipinti ed altro. Una visita vale la pena. Resterete meravigliati. Leggi
  • Le erbe del Gargano

    Le erbe del Gargano

    Il Gargano è, tra l'altro, famoso per la sua biodiversità. Leggi come l'Autore di Gargano segreto parla di due piante. Leggi
  • Gli animali domestici

    Gli animali domestici

    E' molto comune trovare nell'entroterra del Gargano la famosa Mucca podolica. Sono anche frequenti il maiale, il pollo domestico, la capra garganica, la pecora. Fate attenzione ai cinghiali! Leggi
  • I funghi

    I funghi

    Sul Gargano ci sono molte specie di funghi, che troverai solamente durante una visita od un soggiorno. Leggi
  • La località chiamata Zazzano

    La località chiamata Zazzano

    Una zona interna del Gargano, poco conosciuta ma bellissima. Visitatela! Leggi
  • Le fracchie

    Le fracchie

    La processione della Fracchie di San Marco in Lamis illustrata con testi di Gabriele Tardio e numerose foto Leggi
  • Gabriele Tardio

    Gabriele Tardio

    Numerosi scritti del compianto Gabriele, illustrate con numerose note dell'Autore e foto del sottoscritto oppure tratte da vecchi libri. Leggi
  • La Politica

    La Politica

    Nel '600 Antonio Vieira esprimeva nelle sue prediche il concetto di Politica. Leggi tante curiosità Leggi
  • Le piante del Gargano

    Le piante del Gargano

    Una grande esposizione della Flora del Gargano con testi, foto e didascalie Leggi
  • Giuseppe Giuliani

    Giuseppe Giuliani

    La Festa di San Matteo a S. Marco in Lamis dal Bollettino della Biblioteca di S. Matteo Leggi
  • Castelpagano

    Castelpagano

    Un bellissimo castello medievale meta di molti villeggianti e camminatori Leggi
  • Borgo Celano

    Borgo Celano

    Frazione di S. Marco in Lamis Chiave di volta per una prospettiva di sviluppo turistico Leggi
  • Lu cummente de Sante Mattè

    Lu cummente de Sante Mattè

    Poesia di Francesco P. Borazio pubblicata sul Bollettino del Santuario di San Matteo Leggi
  • Bizzoche a San Marco nel '700

    Bizzoche a San Marco nel '700

    Un vecchio scritto del 700 Leggi
  • L'alluvione del 2014

    L'alluvione del 2014

    L'alluvione del 2014 alla Foresta Leggi
  • Almanacco

    Almanacco

    Nuova sezione di libri, biblioteche, ricordi, materiale di archivio, curiosità, chicche e tanto altro... Leggi
  • Pasquale Soccio

    Pasquale Soccio

    "Materna terra" Libro completo dell'autore di Gargano segreto Leggi
  • La Via Francesca

    La Via Francesca

    Il tratto garganico della Via Francesca Leggi
  • Luoghi del Gargano

    Luoghi del Gargano

    Visita il Santuario della Madonna di Cristo a Rignano Garganico Leggi
  • L'entroterra del Gargano

    L'entroterra del Gargano

    Potenziamento turistico di una zona territoriale poco conosciuta Il caso dell'entroterra del Gargano La Tesi completa Leggi
  • Mediamente

    Mediamente

    A partire dal 1997 Grandi personaggi parlano di ricchezza, povertà, crisi finanziaria, internet, ipertesto, S. Francesco.... Leggi
  • I nostri filmati

    I nostri filmati

    Il Gargano è Storia, Natura e Civiltà Leggi
  • Le Tremiti

    Le Tremiti

    L'Area Marina Protetta delle Isole Tremiti Leggi
  • La natura del Gargano

    La natura del Gargano

    Le bellezze del Gargano Leggi
  • La natura dà tranquillità

    La natura dà tranquillità

    Sei mai stato in un locale del Gargano? Se non lo hai ancora fatto è un peccato, perché si mangia bene. Leggi
  • La pace della natura

    La pace della natura

    Negli Agriturismi del Gargano puoi mangiare questo piatto speciale. Prova! Leggi
  • Una raccolta argentaria

