Pyrus amygdaliformis

Caratteristiche

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  • Nomenclatura e sistematica:

    Pyrus amygdaliformis Vill. (Fam. Rosaceae). Pero Mandorlino. In dialetto è detto 'Perazze' (sammarchese)

  • Origine del nome:

    Il Pero mandorlino deriva il suo nome dalle foglie che sono lanceolate come quelle del Mandorlo

  • Comportamento ed habitat:

    Esiste per lo più in forma di arbusto alto 1-3 metri e raramente in forma di alberello alto 4-5 m, appartenente alle Dicotiledoni. Tronco e rami in genere contorti. Con spine all'apice dei germogli. Rami giovani ricoperti di tomento biancastro che poi perdono con l'età

  • Diffusione:

    Vive dal Lauretum al Fagetum in forma sporadica, ma talora anche in macchie. Lo troviamo nelle garighe percorse dal fuoco, spesso unico alberello che riesce a resistere ai ripetuti passaggi del fuoco; lo troviamo ancora lungo le scarpate ferroviarie. Vegeta nelle macchie, nelle radure, lungo i sentieri.

    E' presente nell'Italia meridionale e nelle isole. Nel versante tirrenico sale sino in Liguria

  • Portamento e radici:

    Corteccia
    Da adulta, grigio-bruna, profondamente incisa in placche quadrangolari di 2-3 cm. di lato. Rami grigi chiari; ramuli grigi rossastri chiari

    Gemme
    Grosse, robuste, rossastro-scure che contrastano con il colore grigio-chiaro dei rametti. Gemme a legno: grigie, dello stesso colore dei rami

  • Foglie:

    Caduche, alterne, semplici. Verdi nella pagina superiore; pagina inferiore più chiara, con piccole rilevature e presenza di sostanze cerose. Margine intero o con pochi denti apicali. Consistenza coriacea. Pelose da giovani e glabre a maturità. Lunghe 2-7 cm e larghe 1-3 cm. Picciuolo lungo 1-3 cm. Lanceolate oppure obovate, a margine intero

  • Fiori:

    Comparenti prima delle foglie. Sono ermafroditi e in infiorescenze 8-12 flore. Peduncolo fiorale di 2-3 cm. Petali 5, bianchi, ellittici, con apice arrotondato e smarginato, unghia cuneata e pelosa. Sepali 5, pelosi, triangolari, rivolti verso il basso. Stami circa 20, con filamenti biancastri e antere marroni. Ovario unico. Stili 5, liberi, non saldati alla base come nel genere Malus; più corti degli stami

  • Epoca di fioritura: Aprile-maggio
  • Impollinazione: Entomofila
  • Frutti: Pomi di 1-3 cm. Giallastri a maturità con punteggiature o macchiettature rugginose. Con resti del calice. Peduncolo robusto e lungo quanto o più del frutto. Con granelli legnosi nella polpa aspra. Vanno bene per alimentare suini
  • Confusione e riconoscimento:

    Nell'ambito del genere Pyrus interessano tre specie:

    1. Pero selvatico o perastro, Pyrus Pyraster Burgsd = Pyrus communis var. achras (Gaertner) Wallr.

    2. Pero mandorlino, Pyrus amygdaliformis Vill.

    3. Pero comune, Pyrus communis L.

    Secondo alcuni autori il Pero comune non esiste spontaneo e deriva da miglioramenti genetici esercitati nei confronti del Pero selvatico; secondo altri dall'incrocio tra il Pero spontaneo e specie dell'Asia Occidentale.
    Secondo altri autori ci sarebbe un ciclo del Pyrus communis L. di cui il Pyrus pyraster e il Pyrus amygdaliformis sarebbero due varietà botaniche.
    Secondo altri autori neanche il Pero selvatico sarebbe indigeno in Europa ma sarebbe stato introdotto da molto tempo dall'Asia centro-occidentale. Tuttavia esso si sarebbe ambientato così bene da essere ora spontaneo. 
    Nel bosco Difesa S. Matteo troviamo il Pero mandorlino e il Pero selvatico.

    Il Pero mandorlino e il Perastro hanno entrambi i rami ad apice spinescente; differiscono per le foglie (ovate e a margine seghettato nel Perastro, lanceolate e a margine intero nel Pero Mandorlino), per i frutti (più piccoli nel Pero mandorlino) per la lunghezza relativa tra stami e stili (lunghezza stami = stili nel Perastro e stami più lunghi degli stili nel Pero mandorlino)

  • Utilizzo:

    Funzione ornamentale
    Per le sue piccole dimensioni viene utilizzato come pianta ornamentale nei casi in cui ci sono piccoli spazi a disposizione o quando c'è necessità di avere altezze contenute

    Altri usi
    Il suo legno, duro, può trovare impiego per lavori al tornio, ma per lo più è utilizzato come legna da ardere e in questo caso si rileva un buon combustibile

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