Rosa canina

Caratteristiche

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  • Nomenclatura e sistematica:

    Rosa canina L. Famiglia Rosaceae. Rosa canina, Rosa selvatica comune. Nomi dialettali: 'Cucummèdda' (sammarchese).

  • Origine del nome:

    Rosa canina deriva dal greco kynorrhodon = Rovo dei cani perché i Greci, che così la chiamavano, ne impiegavano la radice per curare la rabbia.

  • Comportamento ed habitat:

    Vegeta dal Lauretum al Fagetum o, in altri termini, dal mare sino alla montagna. E' quindi ubiquitaria preferendo le macchie, le siepi, i boschi radi, le radure. Insomma, la si trova ovunque ci sia spazio, anche nei campi abbandonati, lungo le macerie.

  • Diffusione:

    La Rosa canina in Italia è diffusa ovunque e lo stesso avviene sul Gargano.

  • Portamento e radici:

    Arbusto alto 2-3 m, appartenente alle Dicotiledoni. Fusto legnoso, prima diritto, poi arcuato e infine, nella parte apicale, diretto verso il basso. Ha spine robuste e curvate in basso, di colore rosso che col tempo diventa marrone e quindi grigio chiaro. Dai rami principali partono brevi rametti. Frequente la presenza di galle.
    Corteccia
    Nei rami giovani è verde con striature longitudinali, sottili, numerose e di colore nocciola chiaro. In quelli vecchi è grigia o con sfondo marrone ricoperto da macchie, lenticelle o estesi cordoni grigi. Nei rami di 1 anno si può rilevare bene qual è la successione dei colori: la parte esposta al sole è già diventata grigia, quella opposta è ancora verde, mentre quella intermedia è marrone chiaro. Vi sono però rami di qualche anno completamente marrone chiari.
    Gemme
    Rosse, tozze e appuntite.

  • Foglie:

    Caduche, alterne, imparipennate a 5-7 foglioline ovali o ellittiche, di 1-2 x 1-4 cm. Le foglioline hanno margine dentato, colore verde sulle due pagine, sono inserite sull'asse della foglia senza peduncolo. La foglia ha invece un peduncolo di 3-5 cm. con stipole che lo ricoprono in gran parte.

  • Fiori:

    Pianta con fiori ermafroditi da soli o in gruppi di 2-3 in infiorescenze all'apice dei rametti. Peduncolo fiorale di 2-3 cm, privo di peli e ghiandole. Diametro corolla: 3-4 cm. 5 petali di 2-2,5 cm, bianchi o rosa, con apice cordato e a base cuneata. Sepali 5, laciniati, ripieganti verso il basso, caduchi. Stami numerosi e sovrastanti altrettanto numerosi ovari (però in numero inferiore agli stami) con stili liberi, ricoperti di lanugine e in gruppo.

  • Epoca di fioritura: Aprile-luglio
  • Impollinazione: Entomofila o autoimpollinazione.
  • Frutti: (Cinorrodonti). Sono falsi frutti, dati dal ricettacolo ingrossato. Essi sono rossi, ovali o piriformi e lunghi 1-2 cm. I frutti veri sono degli acheni ovali contenuti nel ricettacolo e circondati da filamenti sericei.
  • Confusione e riconoscimento:

    Si presenta in modo variabile poiché, in base a quanto riporta il Pignatti, non è una specie ma un insieme di forme che si ibridano facilmente fra loro e che conservano, nella discendenza, una buona continuità di caratteri. C'è chi ha enumerato oltre 100 forme.

  • Utilizzo:

    Erboristeria e farmacia
    L'uso più proprio sarebbe quello di stimolare la diuresi. Va bene anche contro lo stress in quanto i frutti sono molto ricchi di vitamina C. Un omogeneizzato di frutti freschi da applicare direttamente come maschera di bellezza per pulire e tonificare la pelle del viso, è molto efficace. Secondo qualcuno le galle avrebbero azione sedativa e addirittura narcotica.
    Molto spesso viene utilizzata come pianta ornamentale e per siepi.
    Risanamento terreni degradati. Favorisce la ricostituzione del manto vegetale arboreo dove manca. Infatti, grazie alle sue doti di pianta pioniera, è tra le prime ad occupare le radure e a migliorare il terreno per l'accoglimento di specie più esigenti che da sole non ce la farebbero ad insediarsi sui terreni degradati. Nonostante queste prerogative è però scarsamente utilizzata nei rimboschimenti.
    Altri usi
    I frutti sono eduli e si mangiano dopo averli puliti dai semi e dai numerosi filamenti che ricoprono i semi. Qualcuno ne fa un'ottima marmellata, apprezzata soprattutto in Germania e in Svizzera. Dagli stessi si ricava un decotto da utilizzare come bevanda dissetante (50 gr/l di acqua).

  • Curiosità:

    Sui frutti, in seguito alla puntura di un insetto, il Rhodites rosae (Ordine Coleotteri, Famiglia Cynipidae), si formano delle galle che, di apparenza simile a un muschio, prendono il nome di bedeguar. Il nome di bedeguar deriva dal persiano, ma a noi è giunto attraverso la traduzione dei medici arabi.

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