    Una raccolta argentaria

    Visita la raccolta argentaria che si trova nel Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis Leggi
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Continua la illustrazione delle bellezze del Gargano fatta da un sammarchese. Era il 1996 ed Alessandro Augello pubblicava questo pregevole volumetto, stimolato dall'allora sindaco di San Marco in Lamis Michele Galante e dall'assessore all'ecologia Matteo Tenace. Assunto principale di questa pregevole opera, oltre che lo scopo didattico ed illustrativo, era che (uso le parole dell'Autore):

"Noi riteniamo che il turismo sia una delle poche prospettive di sviluppo economico di S. Marco; però riteniamo anche che gli interventi ricettivi e tutti i servizi debbano essere concentrati fuori del bosco, a Borgo Celano, dove si potranno costruire tutte le strutture che uno vuole, con i criteri più opportuni e senza arrecare danni al bosco.
Nel Parco Nazionale del Gargano, nel quale la Difesa è inserita, vogliamo crederlo, affluirà il turismo naturalistico che è un turismo diverso da quello religioso che ora si muove verso S. Giovanni Rotondo. Non sta scritto da nessuna parte che il turismo naturalistico debba risolversi in una bolla di sapone. In ogni caso, se potrà aggiungersi a quello religioso, non si vede il motivo per snobbarlo. Di una cosa però si deve essere convinti: se nel bosco ci portiamo il cemento, la carta del turismo naturalistico ce la siamo giocata per sempre".

Ah, dimenticavo. Il dott. Alessandro Augello è emigrato con l'intera famiglia e di bosco, sviluppo, territorio, turismo ecc. si parla soltanto in occasione di qualche campagna elettorale oppure di qualche calamità naturale dovuta al dissesto idro-geologico.
Ho arricchito il testo con foto, note e sottolineature.

Presentazione
Leggi tutto: Presentazione e noteSiamo arrivati alla terza pubblicazione su una grande tematica, quella ambientale. Abbiamo continuato in quest'opera di sensibilizzazione sapendo dell'apprezzamento che i nostri concittadini hanno dimostrato verso le due precedenti.
In questo opuscoletto viene presentato il tema delle specie arboree non originarie del Bosco Difesa San Matteo e quello del rimboschimento. Temi che ci fanno conoscere ancora meglio l'ambiente e il territorio su cui viviamo, in modo da rispettarlo, conservarlo e valorizzarlo.
Come abbiamo già detto nelle precedenti pubblicazioni, conservare l'ambiente e un'opera lunga e difficile che richiede la collaborazione di tutti, in particolare della scuola, per la sua funzione educatrice, e dei suoi operatori.
Si ringrazia: la Lega Ambiente per la collaborazione; i Direttori Didattici, i Presidi e tutti gli insegnanti per l'opera di sensibilizzazione verso gli alunni; il dr. Alessandro Augello per la realizzazione dell'opuscolo.

