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Colori e sapori del mare

Capo Carbonara
Capo Carbonara
Lo splendido promontorio di Capo Carbonara, estrema propaggine sud-orientale della Sardegna, prende il nome dall'antico toponimo del villaggio di Carbonara, mutato in Villasimius a metà del 1800. Il villaggio contava allora poche famiglie di pastori ed agricoltori, provenienti da diverse zone dell'isola e, solo verso la fine del secolo, a queste attività tradizionali si affiancò quella di scalpellini e cavatori che lavoravano nelle numerose cave di granito della zona.
Quest'ultima attività, per tutta la prima metà del ventesimo secolo, rappresentò il principale sostentamento della popolazione locale, decrescendo progressivamente d'importanza fino agli anni sessanta, quando i primi turisti cominciarono a scoprire le coste sarde, dando l'avvio ad una nuova era per l'economia di Villasimius e del territorio circostante.
L'antico edificio di Cava Usai, a due passi dal mare, domina ancora il paesaggio della baia di Porto Su Forru, uno degli angoli più suggestivi della costa, dove i segni dell'attività estrattiva caratterizzano fortemente il paesaggio. Qui, forse meglio che altrove, si coglie il passaggio all'economia turistica, osservando i bagnanti stesi a prendere il sole sugli enormi macigni di granito, strappati alla montagna.
Il paese di Villasimius non è costruito sul mare, se ne sta un pò più in alto, in una fertile conca, non ha profonde radici marinare, anche se non mancano le famiglie dei pescatori.
Il territorio vi si proietta, con le propaggini del Capo Carbonara e le isole dei Cavoli e Serpentara. Se c'è qualcosa di veramente straordinario in questo angolo di Sardegna, sono senza dubbio i paesaggi, con i loro colori intensi e la sensazione di vastità che si coglie nell'abbracciare con lo sguardo, dall'alto delle scogliere, l'insieme di isolotti che si scorgono all'orizzonte.
C'è un legame comunque forte con il mare, come testimonia la profonda devozione alla Madonna del Naufrago la cui statua, posta nelle acque dell'isola dei Cavoli, protegge la navigazione dei marinai.
Manca un lungomare adatto ad una passeggiata serale, né si trovano piccoli ristoranti o suggestivi bar, dai cui tavolini è possibile ammirare i riflessi sull'acqua delle luci delle insegne e respirare quell'atmosfera magica che rende uniche le serate estive nelle località di mare.
Recentemente è stato però realizzato il nuovo porto turistico, una moderna marina attrezzata per venire incontro alle esigenze del turismo da diporto: ampi spazi destinati ai servizi, locali commerciali, aree adibite a parcheggio, pontili galleggianti ad ampliare la disponibilità di posti barca.
Vero centro operativo dell'AMP, da cui partono i servizi per la sua fruibilità, il porto è stato pensato innanzitutto come una vera e propria piazza sul mare, con vialetti pedonali che, saltando di scoglio in scoglio, consentono piacevoli passeggiate in riva al mare, diversi piazzali attrezzati con panchine ed aree idonee all'organizzazione di eventi e manifestazioni pubbliche.
Camminando lungo i pontili, si scopre che la brezza marina, insieme all'odore del mare, porta con sé anche il profumo dei suoi â"abitanti". Il profumo di pesce viene in realtà dalle barche dei pescatori. Questi, durante il giorno, propongono escursioni di pescaturismo alla scoperta degli angoli meno accessibili dell'AMP e la sera, sulle imbarcazioni ormeggiate in banchina, cucinano la parte residua della pesca del mattino, offrendo, anche a chi non ama staccarsi dalla terraferma, la possibilità di gustare dell'ottimo pesce appena pescato, cullato dal leggero dondolio della risacca del porto.
L'intraprendenza dei pescatori di Villasimius è riuscita ad interpretare al meglio il concetto di opportunità di integrazione del reddito offerta dal pescaturismo, ottimizzando i tempi della giornata lavorativa nella breve stagione estiva, trasformando, al calar del sole, le proprie barche in autentiche trattorie marinare, gestite da chi di mare se ne intende davvero.