Stemma della città di Bruxelles.
Stemma della città di Bruxelles.
Joseph Raztinger, nella sua lectio magistralis del 13 maggio del 2004 affermò: 'L’Europa solo in maniera secondaria è un concetto geografico; l’Europa non è un continente nettamente afferrabile in termini geografici, ma è invece un concetto culturale e storico' (Nota 244).
L’Associazione 'Les Chemins de Mont-Saint-Michel' si è posta anche l’obiettivo della ricerca delle antiche vie di pellegrinaggio che conducevano a Mont Saint Michel e la valorizzazione del patrimonio che li riguarda. Ritrovando queste strade, percorse sin dal Medioevo da pellegrini provenienti da tutta Europa, l’ambizione è quella di estendere la rete degli itinerari di Saint Michel ad altri paesi europei per poter stabilire nuovi partenariati in differenti ambiti: scientifici, turistici o culturali. Questa ricerca serve per riallacciare i legami che uniscono Mont-Saint Michel agli altri grandi santuari dedicati all’Arcangelo in Europa. E’ in questo contesto che 'Les Chemins de Saint Michel' hanno ricevuto, nel gennaio 2007, la menzione di Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. Les Chemins de Saint Michel è stato inserito il 2007 nel programma 'Les Itinéraires Culturels du Conseil de l'Europe'. I paesi interessati sono: Germania, Belgio, Spagna, Francia, Italia, Regno-Unito. Per ufficializzare e valorizzare questo riconoscimento, l’Associazione organizza, in partenariato col Consiglio Regionale della Bassa Normandia, degli incontri europei di scambi e di messa in rete dei siti europei e degli Itinerari storici di pellegrinaggio per la promozione e lo sviluppo di azioni relative al patrimonio culturale in Europa. I soggetti implicati avranno anche l’opportunità di incontrarsi, nell’eventuale prospettiva di costituire una rete, di collaborare grazie a dei progetti comuni, o di entrare a far parte dei programmi europei di cooperazione relativa al territorio o alla cultura. Capofila di questa organizzazione per la Francia è stata l’Association Les Chemins de Mont-Saint-Michel che da molti anni promuove la formazione di percorsi e posti tappa attraverso tutta la Francia Centrale e Meridionale verso la famosa abbazia di Mont-Saint-Michel. Sono stati predisposti itinerari percorribili con la segnaletica europea ufficiale, sono state redatte guide per ogni singolo percorso, sono stati realizzati alcuni ostelli per pellegrini e si sono predisposti studi per i pellegrinaggi antichi ai luoghi legati ai culti di san Michele.
L'abbazia di Mont Saint Michel in Francia.
L'abbazia di Mont Saint Michel in Francia.
Il Consiglio d’Europa ha dichiarato che con il Mont-Saint-Michel, costruito ai confini dell'Occidente, il culto di San Michele ha avuto il suo sviluppo più straordinario. Il prestigio internazionale di questo pellegrinaggio è stato continuato fino al XVI secolo, e molti re, signori e semplici fedeli hanno fatto il pellegrinaggio al Monte. Provenienti da diversi paesi del nostro continente, i pellegrini di San Michele, chiamati Miquelots, hanno percorso una fitta rete di strade e sono saliti al santuario. Sono state fatte molte e importanti ricerche storiche, ed è stato realizzato un’importante segnatura dei percorsi da diverse regioni europee. Il culto di San Michele è ampiamente distribuito in Europa segnando fortemente i monumenti dell’architettura e i toponimi del paesaggio. A metà strada tra cielo e terra, questi santuari, costruiti in un paesaggio naturale straordinario, erano i più importanti luoghi di pellegrinaggio dove l'uomo è venuto a cercare la protezione dell'Arcangelo. Oggi, questi siti sono ancora importanti per uno sviluppo culturale e turistico che bisogna condividere (Nota 245).
Nel 2008 l’Associazione Amici della Sacra di San Michele ha aderito all’iniziativa di un 'Itinerario culturale del Consiglio di Europa' dell’associazione 'Les Chemins du Mont-Saint-Michel' nata in Francia nel 2007 (Nota 246).
Gabriele Tardio (sx) nel 2012.
Gabriele Tardio (sx) nel 2012.
Al Santuario di San Michele sul Gargano i pellegrinaggi a piedi in ‘breve tratto’ (35-40 km, un giorno di cammino) si sono sempre annualmente continuati a svolgere, è da specificare che da San Marco in Lamis il pellegrinaggio si svolge ininterrottamente da secoli (Nota 247), mentre da Vieste è stato ripreso da quindici anni, dopo circa 40 anni di sospensione, e da Manfredonia è stato ripreso da pochissimo tempo dopo una lunga sospensione. Questi sono i pellegrinaggi in compagnia (gruppo numeroso di pellegrini), ma bisogna ricordare che si sono sempre svolti pellegrinaggi singoli dalle diverse località vicine e lontane. In diversi casi anche i pellegrinaggi a ‘lungo tratto’ si sono svolti in forma spontanea anche secondo vecchi rituali e negli antichi tracciati (San Salvo e Vasto). Dal 2009 il CAI organizza il Cammino dell’Angelo da Benevento e dal 2011 anche dal Molise.
Pellegrini in visita al Santuario di Monte Sant'Angelo.
Pellegrini in visita al Santuario di Monte Sant'Angelo.
I padri micaeliti della Basilica di San Michele di Monte Sant’Angelo hanno sempre incoraggiato i pellegrinaggi e nel 2011 per coordinare meglio i vari pellegrinaggi che si svolgono il 29 settembre ha lanciato l’iniziativa dei pellegrinaggi a piedi dai vari punti cardinali verso la Basilica di San Michele Arcangelo, l’iniziativa è stata ben accolta sia dalla Confraternita di San Michele di San Marco in Lamis e di Manfredonia che dal Sovrano Ordine dei pellegrini di San Michele Arcangelo del Gargano di Vieste che hanno permesso anche ad altri di partecipare ai loro pellegrinaggi notturni verso la Basilica di San Michele (Nota 248).
I padri micaeliti, in collaborazione con la secolare Confraternita di San Michele, sono molto interessati a promuovere l’inserimento dei pellegrinaggi micaelitici nei Grandi Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa e stanno già predisponendo tutti i contatti nazionali e internazionali per cooperare in questo grande progetto essendo consapevoli che il santuario garganico è il primo dei santuari di san Michele nell’Europa occidentale.