Il Sindaco
On. dr. Michele Galante
L'Assessore all'Ecologia
dr. Matteo Tenace

Note dell'autore
Leggi tutto: Presentazione e noteTre anni fa l'Assessore all'Ecologia Matteo Tenace mi chiese se ero disponibile ad approntare un opuscoletto su alcune problematiche ecologiche da distribuire alle scolaresche della Scuola Media e della quarta e quinta elementare.
Devo dire che accettai l'incarico con un misto di interesse e curiosità. Poiché l'esperimento andò bene si pensò di estendere l'iniziativa anche al primo biennio delle Scuole Medie Superiori con un programma che prevedeva la descrizione della flora della Difesa divisa per sezioni: flora arborea, flora arbustiva e flora erbacea.
Iniziando però la trattazione del primo argomento è parso evidente che il lavoro sarebbe risultato alquanto sterile se non si fosse affrontato il tema della gestione del bosco. Se ne è quindi parlato ampiamente nella prima parte della pubblicazione di due anni fa e solo dopo si è passati alle specie arboree autòctone.
Saltata l'iniziativa dell'anno scorso, quest'anno si doveva puntare l'attenzione sulle specie arbustive, senonché la forza delle cose mi ha indotto a mutare obiettivo. Come si poteva infatti ignorare la grande quantità di Conifere che sono presenti nella Difesa? Come si potevano ignorare specie quali il Noce, il Pioppo canadese, l'Olmo campestre, la Robinia, l'Ailanto, il Tiglio?
D'altro canto, una volta decisa la trattazione di queste piante, come non parlare del rimboschimento e dei suoi problemi ai quali le Conifere sono strettamente legate?
Ne è uscito un libretto sulle specie arboree allòctone del bosco Difesa S.Matteo e sui problemi del rimboschimento e si è rimandata al futuro la descrizione della flora mancante.
Detto questo, è necessario accennare a una questione sorta discutendo delle piante arboree indigene: il Tiglio, nella Difesa, è pianta autòctona o allòctona? Sino a poco tempo fa propendevo per la seconda ipotesi. Alcuni fatti però mi hanno indotto a mutare opinione e sono:
a) il rinvenimento di un suo nome dialettale: Tégghia;
b) la scoperta nella zona dell'Agrifoglio di una ceppaia che, oltre a presentare le cicatrici del taglio di altri fusti, presenta anche un bel fusto di una ventina di centimetri di diametro;
e) la sua presenza nella zona del Faggio descritta da un anziano taglialegna che ha lavorato per molti anni nel bosco.
Leggi tutto: Presentazione e notePertanto sembra opportuno che il Tiglio sia ascritto alle specie arboree autòctone della Difesa anche se il Pignatti non segnala la sua presenza in Puglia. V’è di più: il discorso andrebbe approfondito pure per l'Acero montano e per l'Olmo montano anche se certamente non è questa la sede più adatta per un tal genere di discorsi.
Per finire vorrei ringraziare: per una parte delle foto, il Geometra Giuseppe Cipriani di S. Severo e il professor Vincenzo Bonfitto di S. Marco in Lamis; per la foto sull'alluvione dell'82 il Signor Mario Pignatelli di S. Marco in Lamis; per l'aiuto nella classificazione delle specie il dr. Domenico Angeloro di Torremaggiore; di nuovo, il prof. Vincenzo Bonfitto per i suggerimenti sul linguaggio utilizzato assieme a quanti, nella Legambiente, mi hanno dato una mano nel rendere il libretto in forma più leggibile, soprattutto da parte dei destinatari principali che sono i ragazzi delle scuole.
S. Marco in Lamis, Dicembre 1996
L'Autore
Alessandro Augello

