contentmap_plugin

Convento di Stignano - Foto del 1950 e particolari del portale della chiesa
Convento di Stignano - Foto del 1950 e particolari del portale della chiesa
A San Marco in Lamis i francescani arrivarono tardi, nella seconda metà del sec, XVI. Dapprima fondarono il convento di Santa Maria di Stignano all’imboccatura della omonima valle che si apre a occidente sulla pianura dell’Alto Tavoliere.

Nel 1578 arrivarono all’antica e decaduta abbazia di San Giovanni in Lamis, fondata nel sec. VII-VIII dai Benedettini, situata ad oriente del paese sulla via che mena a San Giovanni Rotondo.

S. Matteo con pellegrini, acquaforte di Filippo Pirro
S. Matteo con pellegrini, acquaforte di Filippo Pirro
Il convento di Stignano dal momento della fondazione ebbe un rapporto privilegiato con i pastori abruzzesi che da maggio a settembre tenevano le greggi ai pascoli invernali nelle pianure dell’Alto Tavoliere e alle pendici del Gargano. Il convento, infatti, situato al termine di uno dei bracci del Tratturo Regio, divenne il naturale punto di riferimento religioso per i pastori transumanti. S. Matteo è legato maggiormente all’intenso passaggio di pellegrini diretti alla Grotta di San Michele.

Già dal tempo in cui era monastero benedettino il convento funzionava da ospizio dei pellegrini. Con l’arrivo della reliquia di S. Matteo e con l’avvento dei francescani s’intensificò il flusso dei pellegrini che portavano al santuario gli ammalati e le persone che dall’abituale contatto con gli animali avevano riportato delle gravi offese. S. Matteo divenne anche il santo protettore degli animali di campagna, soprattutto cavalli.
Ben presto i due conventi divennero importanti centri religiosi e culturali.

Convento di S. Matteo - Olio raffigurante S. Matteo di Angelo Maria Villani
Convento di S. Matteo - Olio raffigurante S. Matteo di Angelo Maria Villani
Il convento di San Matteo - Foto di Giuseppe Bonfitto del 1970
Il convento di San Matteo - Foto di Giuseppe Bonfitto del 1970