Questo grande itinerario culturale delle vie di san Michele può dare un grande impulso di conoscenza dell’identità europea e di intensi rapporti culturali, religiosi, cultuali, artistici e spirituali che legano molti paesi e contrade europee che hanno in comune il culto di san Michele che si è tramandato nei secoli.
L’iniziativa può essere condivisa con Monte Saint Michael, la Sacra di San Michele e con altri centri micaelici europei, ma che può essere allargata anche a centri di ricerca e città che sono interessati alla storia europea legata a San Michele, come non ricordare Bruxelles che ha san Michele nello stemma comunale. Questi monumenti, costruiti in ambienti naturali straordinari, sono stati, per la maggior parte, mete importanti per il pellegrinaggio dell’uomo che invocava la protezione dell’Arcangelo. Oggi favoriscono anche lo sviluppo culturale e turistico.
Si tratta di procedere alla costruzione vera e propria dell’itinerario sia di natura fisica che come elemento virtuale e che, a titolo esemplificativo, potrà includere:

  • i santuari del culto di San Michele in tutta Europa e i vari centri cultuali e culturali legati a San Michele;
  • luoghi particolarmente significativi dello sviluppo dei pellegrinaggi ai santuari micaelici;
  • percorsi ed itinerari già presenti che legano i diversi luoghi di culto all’interno di un contesto e/o territorio sia locale che nazionale e internazionale;
  • creazione di un itinerario unico che unisce Monte Sant’Angelo con Castel Sant’Angelo a Roma, la Sacra di San Michele in Val di Susa, Saint Michel d'Alguilhe du Puy en Velay, e Mont-Saint-Michel in Normandia;
  • scambi culturali e di integrazione del culto dell’arcangelo Michele tra i cattolici, gli ortodossi, le altre chiese cristiane, i musulmani e gli ebrei;
  • elemento virtuale di collegamento e cooperazione tra i vari centri cultuali, artistici e storici legati a San Michele.

Per questo bisognerebbe realizzare una mappatura delle varie realtà territoriali e la segnalazione di siti, percorsi significativi secondo la logica dei grandi itinerari culturali europei per rafforzare l’integrazione della cultura europea e che abbiano potenzialità dal punto di vista culturale e turistico. Sarebbe auspicabile anche creare uno o più centri di ricerca e di studio per ampliare la ricerca anche alle realtà minori diffusi su tutto il territorio europeo.
Con l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali si potrà avviare una prima bozza di itinerario di natura fisica e di elemento virtuale.