Generalità' sulle specie arboree allòctone (non originarie) della difesa e problemi del rimboschimento
Leggi tutto: PremessaEgregi lettori, parliamoci chiaro: non abbiamo sprecato tempo e sudore nella piccola opera (non operetta!) che avete tra le mani per farvela abbandonare non letta in qualche angolo nascosto, il più lontana possibile dalla vista. Non pretendiamo che ve la sciroppiate in un sol colpo come usa talora il bevitore di birra in singolar tenzone con una fresca bottiglia sotto la canicola estiva. Ci basta anche che la sorseggiate di quando in quando in modo che, da tante parole, possiate distillare la miseria di un concettino che vi aiuti a capire il bosco in generale e in particolare la Difesa che, non dimentichiamolo mai, è di proprietà di tutti, anche vostra.
Siccome non possiamo ricorrere alla frusta per farvi piegare il capo su queste pagine, cercheremo di attrarre la vostra benevola attenzione ricorrendo a tutti gli espedienti di cui siamo capaci. Vi blandiremo con un legger facile, vi faremo vedere belle foto, vi racconteremo delle storie. Insomma, vi faremo divertire. Perciò, occhi puntati sul libretto e seguiteci nei ragionamenti che vi sottoporremo a giudizio.
A dimostrazione della leggerezza del nostro discorrere cominciamo subito con un periodo ipotetico del primo tipo.
"No! Il periodo ipotetico no!", dirà qualcuno. E un altro, più forte:
"Aiuto! Ci vogliono ammazzare. Chiudiamo immediatamente il mattone". E che diamine, ragazzi! E' uno scherzo. Si voleva solo dire che, se facciamo una piccola indagine in paese, subito ci rendiamo conto che ci sono tre categorie di abitanti:
a) abitanti con genitori e progenitori tutti originari del posto (cozzi purosangue);
b) abitanti che, pur nati in paese da qualche generazione, si sa che provengono da ascendenti di altre parti, sia dell'Italia che dell'estero. Essi sono così ben inseriti nel contesto sociale che, se non lo sapessimo, li diremmo senz'altro originari di S. Marco;
e) abitanti che provengono da altre zone ma che sono venuti ad abitare da noi soltanto da poco tempo (forestieri e stranieri venuti qui a lavorare. Nordafricani più o meno di passaggio, alcuni Tedeschi alle Chiancate).
Lo stesso discorso, grosso modo, possiamo applicarlo anche agli alberi. Infatti, ci sono alcune specie che sono originarie del posto e sono dette autoctone. Esse sono adattate all'ambiente, resistono quando le condizioni climatiche si fanno precarie e non si ammalano facilmente, neanche se attaccate dai parassiti (soprattutto insetti e funghi).
Sono le specie arboreeLeggi tutto: Premessa che abbiamo già esaminato due anni fa e che per comodità riassumiamo brevemente: Roverella, Cerro, Leccio, Carpino nero, Carpino bianco, Acero campestre, Acero opalo, Faggio, Castagno, Pioppo trèmolo, Nocciòlo, Sambuco e Ciavardello.
Leggi tutto: PremessaA un secondo gruppo appartengono specie non originarie del luogo in cui si trovano, ma talmente ben ambientate da essere considerate del posto: esse son dette naturalizzate. Nella DifesaLeggi tutto: Premessa, per il momento, c'è una sola specie arborea naturalizzata, l'Ailanto, il quale però si mantiene sempre ai margini del bosco.
Infine, ci sono specie che sono arrivate nella Difesa da poco. Alcune di esse sono state introdotte a scopo di rimboschimento e sono: Pino d'Aleppo, Pino nero e Cipresso; altre sono state introdotte a scopo ornamentale lungo strade e sentieri oppure attorno a qualche costruzione (Lammia Nuova, Pinciara) e sono: Robinia e Olmo campestre; altre sono state introdotte a piccoli gruppi in luoghi particolari: Noce e Pioppo canadese.
Alcune precisazioni
Riguardo al Noce, va specificato che, anche se per le campagne vicino alla Difesa è molto diffuso tanto da essersi naturalizzato, non è presente in questo bosco se non con qualche esemplare più che altro nelle zone private; perciò lo possiamo considerare alla stregua del Pioppo canadese: cioè introdotto da poco.
Dalla trattazione sono escluse le specie di interesse agrario presenti qua e là soprattutto nelle particelle private sul limitare del bosco. Ne sono esempi il Sorbo, il Fico, il Ciliegio. Sono escluse anche piante presenti con uno o pochissimi esemplari quali il Cipresso dell'Arizona e le Catalpe di recente messe a dimora lungo il Viale XXV Luglio che da Borgo CelanoLeggi tutto: Premessa porta sino al piazzale posto sopra la Pinetina di fronte ai Santi Medici.
Leggi tutto: PremessaSi parlerà invece solo delle specie non autòctone che hanno una importanza per la loro diffusione (perché si trovano in più punti del bosco) e per la loro presenta in massa , cioè per il loro numero relativamente elevato.
Un discorso a parte merita il Tiglio nostrale. Sembra che la nostra idea secondo la quale il Tiglio nella Difesa sia una pianta introdotta è da rivedere e vada perciò inserito tra le specie autòctone.
Infine, un accenno ad altre due specie: l'Acero montano detto anche A. fico, A. di montagna, A. tiglio e Loppone (Acer pseudoplatanus L. o Acer montanum Thuill) e l'Olmo montano del quale si dirà qualcosa in più parlando dell'Olmo campestre. Il primo, con qualche esile esemplare (giovani polloni), è presente sotto il Convento di S. Matteo, dove è presumibile che sia stato introdotto.
L'Olmo montano è invece presente in diversi luoghi al di fuori della Difesa. Tutte e due le specie meritano uno studio più approfondito e chissà se, alla fine, non sarà doveroso riconoscere anche per esse e magari per qualche altra specie, per ora insospettata, l'indigenato nella Difesa al pari di quanto ci è parso necessario per il Tiglio.
Questa è una questione spinosa sulla quale conviene essere cauti. Basta solo dire che una specie che ora non appaia presente non vuol dire che un tempo non esisteva. Essa può essere scomparsa o relegata a tracce irrilevanti semplicemente perché non interessava come fornitrice di legna o di altri prodotti. C'è stata cioè una forte pressione verso la sua scomparsa.
Nota

