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I desideri del turista
Le aspettative che muovono il turista sono le più disparate, ma tra esse vi sono alcune costanti: il piacere che si può cogliere con la vista, offerto dalla natura con i suoi paesaggi o dall'uomo con i prodotti del suo ingegno e del suo lavoro che segnano il percorso della nostra storia; con il palato, per gustare i sapori non consueti e sempre più rari delle cucine tradizionali; della memoria, coltivata con la raccolta di oggetti - appunto chiamati "ricordi" - che, nel tempo, hanno la capacità di farci rivivere momenti piacevoli della nostra vita.
Questi ingredienti possono essere combinati in varie salse - culturale, edonistica, ambientalista - ma paesaggio, beni culturali, cucina e artigianato tradizionale sono le risorse fondamentali su cui costruire le politiche di valorizzazione del territorio.

L'offerta di souvenir
Scopo principale delle aree protette è cercare di armonizzare la difesa dell'ambiente con lo sviluppo economico. Quest'ultimo è legato alla ricezione, alla ristorazione e ai servizi in genere, ma anche alla produzione e alla commercializzazione di prodotti locali.
La vendita dei prodotti tipici, con livelli di qualità e quantità differenti nelle varie situazioni, è una costante nelle  aree protette.
Diversa è la situazione per quanto riguarda l'offerta di prodotti artigianali, che, in alcune aree, soffre di una strozzatura a monte: la sparizione progressiva delle figure di artigiani. Così, spesso, anche in questi territori, vengono offerti oggetti che denotano scarsa attenzione alla qualità sia dei materiali impiegati che delle lavorazioni.
Le aree protette di solito sono aree marginali dal punto di vista economico, con un tessuto produttivo che non è in grado di competere sul piano della quantità. Non resta allora che puntare sulla qualità. Qualità dei prodotti, però, significa qualità dell'impresa che li realizza, con tutto ciò che questo implica. Che ci si renda conto del problema è già un passo in avanti. Alghero, con il corallo, è sulla buona strada e la cultura della qualità si è estesa anche ad altri settori; nelle vetrine, infatti, si vedono oggetti di pregio in materiali diversi, come, ad esempio, la ceramica.

La pesca del corallo
Il corallo è un animale marino celenterato, appartenente alle classe degli Entozoi. Si sviluppa in colonie ancorate alle rocce, di solito a bassa profondità, ma si può trovare fino a 100 metri. Ha uno scheletro calcareo che assume una conformazione arborescente. Quando i singoli individui muoiono, sul loro scheletro se ne innestano altri che danno, con il passare del tempo, ammassi di consistenza rocciosa dai quali si ricava la pietra semipreziosa che prende il nome di corallo. La Grande Barriera Corallina, a Nord Ovest dell'Australia, è lunga 2400 km. La crescita del corallo è stimata in 1 mm/anno.
Il corallo è di colore rosso, ma anche rosa, nero, blu. Il corallo di Alghero è ritenuto il migliore del mondo ed è definito oro rosso. La pesca del corallo è praticata da molto tempo, in particolare dai pescatori di Torre del Greco. Il prelievo di quantità eccessive ha portato alla compromissione dei banchi, che ha reso necessaria l'adozione di provvedimenti che ne limitano la pesca. Per prelevare il materiale, si scende anche a profondità notevoli, che richiedono una organizzazione complessa e comportano pericoli per chi pratica questa attività.