Leggi tutto: PremessaLa Processionaria è un insetto che divora gli aghi dei Pini quando e allo stato di larva. Le larve si mantengono in gruppi e d'inverno costruiscono dei nidi nei quali si riparano dal freddo; essi appaiono come degli ammassi di seta biancastri alle estremità dei rami. Nel mese di marzo le larve escono dal nido in fila, quasi in processione (donde il nome di Processionaria) e si sparpagliano sulla pianta per nutrirsi. Ritornano poi sazie al nido seguendo il filo di seta deposto all'andata. Verso aprile, ormai mature, scendono nel terreno per formare il bozzolo dove si incrisalidano. A luglio sfarfallano e le femmine depongono le uova in un manicotto attorno agli aghi. Dopo circa 1 mese nascono le larve che si portano verso un ramo terminale dove formano il nido.
La lotta a questo insetto consiste nell'asportare i nidi e bruciarli, nel trattare con cloroderivati e nell'utilizzo di trappole con feromoni.

Le foreste nella storia dell'uomo
Leggi tutto: Funzione delle foresteImmaginiamo di ritornare indietro nel tempo di circa 10.000 anni fa, epoca in cui, con i primi documenti scritti (graffiti sulle pareti delle grotte), si fa iniziare la storia dell'uomo. Immaginiamo di farci un bel giretto sulla groppa di una grossa aquila prestataci direttamente da Giove (immaginarlo non costa niente). Guardiamo dall'alto verso il basso. Cosa vediamo? Città, strade, campi arati, giardini? Niente di tutto questo.
A percorrere tutta l'Italia ci accorgeremmo con un certo stupore che essa era ricoperta quasi interamente di boschi. Gli alberi abbondavano dappertutto, eccetto in alcuni luoghi dove non potevano crescere per motivi ambientali: sulle cime delle Alpi o in riva al mare, in zone salmastre e acquitrinose, lungo le pareti di un vulcano in attività o in zone dove la piovosità era scarsa, eccetera.
In mezzo alle selve i nostri antenati si procuravano da mangiare cacciando gli animali selvatici, pescando i pesci nei fiumi, nei laghi, in mare. Quando non riuscivano a cacciare o a pescare niente dovevano accontentarsi dei frutti che trovavano nei boschi, di qualche radice e, perché no?, di insetti e altri animaletti che a noi, gente civilizzata, ora tanto fanno senso.
Lo dobbiamo ammettere: non doveva essere una gran bella vita. Senza luce, senza acqua corrente, senza macchine e senza la televisione. Con lo stregone a curare le malattie e i vecchi a raccontare storie accanto al fuoco per scacciare il freddo, la paura e gli animali feroci.
Leggi tutto: Funzione delle foresteSino a questo punto l'azione dell'uomo non aveva avuto un grosso impatto sulla natura sia perché il numero degli esseri umani era relativamente scarso sia per le tecnologie utilizzate che erano rudimentali. Pertanto, l'impatto dell'uomo sulla natura poteva essere considerato alla stregua di quello arrecato dalle altre specie animali.
La vita dei nostri avi, grazie a improvvisi lampi di genio che ogni tanto illuminavano la mente di un cacciatore, andò migliorando gradualmente ma con sicurezza. Sicché, facendo nuove scoperte e acquisendo nuove tecniche, gli uomini riuscivano a vivere più a lungo, a riprodursi più facilmente e a moltiplicarsi sempre di più.
Di pari passo però aumentavano i consumi il che significa aumento di energia. Domanda: qual era agli inizi l'energia più facile da utilizzare da parte dell'uomo? Risposta: quella incorporata nelle piante, nei suoi rami, tronchi, radici, frutti. Delle piante, a parte i frutti, l'uomo utilizzava la legna per riscaldarsi, per cuocere i cibi, per fondere i metalli. Le prime costruzioni erano tutte in legno; in legno erano i ponti, tutti in legno erano i mezzi di trasporto: carri, naviLeggi tutto: Funzione delle foreste. In legno erano gli attrezzi da lavoro.
Leggi tutto: Funzione delle forestePer secoli e millenni sembrò che i boschi non dovessero esaurirsi mai. Ma, taglia oggi, taglia domani, è andata a finire che essi non si sono affatto rivelati come una fonte inesauribile di ricchezza. Il problema era già presente ai Romani 2.000 anni fa. Andò man mano aggravandosi e molte leggi in varie parti e in tempi diversi vennero emanate per proteggere i boschi. Per fare un esempio, ai tempi della Repubblica di Venezia, attorno al 1450 "al consiglio dei Dieci [che dopo il Doge era la massima autorità della repubblica] premeva possedere un inventario aggiornato degli alberi... che servivano a ricavare gli assortimenti da costruzioni navali e da sega; ... [il Consiglio] amministrava per suo mezzo il materiale legnoso, cercando così di evitare le crisi di rifornimento". (Cappelli).
Ma, per tornare ai nostri tempi, a forza di tagliare con criteri errati abbiamo disboscato intere pendici di monti, intere foreste che ora ci mostrano la terra nuda, facilmente soggetta all'azione devastatrice delle acque. L'ultimo colpo grosso alle foreste, verso la fine del secolo scorso, lo hanno dato le ferrovie che, per la produzione di traverse, hanno causato enormi disboscamenti.
Gravi danni ne sono derivati all'equilibrio idro-geologico che risulta alterato e costituisce la fonte primaria delle alluvioni, delle inondazioni e dei disastri vari che periodicamente si verificano in Italia come nel resto del mondo. Un altro grande danno è l'effetto serra, causa di scioglimento dei ghiacciai con la sommersione di molte terre nelle adiacenze del mare, di mutamento del clima e della desertificazione di interi territori.
Leggi tutto: Funzione delle foresteOra si cerca di fare marcia indietro con costi enormi. Ma rimboschire le montagne denudate non è impresa facile e immediata. Anche se riusciamo a far coprire di vegetazione le pendici dei monti, non bisogna farsi illusioni. Prima che si arrivi a un equilibrio soddisfacente occorrono centinaia e anche migliaia di anni. Infatti, una volta che le superfici sono denudate, il terreno attivo, che è costituito dai primi 30-50 cm di terra, fa presto ad essere portato via dalle piogge. Ricostituirlo è difficile perché esso è il risultato dell'opera continua di miliardi di microrganismi che si svolge nell'arco di moltissimi anni. Ci vengono in mente i fuochi d'artificio: tanto tempo per prepararli e in pochi attimi sono terminati.
Anche nella nostra Difesa, a monte, dove attualmente si presenta con cime prive di alberi e simili alle chieriche di tanti fraticelli, si fanno opere di rimboschimento in più punti; a valle invece si realizzano opere di regimazione delle acque meteoriche, frase molto tecnica che si può facilmente tradurre con 'si realizzano canali per lo scorrimento delle acque piovane'.
L'alluvione del 2009

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In conclusione, la foresta è stata la fonte primaria del nostro sviluppo. In essa abbiamo trovato il cibo col quale nutrirci, la legna con la quale scaldarci, il legname col quale costruire le nostre case, i mobili, i mezzi di trasporto. Non le siamo stati molto riconoscenti. Abbiamo pensato che non potesse finire mai e oggi ne paghiamo le conseguenze. Per fortuna siamo ancora in tempo a intervenire utilmente e, se siamo intelligenti come diciamo di essere, dobbiamo imparare a tenerla nel dovuto conto.

Leggi tutto: Il rimboschimentoDunque, amici lettori, i monti spogli bisogna ricoprirliLeggi tutto: Il rimboschimento. Per impedire le frane e le alluvioni, si è detto. Tutto giusto, tutto esatto.
Però, a questo punto, bisogna sgombrare il campo da qualche aspettativa di troppo.
Ci sono dei problemi, infatti, che non possono essere risolti soltanto con una copertura vegetale.
Leggi tutto: Il rimboschimentoIn certi casi possiamo piantare tutti gli alberi che vogliamo però non riusciamo ad eliminare il problema. Si vuol parlare qui, per esempio, dei letti e delle pareti dei torrenti, delle pendici franoseLeggi tutto: Il rimboschimento, dei fenomeni erosiviLeggi tutto: Il rimboschimento che necessitano invece di opere in muraturaLeggi tutto: Il rimboschimento, in cemento armatoLeggi tutto: Il rimboschimento, di reti, di terrazzamentiLeggi tutto: Il rimboschimento, tutte opere che possono essere coadiuvate dalle pianteLeggi tutto: Il rimboschimento, ma mai da esse semplicemente sostituite.
Gli alberi hanno una grande influenza nel prevenire erosione e valanghe ma, una volta che tali fenomeni sono in atto, non possono essere più fermati dalle piante.
Per capire meglio il concetto è però necessario spendere qualche parola sul meccanismo col quale le piante svolgono la loro funzione idro-geologica.

Leggi tutto: Idro-geologia ed alberiIl terreno forestale è costituito da sabbia, argilla e limo più sostanza organica sotto tre forme: indecomposta, in via di decomposizione e sotto forma di humus. L'humus si ha quando non si riconoscono più i materiali di partenza: rami, foglie, resti di insetti, eccetera. Tutte queste parti costituiscono un insieme che non è mai compatto, ma è pieno di spazi vuoti, detti pori distinti in macropori (50%) e micropori (restante 50%). Nei primi sono immagazzinati momentaneamente l'acqua e a lungo termine l'ossigeno; nei secondi è immagazzinata l'acqua a lungo termine.
Sia gli uni che gli altri derivano dalla non perfetta adesione tra di loro delle particelle che costituiscono il terreno. Ma essi derivano soprattutto dalle radici che, morendo, lasciano dei canalicoli e dal fatto che i residui vegetali, attaccati da batteri e funghi microscopici, vengono poi attaccati da artropodi (crostacei, ragni, millepiedi, insetti) e anellidi (tra i quali i lombrichi) responsabili di parte della struttura porosa del terreno.
I pori occupano la metà del volume del terreno forestale. Ciò significa che, al limite, in un metro cubo di terra, si può immagazzinare mezzo metro cubo di acqua, pari a 500 mm di pioggia che è la piovosità media annuale delle regioni meridionali.
Vediamo dunque come si esplica in pratica la funzione idro-geologica del bosco. Ci sono due azioni:
1) Azione delle piante
Secondo Susmel:
- con pochi mm di pioggia l'acqua è intercettata dalle foglie al 90%;
- con 20-30 mm di pioggia l'acqua è intercettata solo per il 10-20%. Il resto arriva a terra;
- con piogge superiori ai 50 mm, l'intercettazione in pratica è pari a zero.
Quindi, quando si aprono le cateratte del cielo e la quantità di acqua che viene giù è rilevante, il potere dispersivo del bosco è più limitato di quanto si possa credere.
La grande importanza del bosco invece risiede nel diminuire la forza battente delle gocce d'acqua tramite le foglie degli alberi, le piante del sottobosco e la lettiera (strato di foglie e rami caduti dalle piante).
Alt! Momento di riflessione. Se pensate che la forza battente sia uno scherzo, siete in errore. Già i Romani avevano sperimentato che la goccia scava il fosso, anche se piccolo. Noi che abbiamo studiato l'algebra, cosa dobbiamo dire di milioni di gocce? La risposta è che scavano milioni di fossettini che uniti insieme danno un fossacchione (non un fessacchione). Pertanto, massimo rispetto e proseguiamo.
2) Azione del suolo
L'acqua, arrivata a terra scorrendo prima lentamente in rivoli sulla lettiera oppure infiltrandosi direttamente attraverso di essa, penetra nel terreno. Più spessa è la lettiera, minore sarà la velocità di penetrazione. Lo spessore della lettiera è più elevato nei boschi in buone condizioni.
Ma che fine fa l'acqua una volta arrivata nel terreno? Quella dei piccoli pori (50%) è trattenuta a lungo e rilasciata lentamente, mentre quella dei pori grandi viene trattenuta temporaneamente e rilasciata poi in un paio di giorni. In altre parole, il terreno esplica la funzione di diminuire la velocità di scorrimento dell'acqua. Il terreno si comporta cioè come un serbatoio o come una spugna: assorbe una gran quantità di acqua e successivamente la rilascia piano piano.
In termini tecnici si dice che il terreno aumenta il tempo di corrivazione che è il tempo che intercorre tra la caduta delle acque e il loro arrivo in un dato punto di un condotto.
Domanda: se mancano gli alberi e c'è soltanto terra arata, il suolo non svolge più l'azione regimante? La svolge eccome: viene meno la protezione dalla forza battente dell'acqua ma l'azione di rallentamento della velocità dell'acqua resta.
Leggi tutto: Idro-geologia ed alberiEcco perché, quando si cementificano le pendici dei monti sulle quali si raccoglie il terriccio ivi portato dalle acque a fungere da spugna, venendo meno l'azione di rallentamento della velocità di scorrimento, c'è sempre da aspettarsi un'ondata di piena con esiti a volte disastrosi. Ma se proprio vogliamo costruire le nostre case su queste famose pendici, dobbiamo per forza pagarne le conseguenze? No: gli effetti negativi possono essere eliminati o ridotti con delle grandi e opportune opere di idraulica che però hanno i loro costi e proprio per questo non sempre si fanno o si fanno male.
L'azione regimante del suolo decresce a seconda che ci troviamo di fronte a: bosco, prato permanente, terreno agrario, roccia affiorante.

Il Noce del Passo
Tre briganti erano inseguiti dalle guardie. Ne avevano combinate di tutti i colori ed erano consapevoli che, se venivano catturati, difficilmente avrebbero salvato la pellaccia.
Stanchi, si erano fermati a riposare sotto un Noce.
'Ascoltatemi bene', disse il capo ai suoi compari, 'Il bottino, a causa del suo peso, ci ritarda la fuga. Ci conviene sotterrarlo e poi venirlo a recuperare quando le acque si saranno calmate'.
I due briganti si dichiararono d'accordo e, di buona lena, assieme al primo, scavarono una profonda fossa nella quale depositarono i marenghi.
'Ci ho ripensato!', esclamò ad un tratto il capo. 'Forse è meglio che uno di noi resti di guardia. Chi si offre?'
'Io', rispose immediatamente un brigante con la segreta intensione di squagliarsela coi soldi non appena gli altri due si fossero allontanati.
'Perfetto!', disse il capo puntandogli il fucile al petto e lasciando partire un colpo che lo uccise prima che si rendesse conto di ciò che stava accadendo. 'In questo modo sono certo che non scapperai. E tu - si rivolse all'altro -, vuoi fare la guardia anche tu?'
'No?', rispose impaurito il brigante. 'Io ti sono fedele'.
'Benissimo!', esclamò il capo. 'Così guarderai con più attenzione' e, senza dargli il tempo di ribattere, sparò anche a lui.
'Non si sa mai', commentò sarcasticamente dopo che ebbe ricoperto la buca. 'In due la sorveglianza è più sicura'.
L'indomani il brigante venne catturato e fu condotto alla Noce del Passo per essere fucilato. Prima dell'esecuzione, rivolto ai curiosi che erano andati per assistere alla sua morte, disse:
'II tesoro l'ho nascosto sotto un Noce'.
Dovete sapere che a quel tempo non c'era campo che non avesse uno o più alberi di Noci; di conseguenza, i contadini della zona si misero a scavare nelle loro terre come dannati alla ricerca del tesoro, ma nessuno lo trovò. In compenso, per il gran lavoro che fu fatto in ogni terreno, quell'anno tutti ottennero un raccolto strepitoso.